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  L'eredità occidentale dell'Ortodossia: sant'Albano

pravmir.com, 5 luglio 2013

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Il 22 giugno / 5 luglio si celebra la memoria di sant'Albano, protomartire della Gran Bretagna.

Secondo recenti scoperte, sant'Albano potrebbe essere non solo il protomartire della Gran Bretagna, ma anche il primo martire dell'Europa latina di cui siamo a conoscenza.

Basandosi sul resoconto del Venerabile Beda dell'VIII secolo, gli agiografi hanno posto il martirio di sant'Albano agli inizi del IV secolo, durante le feroci persecuzioni di Diocleziano. Tuttavia, in una guida alla cattedrale di St. Alban, costruita sul luogo del suo martirio, troviamo le seguenti interessanti informazioni che, secondo il testo del dr. John Morris di Londra, pongono la data della sua esecuzione quasi un secolo prima, il 22 giugno 209:

"La ricerca della fonte su cui Gildas, intorno al 540, e quindi Beda, intorno al 700, hanno basato i loro racconti del martirio, è stata premiata dal ritrovamento nel 1901 a Torino di una copia di vita di san Germano, originariamente scritta da Costanzo verso il 480 .... Costanzo pone il giorno dell'esecuzione di sant'Albano al 22 giugno, ma non dà l'anno. Egli, tuttavia, afferma che l'imperatore romano coinvolto era Settimio Severo, e dice: 'Allora l'imperatore Severo andò in Britannia... Quando divenne chiaro che lì c'erano moltissimi cristiani, con la sua consueta furia ordinò che tutti fossero passati a fil di spada'. Gildas, copiando da questo, apparentemente lesse 'Severus' come aggettivo, e, in una glossa, suppose che l'imperatore fosse il famigerato anti-cristiano Diocleziano. Beda omise la 'supposizione' e incorporò la glossa nel testo, e quindi la datazione ai tempi di Diocleziano divenne la data stabilita".

"In ogni caso, il dottor Morris sottolinea che non potrebbe essere stato Diocleziano, perché questi governava solo in Oriente. Massimiano governava l'Occidente dell'impero, e sotto di lui Costanzo era responsabile per la Spagna, la Gallia e la Britannia. La moglie di Costanzo, Elena, era cristiana. Un resoconto contemporaneo afferma enfaticamente che, anche se questo Cesare si 'mostrò benevolo' abbattendo alcuni luoghi di incontro dei cristiani, non ne uccise nessuno.

"Tornando ora a Severo: fu in Inghilterra a partire dall'estate del 208 fino alla sua morte nel 211. Aveva la moglie e due figli con lui. Nel 209 si recò a nord con il figlio maggiore per affrontare i caledoniani, lasciando il suo figlio più giovane Geta Cesare incaricato della Gran Bretagna per tre o quattro mesi fino al suo ritorno. Il manoscritto di Torino dice che, dopo la morte di sant'Albano, 'il malvagio Cesare, atterrito da tali meraviglie, ordinò la fine delle persecuzioni, senza decreto imperiale, scrivendo nel suo rapporto che la religione in realtà prosperava con l'uccisione del santi...' a questo sconcertante passaggio Morris offre la soluzione che il malvagio Cesare fosse di fatto il reggente Geta, e così pone fiduciosamente il martirio al 22 giugno 209".

Questa stessa "guida" afferma anche che sant'Albano "era quasi certamente un nativo d'alto lignaggio di Verulamium che probabilmente aveva un grado militare, privilegiato con la cittadinanza romana allo stesso modo dell'ebreo, san Paolo di Tarso".

Illuminati da questo pezzo di brillante ricerca, continuiamo con la vita del santo, citando il libro Saints of the British Isles di A. Bond e N. Mabin:

"Mentre questa persecuzione infuriava, sant'Albano, un residente di Verulamium (oggi Saint Albans), era ancora pagano. Tuttavia, quando il sacerdote Anfibalo chiese il suo aiuto, glie lo concesse liberamente. Il santo sacerdote era inseguito dai persecutori e Albano gli diede un nascondiglio. Tale era la fede di Anfibalo che, anche in questo momento di tensione, non cessò mai di lodare il suo Dio. Albano fu convertito da questo esempio di vita santa e cominciò a imitarlo con la grazia di Dio. Così accadde che, vedendo questo sforzo, il sacerdote istruì Albano nella fede.

"Dopo qualche giorno giunse alle orecchie del governo civile che sant'Albano dava asilo a un fuggitivo nella sua casa. I soldati furono inviati a perquisire la casa. Al loro arrivo furono accolti da sant'Albano, che indossava le vesti del sacerdote e, quindi, i soldati lo trasportarono davanti al giudice. Il caso volle che il giudice stesse offrendo un sacrificio agli idoli, quando il santo fu portato davanti a lui. Quando vide sant'Albano in abito sacerdotale, si infuriò, avendo riconosciuto il prigioniero, e si rese conto che al sacerdote era stato permesso di fuggire. Anche così, a causa della posizione di sant'Albano e della sua precedente lealtà verso l'Impero e le divinità romane, il giudice cercò di essere indulgente. Offrì la libertà a sant'Albano a condizione che offrisse un sacrificio. Il santo si rifiutò risolutamente di farlo. Sant'Albano dichiarò di essere un cristiano, e di non temere le minacce delle autorità civili. Fece tanto adirare il giudice con la sua audacia e zelo che questi ordinò di prenderlo immediatamente e di flagellalo. Con la tortura, il giudice sperava di ottenere una sottomissione all'autorità civile romana, dal momento che le sue parole non avevano avuto esito. Anche le torture più crudeli non scossero la fede di sant'Albano e, vedendo questo, il giudice ordinò che fosse messo a morte.

"Quando Saint Alban fu condotto fuori da Verulamium, per istinto divino tutti gli abitanti della città lo seguirono, lasciando la città deserta e il giudice da solo. La gente, sapendo cosa stava per accadere, tentò di aiutare il santo tirando giù il ponte sul quale egli doveva passare, un ponte sul fiume che divideva la città dal luogo dell'esecuzione. Questo ponte attraversava un fiume molto impetuoso e dal corso troppo rapido per consentire un passaggio a guado. A sant'Albano venne il desiderio di incontrare presto il suo Signore presto e quindi, trovandosi sulla riva del fiume e guardando al cielo, pregò chiedendo aiuto. Subito il fiume si prosciugò e sant'Albano fu in grado di passare sopra sulla terra ferma. Il boia che lo accompagnava era così sopraffatto da questa meraviglia che egli gettò al suolo la sua spada e chiese di essere lasciato a morire in compagnia, o in sostituzione, del prigioniero. Così il suo ruolo cambiò da persecutore a compagno di fede. I suoi compagni carnefici esitarono così sant'Albano andò da solo in cima alla collina di Holmhurst, dove pregò per l'acqua. Immediatamente una sorgente apparve dalla terra, e il fiume che si era prosciugato fu restituito al suo corso naturale, come testimonianza della sua obbedienza.

"Qui la testa del martire fu staccata dal corpo ed egli ricevette la corona della vita, che è la promessa di Dio. Colui che sferrò il colpo finale non poté vedere il santo corpo del martire, perché, come ricompensa per la sua azione, i suoi occhi saltarono fuori e caddero a terra. Il soldato che aveva gettato la sua spada soffrì il martirio allo stesso tempo. Di lui è vero che è stato sicuramente battezzato nel proprio sangue e reso così degno di entrare nel Regno dei Cieli. Convinto dai segni e miracoli che accompagnarono la morte di sant'Albano, anche il giudice venne a onorare il martire cristiano e successivamente ordinò la cessazione della persecuzione dei cristiani ...

"Ben presto dopo la sua morte, i resti di sant'Albano furono sepolti in una chiesa costruita sul luogo del suo martirio. Si racconta che san Germano, vescovo di Auxerre in Gallia, mentre era in visita in Gran Bretagna nel 429 per reprimere l'eresia del pelagianesimo, sia stato a pregare al santuario del santo. Grande deve essere stata la sua devozione a sant'Albano, perché fece dedicare una chiesa nella propria diocesi in onore del santo.

"Il luogo del martirio è ancora visibile oggi, anche se purtroppo, a causa delle devastazioni del protestantesimo, le preziose reliquie sono oggi perdute".

Alcune parti delle reliquie, nascoste in monasteri all'estero al tempo della dissoluzione dei monasteri in Inghilterra, sono state riportate in Inghilterra negli ultimi decenni.

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