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  Un esempio serio di pentimento a Platina

dal sito ufficiale della Chiesa russa all'Estero

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Estratto dal discorso dello Ieromonaco Damascene (Christensen) nel 30° anniversario del riposo nel Signore dello ieromonaco Seraphim (Rose), 2 settembre 2012, al Monastero di sant'Herman d'Alaska:

 

Con la benedizione dell'abate Hilarion, vorrei dire alcune parole che riteniamo importanti da dire in questo giorno.

Come molti di voi sanno, questo monastero fu fondato con la benedizione dell'arcivescovo Anthony della Chiesa ortodossa russa fuori dalla Russia nel 1969, e padre Seraphim ha vissuto tutta la sua vita ortodossa come membro fedele e obbediente della Chiesa russa all'Estero. In tutti gli anni in cui questo monastero è stato in esistenza, oggi è il primo giorno in cui un primo ierarca della Chiesa ortodossa russa fuori dalla Russia ha visitato il nostro monastero. Durante il corso della la vita di padre Seraphim, si disse che l'allora primo ierarca, sua Eminenza il metropolita Philaret, sarebbe venuto a visitarlo. Padre Seraphim, con l'aiuto di altri fratelli, aveva anche costruito la camera dello Tsar - che ora è una cappella dedicata ai martiri imperiali russi - come stanza per ricevere adeguatamente il metropolita. Per motivi logistici, tuttavia, il metropolita Philaret non fu in grado di far visita a quel tempo, e la stanza di ricevimento del metropolita non ha adempiuto al suo scopo originale.

Dopo il riposo nel Signore di padre Seraphim, non sono state solo ragioni logistiche a impedire al primo ierarca della Chiesa russa all'Estero di venire qui. Le ragioni sono dolorose da raccontare, ma riteniamo che se ne debba parlare, e che il momento opportuno sia proprio oggi, il 30° anniversario del trapasso di padre Seraphim, quando un primo ierarca della Chiesa russa all'estero è qui per la prima volta.

Nel giro di un anno dopo il riposo nel Signore di padre Seraphim, il nostro abate di allora, padre Herman, andò in scisma dal suo ierarca, l'arcivescovo Anthony, dalla Chiesa russa all'Estero, e da tutta la Chiesa ortodossa. Quelli tra noi che sono rimasti qui lo hanno seguito in quello scisma. Inoltre, per giustificare questo scisma, padre Herman si è impegnato in una campagna per screditare l'arcivescovo Anthony e il buon nome della Chiesa russa all'Estero, e anche noi, che abbiamo creduto erroneamente di essere stati ingiustamente perseguitati, lo abbiamo seguito in questo. Di tutti noi, io sono stato il peggior colpevole, perché nella prima biografia di padre Seraphim, Not of This World (Non di questo mondo), ho incluso una trama sottintesa che tentava di giustificare la separazione di padre Herman dal suo arcivescovo e dalla Chiesa russa all'Estero.

Per diciassette anni la nostra fratellanza ha vagato nel deserto, ma per grazia di Dio, abbiamo finalmente visto la luce: abbiamo capito che padre Herman non era stato perseguitato ingiustamente, e che eravamo in realtà noi che avevamo ingiustamente attaccato il buon nome dell'arcivescovo Anthony e della Chiesa russa all'Estero. Allo stesso tempo, ci siamo resi conto che, contrariamente alla falsa ecclesiologia ci avevano portato a credere, eravamo in realtà al di fuori dei confini canonici della Chiesa. Ci siamo resi conto che nessuno scisma dalla Chiesa è giustificato, e che dovevamo trovare la via del ritorno a casa nella Chiesa.

Grazie a Dio, questa realizzazione si è verificata mentre l'arcivescovo Anthony di beata memoria era ancora vivo, anche se era allora malato e vicino alla morte. Dopo che padre Herman si era dimesso da abate, il nostro successivo abate, padre Gerasim, e io siamo andati a San Francisco per chiedere personalmente scusa all'arcivescovo Anthony. L'arcivescovo Anthony non fu in grado di riceverci di persona a causa delle sue gravi condizioni, ma ha ricevuto le nostre scuse tramite sua Eminenza l'arcivescovo Kyrill. Poco dopo, quando il vescovo Jovan, amico dell'arcivescovo Anthony, e nostro primo vescovo della Chiesa ortodossa serba, ha chiesto la benedizione dell'arcivescovo Anthony per riceverci nella Chiesa ortodossa serba, l'arcivescovo Anthony ha dato gentilmente la sua benedizione, aggiungendo, con enfasi, "fate tutto il possibile per salvare le loro anime!"

Inoltre, per misericordia di Dio, siamo stati in grado di chiedere scusa tramite lettera all'allora primo ierarca della Chiesa russa all'Estero, sua Eminenza il metropolita Laurus, di beata memoria. Infine, siamo stati in grado di scusarci a mezzo stampa, prima con la pubblicazione di una versione riveduta della biografia di p. Seraphim, rimuovendo i difetti che hanno caratterizzato la prima versione, e poi con la pubblicazione di scuse e ritrattazioni su The Orthodox Word.

Tuttavia, non è stato fino a oggi che abbiamo avuto l'opportunità di chiedere scusa, in persona e in un evento pubblico, al primo ierarca per i nostri peccati contro la Chiesa Russa all'Estero. Vostra Eminenza, metropolita Hilarion, esprimiamo il nostro pentimento profondo e sincero per questi peccati, e chiediamo perdono a lei e a tutti coloro che sono stati feriti dalle nostre parole e azioni.

Questo non è stato un argomento piacevole di cui parlare, ma, come ho detto, riteniamo che sia necessario. Siamo stati liberati da Dio dalla nostra peregrinazione nel deserto, ma portiamo ancora le ferite di quel momento, per le quali stiamo ancora cercando da Dio la guarigione, e ci rendiamo conto che anche altri di fuori del nostro monastero portano quelle ferite. Possa il Signore aiutarci a trovare ulteriormente la guarigione, e a procedere oltre sulla via della salvezza nel pentimento e nella gratitudine a lui per la sua misericordiosa Provvidenza.

 

Celebrazione alla tomba dello ieromonaco Seraphim (Rose), 2 settembre 2012.

Nella foto, il primo da sinistra è lo ieromonaco Damascene (Christensen) autore della biografia di padre Seraphim Rose e del testo riportato sopra; dal luglio 2013, padre Damascene è il nuovo igumeno del monastero di sant'Herman d'Alaska a Platina. Proseguendo da sinistra, notiamo il metropolita Hilarion, primo ierarca della Chiesa russa all'Estero, quindi il precedente igumeno del monastero, padre Hilarion, e il vescovo Daniel della Chiesa Ortodossa Bulgara in America.

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