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  Due critiche allo tsar Nicola II

dal blog del sito Orthodox England

1 ottobre 2018

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1. Lo tsar fumava.

Questa è una comune obiezione moderna. Sì, certo, lo tsar Nicola II era un forte fumatore, probabilmente una quarantina al giorno. Alcuni oggi sono scandalizzati da questo, dimenticando che in quel momento praticamente tutti gli uomini fumavano e non fumare era considerato malsano. Anzi, più fumavi meglio era. Nella prima parte del secolo anche le donne fumavano, ma in privato. Dopo il pasto serale, gli uomini benestanti si ritiravano in una "sala fumatori" fatta apposta per fumare – questo era normale, il modo di vivere dell'epoca. E alcuni noti sacerdoti, compresi i vescovi, fumavano in quel periodo.

Più tardi le stelle del cinema e i politici (ricordate i sigari di Churchill) erano tutti fumatori. I soldati di entrambe le guerre mondiali ricevevano una generosa razione giornaliera di sigarette: ci si aspettava che fumassero. Quelli che non fumavano erano considerati anormali. Riesco a ricordare le vecchie generazioni del clero (sia quelli nati prima del 1917 sia quelli nati nell'emigrazione negli anni '20 e '30) che fumavano abbastanza apertamente. Dobbiamo considerare le mode del tempo. Nessuno allora sapeva del legame tra fumo, cancro e malattie cardiache; anzi fino agli anni '50 i medici occidentali continuavano a pubblicizzare il fumo come "cosa buona". Come si suol dire, il senno di poi è una cosa meravigliosa.

2. Per debolezza del carattere e indecisione, lo tsar Nicola II non adottò misure abbastanza severe per impedire la rivoluzione del 1917 e così non riuscì a proteggere la sua stessa famiglia dalla morte.

Questa è un'accusa comune, sia del passato che del presente, ma senza fondamento.

Chiunque abbia letto la storia dei problemi del 1905 (lo tsar Nicola non li definì mai una rivoluzione) e di come abbia soppresso il terrorismo di quel tempo attraverso mezzi militari e tribunali sul campo che emettevano condanne a morte entro 48 ore, saprà che poteva essere molto duro. Lo doveva essere – per proteggere i suoi oltre centocinquanta milioni di sudditi da poche migliaia di terroristi spietati finanziati dall'estero e da anarchici amorali. Gli storici sovietici chiamavano lo tsar crudele e assetato di sangue per questo: ora abbiamo l'estremo opposto della critica - si dice che non sia stato abbastanza severo! Ma perché nel 1917 non fece le stesse cose che fece nel 1905?

Di fatto, nel 1917 tentò di fare come nel 1905, ma questa volta l'élite militare rifiutò di obbedirgli, commettendo un tradimento. Fu il tradimento dei generali a significare che gli ordini dello tsar Nicola di reprimere il terrorismo a San Pietroburgo non furono rispettati, garantendo così il successo dei terroristi assetati di sangue. Senza la lealtà dei generali, lo tsar Nicola fu perso. Questo spiega perché una rivolta relativamente piccola, guidata da poche migliaia di attivisti nella capitale, abbia portato alla perdita dell'intero Impero. Spiega anche perché la famiglia dello tsar Nicola fu assassinata con lui - nessuno di loro aveva mai pensato che l'élite avrebbe mostrato tale "tradimento, vigliaccheria e inganno". Era tutto imprevisto.

Qui di nuovo, il senno di poi ci dice che lo tsar Nicola sottovalutò la scala del tradimento dell'élite, soprattutto di quasi tutta l'élite del suo amato esercito. Qui dovremmo ricordare che quasi nessuno, compresi i seguaci di Kerenskij e i Bolscevichi, pensava che una rivoluzione avrebbe avuto successo nel 1917, per non parlare del fatto che l'Impero sarebbe crollato nel caos in modo così rapido. Anche qui c'è un altro rimprovero mosso da una visione mondana: lo tsar Nicola avrebbe dovuto conoscere e prevenire la rivoluzione, arrestando tutti i traditori. Questo rimprovero è sullo stesso piano di quelli che affermano in modo blasfemo che Cristo avrebbe dovuto sapere che i farisei lo avrebbero arrestato e crocifisso, che avrebbe dovuto invocare le legioni di angeli – perciò Cristo stesso sarebbe da biasimare per la sua stessa crocifissione.

I seguaci benestanti di Kerenskij, professori, avvocati, pseudo-intellettuali, aristocratici, politici della Duma borghese, massoni e generali, che tradirono tutti lo tsar, scoprirono presto dopo la loro rivoluzione che se fossero sfuggiti alla morte da parte dei rossi, si sarebbero trovati in un esilio inaspettato e malinconico e spesso in grande povertà. Questo esilio era la loro punizione autoinflitta, anche se, tragicamente, solo pochi di loro hanno mostrato pentimento per questo. Invece, incolpavano lo tsar innocente per la loro disgrazia affermando, per esempio, che per debolezza di carattere e indecisione non era stato abbastanza severo con i rivoluzionari (...loro stessi!). Questa era tutta auto-giustificazione ipocrita per il loro stesso tradimento.

La punizione per questo tradimento fu condivisa dalle grandi potenze dell'Europa. La storia mistica dell'Europa ci mostra che il tradimento dello tsar nel 1917 portò al collasso degli imperi occidentali, prima il tedesco e l'austro-ungarico, e poi una catastrofica seconda guerra che portò al collasso delle fantasie di Mussolini e del Reich razzista di Hitler, e poi quello degli imperi coloniali britannici, francesi, olandesi, belgi e portoghesi. Tutti sono stati puniti dalla storia. Dopo il 1917 seguì nell'Europa occidentale un secolo di americanizzazione e vassalizzazione, segnato dall'ingresso delle forze americane in Europa nel 1917 e dalla loro occupazione dell'Europa dal 1942 al 1945. Ciò ha contribuito al suicidio della cultura europea del 1914 e alla degenerazione dell'Europa nel suo stato di perdita di livello spirituale e morale, di perdita d'identità e di cultura nazionale, di futile decadenza e d'impotenza, dell'Unione Europea.

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