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  Predica di sua Santità il patriarca Kirill in occasione della festa di sant'Ilarione al monastero Sretenskij

patriarchia.ru

28 dicembre 2013

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Il 28 dicembre 2013, giorno della festa del santo ieromartire Ilarione (Troitskij), arcivescovo di Verey, sua Santità il patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus' ha servito la Liturgia nel monastero Stretenskij di Mosca. Alla fine della funzione, sua Santità ha predicato ai fedeli.

Vostre eminenze e grazie! Degno padre Tikhon, abate di questo santo monastero! Cari padri, fratelli e sorelle!

Oggi celebriamo la memoria del santo ierarca Ilarione, arcivescovo di Verey, un uomo che è entrato in modo particolare nella storia della nostra Chiesa. È notevole che la lettura dell'Apostolo di oggi capita essere dalla lettera ai Galati, in cui l'apostolo dice alcune parole sorprendenti. Tutti noi le conosciamo praticamente a memoria – in ogni caso, molti sarebbero in grado di parafrasare queste parole – ma raramente pensiamo alla loro profondità. Queste sono le parole: Se viviamo nello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito (Gal 5,25). Non solo i laici, ma molto spesso il clero, anche dopo essersi preparati a predicare, passano sopra questa frase; il loro ragionamento non è stimolato da ciò che dice l'apostolo. In realtà, questa non è in ogni modo una frase comune – l'apostolo sta parlando di qualcosa di molto essenziale e di fondamentale importanza per tutte le persone.

Che cosa significa vivere nello Spirito? In quale Spirito? Naturalmente, dato che egli si rivolgeva a una comunità cristiana, intendeva dire lo spirito di Cristo, lo spirito del Vangelo. Se vivi secondo questo spirito, se ti chiami cristiano, allora dovresti anche camminare in esso, comportarti secondo lo spirito. Poi l'apostolo parla di ciò che significa camminare nello spirito, e racconta le virtù collegati con una vita conforme allo spirito cristiano.

Ma c'è un significato nascosto in queste parole. Quando l'apostolo dice che viviamo nello spirito, egli ci rivela il mistero della creazione divina. Viviamo tutti con la forza dello Spirito Santo. È lui che soffia sulle acque durante i giorni della creazione, per mezzo di lui e con la sua potenza è stato fatto il creato, è lui che ha accompagnato tutta la storia della razza umana. Noi siamo tutti figli dello Spirito. Siamo stati creati per la potenza dello Spirito Santo, perché per mezzo di questa energia divina, questo potere divino, sono stati creati l'universo, la nostra terra, e la razza umana. E se siamo stati creati per la potenza dello Spirito Santo, allora dobbiamo anche camminare nello Spirito.

Questo è già comprensibile a molti. Quando le persone riconoscono la loro responsabilità verso l'azienda in cui lavorano, e soprattutto verso il proprietario che li ha assunti, sicuramente ascolteranno il loro direttore, comunque venga chiamato, e seguiranno le sue istruzioni. Non c'è nulla di sorprendente di questo; se qualcuno viola le istruzioni o la volontà del suo superiore, viene licenziato dalla compagnia. Tutti noi abbiamo lo stesso Superiore, lo stesso Maestro, lo stesso Creatore – il nostro Signore e Dio, che attraverso la potenza dello Spirito Santo, ha creato il mondo e ognuno di noi. E l'apostolo ci rivela un grande mistero divino: viviamo tutti nello spirito, perché veniamo tutti dallo Spirito, e noi dobbiamo camminare nello spirito, rispettare l'etica della vita umana comune, questa enorme "corporazione" umana, il cui passato si estende in profondità nei secoli – e non sappiamo quanto tempo resta da vivere all'umanità. Pertanto, l'unica corretta legge della vita è la vita nello spirito, e nessun altro diritto può assumere autorità su questa legge.

Proprio di recente ho avuto l'opportunità di conversare con alcune persone e spiegare la posizione della Chiesa sulla maternità surrogata. Alcune brave signore mi hanno chiesto, "Se una persona non può avere figli, perché non dovrebbe servirsi di una madre surrogata?" Ho risposto, "Non dobbiamo andare contro la legge di Dio." In ogni generazione, sorgono argomenti sui quali le persone basano il loro rifiuto di una o di un'altra legge divina. Questa resistenza contro la volontà di Dio si può trovare nel corso di tutta la storia umana, e si riflette chiaramente nel Vecchio Testamento nel'esempio del popolo eletto di Dio. La storia sacra ci insegna che quando rifiutiamo la legge divina, quando rifiutiamo l'ordine della vita istituito da Dio, andiamo contro Dio, e diventiamo infelici. Tutte le sofferenze del popolo ebraico in tempi antichi erano direttamente collegati con il suo rifiuto di obbedire alla volontà divina, alla legge divina. Questi sono episodi di opposizione all'ordine divino del mondo e della punizione di Dio che ne è seguita, che non era tanto l'espressione della potenza divina quanto della giustizia divina, perché la legge divina è assoluta, e in essa è la pienezza della sapienza e di misericordia. Questo è il motivo per cui l'Apostolo dice: se vivete nello spirito dovete camminare nello spirito – in conformità con la legge di Dio, giunta a noi dal tempo di Mosè e dal tempo del nostro Signore Gesù Cristo, che è fissata nella scrittura e che si riflette nei nostri cuori per mezzo della voce della nostra coscienza.

Ma il comportamento in base a questa legge è spesso frainteso dalla gente, così come molto probabilmente lo è stato il comportamento del brillante teologo e notevole scrittore ecclesiastico, l'archimandrita Ilarione (Troitskij), che era rispettato come un grande intellettuale e un interlocutore con le persone più illuminate. Poi venne la rivoluzione, l'era del collasso del nostro paese, la guerra civile. Esecuzioni, distruzione di tutti coloro che ostacolavano il cammino, crudele violenza, la demolizione di chiese, un mare di sangue; e questo senza nemmeno menzionare gli articoli della stampa, le beffe alla Chiesa, la propaganda frenetica contro Dio e contro la Chiesa russa. In quel tempo, l'archimandrita Ilarione chinò umilmente il capo davanti al patriarca Tikhon e ricevette la consacrazione a vescovo, che a quel tempo praticamente significava firmare la propria condanna a morte, specialmente per le persone distinte, convincenti, influenti e in grado di rispondere agli attacchi che piovevano sulla Chiesa. Sant'Ilarione era una persona di questo genere – in grado di stare piedi accanto al patriarca Tikhon, a sostegno delle sue mani, aiutando il patriarca con umiltà e semplicità di cuore a portare la croce del suo servizio, e prendendo su di sé i colpi rivolti al patriarca.

Sappiamo che sant'Ilarione non sfuggì alla sua tragica sorte – fu innocentemente imprigionato e inviato nei campi, visse il terribile campo di Solovki e altri luoghi di detenzione. E nessuno alzò la voce per difenderlo, al contrario, tutto ciò che influenza la consapevolezza della gente era diretta a infangare quelli come sant'Ilarione, in modo che non solo morissero fisicamente, ma che anche la loro memoria fosse distrutta, e i loro nomi fossero mescolati per sempre con la sporcizia. E probabilmente nessuno di coloro che hanno alzato le mani contro sant'Ilarione poteva mai immaginare che sarebbe venuto il tempo in cui qui, in questo monastero, che è così strettamente legato a lui, avremmo pronunciato queste parole, e invocato il suo santo nome in aiuto a tutti noi in questo giorno della sua commemorazione.

Sant'Ilarione ha vissuto nello spirito – non secondo la condizione umana delle cose, non secondo quello che viene chiamato il buon senso. Quale buon senso avrebbe mai potuto dettare tale comportamento in una persona? Avrebbe dovuto restare lontano dal patriarca Tikhon, mantenere un profilo basso, parlare di meno, cercare buoni rapporti con il regime attuale, come hanno fatto i rinnovazionisti. C'è molto che avrebbe potuto fare, ma che non sarebbe stato la vita nello spirito, la vita secondo la giustizia di Dio.

L'esempio del santo ieromartire Ilarione, presente qui in questa chiesa attraverso le sue reliquie guaritrici, ci aiuta a comprendere le parole dell'Apostolo: se vivete nello spirito, dovete camminare nello spirito. Lasciate che l'esempio di sant'Ilarione aiuti tutti noi, soprattutto coloro che servono la Chiesa. Voglia Dio che la sua straordinaria immagine di martire si rifletta nei cuori dei nostri ierarchi e sacerdoti, così come nel nostro pio popolo. Possiamo noi, vedendo questa immagine, essere convinti più e più volte della potenza della verità di Dio, così meravigliosamente espressa nelle pagine della Bibbia. Quando uno rimane con Dio, diventa invincibile, la verità è dalla sua parte, indipendentemente da come finisce i giorni della sua vita terrena. La verità è con lui, perché anche se è stato calunniato in questa vita, è diventato santo davanti a Dio, e questo significa che è anche santo nella storia umana. Attraverso le preghiere di sant'Ilarione il Signore rafforzi e aiuti noi, il popolo del XXI secolo, a vivere e camminare nello spirito di Dio. Amen.

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