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  Sulla rinascita della venerazione dei santi occidentali locali nella Chiesa ortodossa

Dal blog del sito Orthodox England, 26 marzo 2016

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Risposte a domande della recente corrispondenza

icona di tutti i santi delle Isole Britanniche e dell'Irlanda

Padre Andrew, quando ha iniziato a interessarsi ai santi locali?

Quasi esattamente 50 anni fa, quando avevo nove anni: a scuola ho letto del santo Alfredo il Grande e ho fatto un progetto di ricerca su di lui. Da qui ho iniziato a indagare su luoghi nelle vicinanze che commemoravano questi santi. Vicino a dove abitavo c'era un piccolo luogo chiamato St Albright (Etelberto, + 794) e la città di St Osyth (+ c.700), la città di Bury St Edmunds (sant'Edmondo, + 869), la città di Ely (santa Audrey + 679) e Felixstowe (san Felice + 647) e una stazione ferroviaria chiamata St Botolph (+ 680). Tuttavia, da bambino, tutto quello che potevo fare era porre domande agli adulti e chiedermi chi erano stati questi uomini e donne e perché erano stati chiamati santi, che dovevano essere stati grandi perché 1300 anni dopo la gente li ricordava ancora nella toponomastica.

L'anno dopo, quando avevo dieci anni, era il 900° anniversario della cosiddetta battaglia di Hastings. Ho capito che allora era accaduto qualcosa di catastrofico, che aveva distrutto e sepolto tutta una misteriosa civiltà cristiana inglese insieme a tutti quei santi e a tutta quella santità. E questo era stato tenuto segreto.

È stato solo nella mia adolescenza che ho cominciato a leggere e chiedermi perché questi santi erano stati dimenticati e nascosti e come erano stati ricoperti e oscurati da un nuovo strato di non santità e persino di anti-santità. L'altra domanda che mi sono posto è stata perché non c'erano più santi, né nuovi santi, ma solo quelli antichi. La sorgente della santità si era chiaramente prosciugata. Nessuno era più interessato alla santità. Ora vivevamo in una civiltà diversa, con valori diversi, per me estranei. Perché? Era una domanda a cui nessuno intorno a me poteva rispondere, così ho letto e ho capito che era così perché la Chiesa, la sorgente di ogni santità, era stata persa. Senza la Chiesa non c'è la santità, non ci sono i santi, perché solo la Chiesa è santa.

Come ha fatto la Chiesa a perdere la memoria di questi santi?

Il ricordo dei santi ortodossi occidentali grandi o internazionali non è mai stato perso dalla Chiesa: per esempio, molti dei martiri romani come santa Tatiana o sant'Anastasia e altri come sant'Alessio, san Giustino Martire, sant'Ireneo di Lione, sant'Ilario di Poitiers, sant'Ambrogio di Milano, san Giovanni Cassiano, san Martino di Tours, san Leone Magno, san Gregorio il Dialogo e san Martino di Roma sono sempre stati ben noti e sono da sempre nel calendario della Chiesa. Ma i santi occidentali locali, ricordati solo in alcune regioni limitate o persino in singoli paesi in Europa occidentale, sono stati persi, semplicemente per ragioni geografiche. Quando l'Ortodossia non è stata più vissuta a livello locale, non è rimasto semplicemente nessuno per venerarli e la loro memoria è stata sempre più dimenticata.

I cattolici dunque non li venerano?

Solo in misura minima; in gran parte hanno sostituito i santi con nuovi individui, filosofi e spiritualmente illusi, come Anselmo, Bernardo, Domenico, Teresa e quant'altri. In altre parole, hanno sostituito il primo millennio con il secondo, cioè, hanno sostituito l'Ortodossia con il cattolicesimo romano. Per gli ortodossi queste nuove figure non sono santi, poiché hanno una mentalità del tutto estranea a quello della Chiesa. Ecco il motivo per cui oggi conosciamo così poco la maggior parte dei santi – sono stati dimenticati o le loro vite reali sono state sostituite da false vite, leggende e folklore. Ancora oggi potete andare nei villaggi irlandesi e invece di vedere commemorato il locale eremita irlandese del VI secolo, troverete che la chiesa locale è dedicata a Bernadette e ha una grotta con una statua. Una mentalità completamente estranea.

Per quanto riguarda i protestanti, ovviamente hanno completamente negato i santi nel loro rifiuto generale anche del concetto di santità e di vita ascetica. Oggi, i cattolici sempre più protestantizzati hanno smesso di venerare le reliquie dei santi; per esempio, a Bari in Italia, sono solo i russi ortodossi che vanno a venerare san Nicola, i cattolici lo trascurano. Le reliquie nelle chiese cattoliche sono tenute nascoste in scatole di vetro in luoghi accessibili. E se andate in Vaticano e chiedete di venerare le reliquie di san Pietro, vi diranno che è necessario inviare una lettera per chiedere il permesso con tre settimane di anticipo! Hanno perso tutto.

Com'è iniziata la rinascita della venerazione di questi santi locali tra gli ortodossi?

Senza dubbio questo è dovuto a san Giovanni di Shanghai, quando è diventato arcivescovo dell'Europa occidentale negli anni '50. Egli amava i santi e non era un ristretto nazionalista.

È stato lui a influenzarla?

No, per niente. A quel tempo non avevo mai sentito parlare di lui. Sono arrivato a venerare questi santi per una via del tutto indipendente, durante l'infanzia, come ho descritto. In ogni caso, ho scoperto san Giovanni solo nel 1978, molto tempo dopo che avevo fatto un grande sforzo di ricerca e di lettura su questi santi a Oxford, avevo fatto pellegrinaggi a molti siti e avevo compilato un calendario nel 1975. A Oxford san Giovanni mi era stato tenuto nascosto. Tuttavia, la scoperta di

san Giovanni è stata rassicurante, perché ha confermato le mie intuizioni intime ed era di fatto l'unico che spiritualmente, per quanto invisibilmente, mi sosteneva. Ovviamente, non paragono me stesso a lui, ma ci sono stati e ci sono percorsi paralleli nella vita di molte persone che sono giunte a venerare i santi occidentali locali.

Quindi nessun altro da lei conosciuto ne era interessato a quel tempo?

Una persona che aveva un interesse accademico era l'allora padre Kallistos, che, come mi disse nel 1976, amava san Cuthbert e san Beda il Venerabile, anche se non lo aveva mai espresso pubblicamente e non c'erano icone di santi locali nella parrocchia di Oxford in quel momento. Infatti, molti parrocchiani erano molto ostili, e respingevano questi santi come una mia fantasia personale e come qualcosa di 'non ortodosso'. Il mio cuore mi parlava in modo diverso e mi dispiaceva per la loro ignoranza e le loro ristrette vedute etniche e politiche. Tuttavia, ancora nel 1976, padre Benedict Ramsden mi aveva mostrato il progetto di Canone ai santi delle isole che aveva scritto. È stato stimolante.

Qual era l'atteggiamento del metropolita Antony (Bloom)?

Ho parlato con lui di questo argomento nel 1977 e non aveva chiaramente alcun interesse per questi santi in quel momento, ma penso che abbia cambiato idea attorno al 1990, perché si è reso conto che stava perdendo fedeli che passavano alla Chiesa fuori dalla Russia (ROCOR), che invece ne era interessata. Quindi è stata una questione di tenere il passo con la concorrenza.

E l'atteggiamento di padre Sofronio (Sakharov)?

Non aveva alcun interesse né lui, né alcuno dei suoi monaci. L'abate Kyrill mi ha detto nel 1977 che dal momento che i ciprioti non veneravano i santi occidentali locali, Tolleshunt Knights non li avrebbe promossi. Naturalmente, un tale atteggiamento ha spinto coloro che veneravano davvero questi santi verso giurisdizioni che ne erano interessate.

Perché pensa che padre Sofronio non fosse interessato?

Padre Sofronio, come sapete, è stato un filosofo e un artista ed era rimasto affascinato dall'espressione filosofica della sua esperienza di incontro con un santo contadino, san Silvano. Il suo grande interesse era nelle parole del santo, 'mantieni la mente all'inferno e non disperare', anche se queste non sono essenzialmente parole nuove, essendo parole della Sacra Scrittura, Matteo 16:18 e 2 Corinzi 4:8. La rivelazione di san Silvano era la stessa di quella di tutti i santi nel corso dei secoli, ma padre Sofronio ha trascorso tutta la sua vita al lavoro sulle implicazioni filosofiche di quelle parole. Ricordate che era stato il bibliotecario al monastero di san Panteleimone, dove aveva incontrato padre Silvano – era molto erudita. Tolleshunt Knights ha probabilmente la miglior biblioteca patristica in questo paese, dove si possono studiare gli asceti ortodossi.

Quando ha iniziato a scrivere dei santi?

Nel 1974. Nel 1977 per la prima volta con esitazione ho mostrato a qualcuno, una delle monache a Tolleshunt Knights, uno dei miei articoli, ma non era interessata e ha semplicemente detto che l'articolo era 'poetico'. Ha poi lasciato il convento ed è tornata a essere anglicana. La pubblicazione dei miei scritti non ha avuto luogo fino alla fine degli anni '80 e ai primi anni '90.

Ma certo, ci sono stati altri individui che erano interessati a questi santi?

Sì, alcuni individui. In parallelo a me, anche se non lo sapevo al momento, nei primi anni '70 padre Mark (Meyrick – quando è diventato un monaco ha preso il nome di padre David) della cappella della ROCOR a Walsingham aveva iniziato a includere nomi di santi nel suo calendario di san Serafino, ma sembrava avere l'idea che solo i santi celtici, per quanto oscuri, dovevano essere inclusi. L'ho incontrato la prima volta nel 1976, ma non riuscivo a capire una certa ostilità verso i santi inglesi e altri santi occidentali, soprattutto perché viveva in Inghilterra ed era molto inglese. Era una mentalità molto insulare.

Due dei suoi convertiti anglicani hanno compilato un piccolo libro su questi santi celtici, alcuni dei quali molto oscuri, ma soprattutto copiati dallo scrittore anglicano del XIX secolo S. Baring-Gould, anche se hanno aggiunto i tropari che avevano scritto. Sembravano pensare che solo i celti o coloro che erano vissuti prima del VII secolo potevano essere santi. Ma ero comunque incoraggiato da questo, dal momento che non avevo avuto alcun supporto fino a quel momento ed ero piuttosto isolato. Inoltre, cosa molto importante, padre Mark è stato il primo a iniziare a dipingere icone di questi santi, in particolare di sant'Albano (+ c. 304) e san Colombano (+ 597), anche se non di sant'Agostino (+ 604).

Nel 1981, credo, una missione vecchio-calendarista ex-anglicana è stata aperta in Inghilterra sotto la ROCOR e le sono state date le reliquie di sant'Edoardo il Martire. Là veneravano apertamente tutti i santi occidentali. Anche questo è stato piacevole e ci sono andato due volte prima che abbiano abbandonato la Chiesa nel 2007, anche se il loro vecchio calendarismo anglo-cattolico era sconfortante. Nel 1984, quando vivevo in Francia e lavoravo sui santi della Francia, ho scoperto padre Seraphim Rose e ho appreso che aveva avuto un certo interesse, soprattutto per i santi in Gallia, qualcosa che aveva compreso attraverso san Giovanni.

Poi c'è stato un vescovo greco a Londra, il defunto vescovo Christopher di Telmissos, che nel 1985 ha scritto un libretto su questi santi in greco. Nel 1989 ho scoperto che il padre Pietro (Cantacuzene – in seguito vescovo Ambrogio di Vevey) della ROCOR aveva composto un officio a tutti i santi della Svizzera. Nel 1992 in Portogallo ho scoperto la venerazione per i santi portoghesi e spagnoli e ho appreso che processi simili erano in corso in Svezia e in Germania. Ma tutti questi movimenti erano collegati con la ROCOR.

Perché è stata la ROCOR a iniziare tutto in questo campo e nessun'altra giurisdizione ha mostrato alcun interesse fino a molto più tardi?

Semplicemente perché le altre giurisdizioni erano ripiegate verso l'interno, o assorte nella politica e nell'identità delle loro madrepatrie oppure in culti di personalità locali. La ROCOR aveva perso la sua patria e non vi poteva tornare. Di conseguenza, alcuni semplicemente vivevano nel passato, in una nostalgia culturale, una sorta di mentalità edoardiana russa. Ma altri si sono resi conto che il futuro stava nell'incarnare noi stessi come ortodossi senza compromessi nei nostri paesi di adozione. Eravamo proprio la chiesa fuori della Russia, non dentro la Russia. Ecco perché nella ROCOR abbiamo avuto riviste come Orthodox America, Orthodox Australia e Orthodox England. È il principio dell'Incarnazione. Altre giurisdizioni erano interessate solo alla politica nazionalista, greca, sovietica o balcanica, oppure a una vaga, accademica, annebbiata, disincarnata, filosofica 'spiritualità' di Oxbridge, che alimenta solo il cervello, non il cuore. Questa è un conforto di auto-soddisfazione solo per intellettuali, e fa parte del modernismo.

E così, quando hanno iniziato a interessarsi quelli al di fuori della ROCOR?

Prima di tutto, negli anni '90, se non prima, c'è stato il calendario della compagnia greco-ortodossa di san Giovanni Battista, a cura dell'allora vescovo Kallistos e di altri ex-anglicani, che ha iniziato a includere alcuni di questi santi, come padre Mark della ROCOR aveva fatto già da circa 20 anni. Poi, nel 1996, un gruppo di 300 anglicani ha aderito al Patriarcato di Antiochia e ha iniziato a venerare questi santi e a dedicare loro le chiese. È stato molto piacevole. In seguito la venerazione dei santi e i pellegrinaggi ai loro luoghi sono diventate cose di moda, a un livello abbastanza incredibile.

Un grande passo in avanti è stato la nomina del Vescovo Elisej come capo della diocesi di Sourozh nel 2006. Quelli che mi avevano disprezzato negli anni '70 e '80 si sono improvvisamente interessati! Se solo un vescovo come Elisej fosse stato lì negli anni '70! Quello che avevo scritto negli anni '70 e '80 è stato pubblicato e anche tradotto in russo e parti in altre lingue. In seguito circa 2000 persone come Misha Sarni di Sourozh e anche l'ottimo Dmitrij Lapa a Mosca si sono molto interessate.

Quando ha composto i primi offici ai santi locali e quali ha composto?

Ho iniziato nel 1998 o 1999 con offici a sant'Edmund, san Felice e santa Audrey, poi a tutti i santi delle isole e più tardi, nel 2014, a tutti i santi delle terre d'Europa. Questi sforzi sono ovviamente sminuiti dal lavoro di Isaac Lambertson, che ha composto servizi a decine di santi delle terre occidentali, tutti i santi principali. Il nostro debito con lui per questo e per le sue traduzioni è enorme.

Quale è stato per lei il momento culminante?

Penso che sia stato nel 2008, quando abbiamo aperto la prima cappella a tutti i santi delle isole, nella mia città natale di Colchester. Un'ambizione di quarant'anni prima era stata realizzata! Poi nel 2012 abbiamo finalmente fatto dipingere una nuova icona di tutti i santi delle isole per l'iconostasi, che ha corretto il lavoro pionieristico del caro padre Mark.

Cosa accadrà in futuro?

A Mosca stanno ancora pensando di incorporare alcuni di questi santi, che erano già venerati nel primo millennio in Occidente, nel calendario della Chiesa russa, almeno sant'Albano. Sono almeno otto anni che lo stanno prendendo in considerazione. Ma questo significherebbe solo mettersi al passo con gli sviluppi che qui hanno avuto luogo negli ultimi 60 anni. A volte qualcuno inizia qualcosa nelle province e solo successivamente altri nel Centro lo recuperano. Uno dei problemi a Mosca è la pronuncia di nomi sconosciuti come Alfred e Ethelbert e il fatto che suanoano un po' cattolici, ma se li si traduce letteralmente in russo, vengono più o meno fuori come Miroslav e Svetoslav.

Che consiglio darebbe a chi vuole venerare questi santi? Li accettiamo tutti fino al 1054?

Lo scisma non è stato un evento, ma un processo. È ancora in corso, è il processo di sostituzione del peccato umano alla rivelazione divina, del culto dell'uomo al culto del Dio-uomo; l'essenza dello scisma continua fino ad oggi. Ma la questione per noi è esattamente questa: quando la gente ha cominciato ad allontanarsi dalla Chiesa?

Come possiamo vedere dall'arcivescovo greco di Canterbury, san Teodoro (+ 690), o dal papa greco di Roma, san Zaccaria (+ 752), il processo dello scisma chiaramente non è iniziato fino alla metà del secolo VIII. Tuttavia, vi è stato un brutto periodo con il re eretico e genocida dei franchi, Carlo Magno (il beato Carlo Magno per i papisti), e il suo Concilio di Francoforte nel 794. Ma Carlo Magno è morto nell'814 e le sue eresie e il suo cosiddetto 'impero' sono crollati e l'Ortodossia è rinata. A Roma non hanno accettato la sua eresia e lo hanno respinto come un barbaro ignorante assetato di potere.

C'è stato un altro brutto periodo alla fine del IX secolo, corretto dal Concilio anti-filioquista di Costantinopoli nell'879-80 e da papa Giovanni VIII, assassinato per la sua ortodossia e il suo anti-filioquismo nell'882, ma influenzato dal ricordo dell'eretico Papa Niccolò di Roma (san Niccolò per i papisti). Questo provocò l'opera di san Fozio contro l'eresia del filioque. Poi ci fu una rinascita dell'Ortodossia in Germania con l'imperatrice greca d'Occidente, Teofano (+ 991). Tuttavia, possiamo anche vedere il declino spirituale dell'Occidente a partire dalla fine del X secolo, quando apparvero i primi segni del feudalesimo, completamente estraneo al cristianesimo. Probabilmente nel 1014 il filioque è stato cantato a Roma per la prima volta. Allo stesso tempo, ci sono stati sempre meno pellegrini provenienti da ovest che andavano a Gerusalemme e Costantinopoli e sempre meno monaci e chierici greci che visitavano l'Occidente. Questo è stato il sintomo di un cambiamento spirituale, di un declino.

In altre parole, dobbiamo guardare molto attentamente alla vita di chiunque in Occidente, soprattutto in quella che oggi è la Germania e la Francia settentrionale, dopo la metà del secolo VIII fino alla metà del secolo XI, alla data simbolica del 1054. Tuttavia, dobbiamo guardare con attenzione anche dopo questa data in alcune regioni, perché ci sono stati santi ortodossi sul territorio occidentale anche dopo il 1054, probabilmente in Inghilterra almeno fino al 1066 (anche se non il traditore mezzo-normanno Edoardo detto il Confessore), forse nelle aree celtiche e in Scandinavia, anche dopo questo periodo, e certamente nella Sicilia e Calabria greche, dove l'Ortodossia è sopravvissuta intatta fino almeno al XII secolo.

Qual è l'importanza del culto di questi santi?

La venerazione di questi santi significa la reintegrazione e il reinserimento dei popoli occidentali nella santità della Chiesa. Questo è spiritualmente significativo, non solo a livello personale, ma a livello nazionale. Non ci può essere salvezza per il mondo occidentale separato fino a quando questo accadrà. Escatologicamente, è parte del raduno nella Chiesa prima della fine, l'incontro tra la Chiesa celeste, i santi, e la Chiesa sulla terra, noi.

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