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  Il matrimonio interrazziale e la fede ortodossa

dal blog di padre John Whiteford, 22 dicembre 2017

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Charlton Heston ed Esther Brown, nel ruolo del profeta Mosè e della principessa Tharbis d'Etiopia nel film I dieci comandamenti

Esiste una piccola rete di nazionalisti bianchi che si sono affiliati al la Chiesa ortodossa, ma continuano a promuovere le loro opinioni razziste, piuttosto che a pentirsene, come dovrebbero. Sfortunatamente Internet fornisce loro una piattaforma. Matthew Raphael Johnson (qui di seguito indicato come MRJ) è una specie di guru per molti in questo gruppo e ha pubblicato un articolo sul matrimonio interrazziale. Ho visto che queste persone usano tale articolo per discutere contro il matrimonio interrazziale.

MRJ è un prete deposto, già appartenente ai vecchio-calendaristi del precario "Sinodo di Milano". A quanto pare è stato deposto da loro perché neanche loro volevano essere associati alle sue opinioni sulla razza. Non sono sicuro che sia entrato in qualche altra giurisdizione di vaganti oppure no.

Nel suo saggio "Il matrimonio interrazziale e la dottrina della Chiesa", egli inizia almeno a riconoscere che non ha un appiglio su cui basarsi in termini di dottrina della Chiesa o di canoni:

"Il matrimonio interrazziale non è un peccato, è semplicemente sbagliato, irrazionale e distruttivo; solo un matrimonio tra due fedi è un peccato, ma di per sé, la razza non è una questione teologica, almeno al momento presente, e io non sono d'accordo con i miei amici sostenitori dell'identità bianca su questo – nessuno è salvato dalla propria razza, i padri non lo menzionano mai, né i canoni: non è un problema teologico, poiché queste definizioni sono cambiate in modo così radicale. "La razza" non era una categoria separata, astratta da tutto il resto. C'erano certamente "razze", ma queste non erano categorie scientifiche nel nostro senso moderno: erano piuttosto raccolte di tratti comuni, dalla cultura alla lingua al clima".

Allora, perché è "semplicemente sbagliato"?

"Gli israeliti certamente condannavano la mescolanza razziale, ma non avevano in mente la concezione moderna della razza: la razza era intrinsecamente connessa con la fede, l'adesione alla legge, la vita familiare e la cultura di fondo che un gruppo di persone aveva costruito insieme. Rimane vero che spesso, la ragione per condannare un tale matrimonio è che era fatto con stranieri, non necessariamente con persone che credevano in modo diverso. La razza – come fattore isolato – non esisteva. Solo il mondo moderno prende importanti aree della vita umana come l'economia o teologia e li tratta come aree separate dall'etnia o dalla famiglia".

Così qui tenta di presentare un argomento biblico, ma il problema di questo argomento è che se MRJ fosse coerente con se stesso, dovrebbe essere contrario a un matrimonio di un coniuge tedesco con un italiano.

Il problema con le mogli "straniere" era la loro fede, non la loro razza. Di fatto, queste mogli straniere erano per lo più indistinguibili in termini di aspetto razziale. I cananei non solo erano esteriormente uguali, ma parlavano una lingua che non era molto diversa dall'ebraico. L'unico motivo per cui il matrimonio con queste persone era un problema era a causa del loro paganesimo. E infatti, nella genealogia di Cristo troviamo una cananea (Rahab) e una moabita (Rut) che sono entrambe antenate di Cristo – entrambe provenienti da popoli pagani, ma che tuttavia abbracciarono la fede israelita.

Inoltre, c'è il problema della moglie nera del Profeta Mosè, che MRJ tenta di respingere:

"Talvolta si sostiene che Mosè ha sposato una 'etiope'. Questo sarebbe quindi un esempio di mescolanza razziale benedetto da Dio. I problemi con questo sono a vari livelli. Assumere che Cush, dal punto di vista razziale, fosse identico oggi a ciò che era migliaia e migliaia di anni fa, potrebbe essere accettabile per un professore universitario, ma non per una persona razionale. Gli etiopi non sono “neri”, ma semiti. I ritratti di sovrani antichi ci mostrano la loro pelle chiara. I libri di testo moderni li hanno deliberatamente oscurati. I santi greci, tra cui san Frumenzio, che convertì la nazione, non avevano bisogno di un traduttore. I cushiti parlavano greco. Non erano neri".

Questo è un argomento incredibilmente ignorante. Prima di tutto, non c'è dubbio che qui stiamo parlando di una donna etiope. Anche se ho incontrato alcuni che sostengono la tesi senza fondamento che la parola ebraica "Cush", che viene tradotta come "etiope, si riferisca a qualcuno dalle montagne dell'Hindu-Kush, la Settanta traduce il termine in modo inequivocabile come 'etiope':

"Καὶ ἐλάλησεν Μαριαμ καὶ Ααρων κατὰ Μωυσῆ ἕνεκεν τῆς γυναικὸς τῆς Αἰθιοπίσσης, ἣν ἔλαβεν Μωυσῆς, ὅτι γυναῖκα Αἰθιόπισσαν ἔλαβεν" (Numeri 12:1).

Nessun serio studioso biblico dubita che si tratti di una donna etiope. Non ci sono traduzioni di alcun valore che lo traducano in modo diverso. Gli etiopi sono sempre stati conosciuti come neri, e questa ovvia differenza nel colore della pelle era proverbiale nell'antico Israele, come è evidente nella profezia di Geremia:

"Può l'etiope cambiare la sua pelle, o il leopardo le sue chiazze? Allora potrà anche fare del bene, chi è abituato a fare il male" (Geremia 13:23 KJV).

"Εἰ ἀλλάξεται Αἰθίοψ τὸ δέρμα αὐτοῦ καὶ πάρδαλις τὰ ποικίλματα αὐτῆς, καὶ ὑμεῖς δυνήσεσθε εὖ ποιῆσαι μεμαθηκότες τὰ κακά" (Geremia 13:23 LXX).

Il punto di questo versetto è che un etiope non può cambiare la sua pelle, né un leopardo può cambiare le sue macchie, e allo stesso modo anche il popolo di Giuda che si era abituato a fare il male non avrebbe cambiato nulla. Ma questa affermazione non avrebbe significato se non si sapesse che gli etiopi avevano un colore della pelle diverso da quello degli ebrei.

un'icona di san Mosè l'Etiope, da una chiesa del monastero in Macedonia

Inoltre, nei Detti dei Padri del Deserto, ci sono un certo numero di detti su san Mosè l'Etiope che parlano di lui come nero. Per esempio, quando san Mosè fu ordinato e gli fu posto uno sticario bianco, l'arcivescovo gli disse: "Vedi, Abba Mosè, ora sei completamente bianco". E poi, volendo mettere alla prova l'umiltà di san Mosè (e dovrebbe essere chiaro che tali prove, che spesso assumevano forme estreme, sono un tema costante in questi detti), lo stesso arcivescovo incaricò gli altri sacerdoti di insultarlo: "Quando Abba Mosè entra nel santuario, cacciatelo fuori e andate con lui per ascoltare quello che dice" E così, ci viene detto:

"... Il vecchio entrò e lo coprirono di soprusi, e lo cacciarono dicendo:" Fuori, uomo nero! Uscendo, rgli disse a se stesso: "Hanno agito giustamente riguardo a te, perché la tua pelle è nera come la cenere. Non sei un uomo, quindi perché dovresti avere il permesso di incontrare uomini?" "(Benedicta Ward, trad., The Sayings of the Desert Fathers, The Alphabetical Collection, Kalamazoo: Cistercian Publications, 1975, edizione riveduta 1983, p. 139).

E questa storia è registrata, non perché ci fosse alcun desiderio di denigrare il suo colore della pelle, ma di lodare la sua santità, perché non si arrabbiò né si sentì trattato ingiustamente; ma piuttosto, come dovrebbe fare un pio monaco, rispose con la massima umiltà, anche di fronte a una tentazione così estrema.

Quindi no, non c'è davvero alcuna base per affermare che gli etiopi non erano neri nei tempi antichi. E di conseguenza, a meno che non siamo pronti a condannare il profeta Mosè – e le Scritture, del resto, dal momento che non è Mosè a essere condannato per aver sposato un'etiope, ma suo fratello e sua sorella per averlo criticato per averla sposata – dobbiamo concludere che non esiste alcuna base biblica per opporsi al matrimonio interrazziale.

MRJ afferma anche che, anche se la Chiesa non si oppone al matrimonio interrazziale, lui non farebbe un tale matrimonio per ragione di "sopravvivenza culturale":

"La mescolanza religiosa è condannata dalla chiesa: come prete, non sposerei mai una coppia in cui uno non è ortodosso. Quanto alla sopravvivenza culturale, non sposerei neppure una coppia interrazziale. Questa sopravvivenza è spesso legata alla razza: dal momento che la Chiesa ortodossa è quasi esclusivamente bianca. In teoria, una coppia bianco-asiatica potrebbe funzionare, dal momento che sono due persone con alto quoziente di intelligenza e le civiltà asiatiche sono grandi e antiche, ma con tutto ciò che comporta un matrimonio, perché aggiungervi questa dimensione? Le battaglie tra suoceri sono garantite: ci sono troppe barriere naturali e psicologiche contro di essa. Se hai sposato una donna cristiana asiatica, anche una totalmente americanizzata, sai che i suoi genitori sarebbero contrari molto più dei tuoi, dal momento che è solo ai bianchi che è chiesto di mescolarsi. Tuttavia, un'intera linea di sangue europea verrebbe cancellata in qualsiasi matrimonio di razza mista".

Prima di tutto, quando dice che "è solo ai bianchi che è chiesto di mescolarsi", con chi pensa che si sposino i bianchi che fanno matrimoni interrazziali? Ovviamente, non con altri bianchi a cui è chiesto di mescolarsi. In secondo luogo, come uomo bianco che ha sposato una donna cinese, so per esperienza che quello che dice non è proprio vero. L'unico genitore che ha espresso riserve razziali sul mio matrimonio è stata mia madre, che mi ha detto che dovevo considerare che i miei figli avrebbero avuto un aspetto strano. Dopo aver visto quanto erano belle entrambe le mie figlie, ha ammesso di aver sbagliato. Nessuno dei genitori di mia moglie ha avuto obiezioni sulla mia razza. Quando ho chiesto il permesso di sposare mia moglie, l'unica preoccupazione del mio futuro suocero era la mia capacità di mantenere mia moglie... il che, dato che ero uno studente universitario con un lavoro part-time in una libreria, non era una preoccupazione oltraggiosa. Fortunatamente per me, la mia futura suocera ha preso le mie difese, e mio suocero ha acconsentito. E nessuno dei miei genitori ha mai avuto un momento di dissenso con i genitori di mia moglie. Le cose erano probabilmente aiutate in tal senso dall'inglese limitato dei miei suoceri. E, a proposito, a maggio faremo 30 anni di matrimonio, che sta funzionando molto bene nel nostro caso.

Ora, quando hai un matrimonio che coinvolge due persone di culture molto diverse, ci saranno sicuramente alcune difficoltà. Così, per esempio, non consiglierei a una persona bianca di sposare una persona cinese se non gli piace la cucina cinese, né sa apprezzare la sua cultura. Ma questo è davvero un problema a parte, perché in America, per esempio, ci sono molte persone di diversa etnia che sono cresciute in questo paese, e quindi tali differenze culturali non sarebbero un grande affare. In realtà direi che, culturalmente, un uomo bianco dell'Alabama che sposa una donna bianca di New York avrà con lei un divario culturale molto più ampio di quanto un battista del Sud bianco avrebbe mai con una moglie missionaria battista nera. Quindi le differenze culturali sono una cosa, le differenze razziali sono del tutto un'altra cosa, e arrivano solo a fior di pelle. E se andava bene per il profeta Mosè, va abbastanza bene anche per me (per citare una vecchia canzone Gospel).

E quando dice "un'intera linea di sangue europea verrebbe cancellata in qualsiasi matrimonio di razza mista", potrebbe anche obiettare che dovresti sposarti solo con dei cugini, perché se sposi qualcuno che non è un parente, stai mescolando il tuo pool genetico con un altro pool genetico. Personalmente, penso che mantenere limitato un pool genetico non sia una buona idea.

Usando il test del DNA, ho scoperto che la mia linea maschile risale a un uomo siriano che probabilmente era un soldato romano in Scozia, circa duemila anni fa. E poi ho scoperto che la mia linea materna, che presumevo fosse puramente irlandese, in realtà risale a una donna vichinga che si stabilì in Irlanda probabilmente circa mille anni fa. Nessuna linea è stata cancellata, ma ci sono stati molti mescolamenti che hanno portato in me il DNA siriano e vichingo, e sospetto che questo sia vero per molte più persone di quante ne siano consapevoli.

Nel suo sermone sull'Areopago, San Paolo ha affermato due importanti verità relative a questo problema:

"E ha fatto di un solo sangue tutte le nazioni degli uomini" (Atti 17:26).

"... come hanno detto anche alcuni dei vostri poeti, perché anche noi siamo sua progenie (Atti 17:28).

Abbiamo tutti una natura umana comune, con lo stesso insieme di progenitori, e così siamo tutti una sola famiglia umana, e Dio è il nostro creatore, e siamo tutti sua progenie, creata a sua immagine. Il mancato riconoscimento di quell'immagine negli altri a causa del colore della pelle non è cristiano.

Ora, alcuni cercano di sostenere che le differenze razziali, come le differenze tra uomini e donne, rimangono anche se siamo tutti uno in Cristo. Tuttavia, le differenze di sesso precedono la caduta, mentre le divisioni nazionali sono un risultato diretto della caduta, un risultato che è stato invertito a Pentecoste, come cantiamo nel Contacio di quella festa:

"Quando scese e confuse le lingue, l'Altissimo divise le nazioni [alla Torre di Babele]; ma quando divise le lingue di fuoco, chiamò tutti all'unità [a Pentecoste], e con una sola voce noi glorifichiamo lo Spirito Tutto Santo. "

E così, mentre la Chiesa continua a mantenere distinzioni tra uomini e donne, e questo si riflette nei canoni della Chiesa – non ci sono distinzioni simili in termini di razza, di colore o di origine nazionale.

MRJ sembra anche pensare che i bianchi alla fine saranno costretti a sposare i non bianchi:

"Quindi, se i bianchi resistono alla loro stessa distruzione, saranno costretti a sposare i non bianchi".

Permettetemi di dire per la cronaca che penso che nessuno dovrebbe essere costretto a sposare qualcuno che non desidera sposare. Tuttavia, viviamo in un paese che ha sempre avuto persone provenienti da una varietà di origini etniche. Anche nel primo periodo coloniale c'erano bianchi che portavano con sé schiavi neri e avevano indiani come vicini di casa. Non c'è mai stato un giorno in cui questo sia stato solo un paese bianco. Ed è sempre accaduto anche che le persone che ne incontrano altre del sesso opposto si innamorino, e spesso questo va al di là dei confini del colore.

Nel famoso caso Loving contro Virginia, che ha portato alla fine delle leggi contro il matrimonio interrazziale (che esistevano in alcuni, ma non in tutti gli stati dell'epoca), un uomo bianco che aveva sposato una donna che era sia nera sia amerindiana. E come sostenevano i suoi avvocati, secondo la legge della Virginia in quel momento, non esisteva letteralmente nessuno con cui potesse sposarsi senza infrangere la legge. Quindi cosa suggerisce di fare nel suo universo MRJ alle persone con origini etniche miste? Dovrebbero diventare tutti monaci, o dovrebbero essere costretti a trovare qualcuno che abbia il loro stesso mix etnico, prima che egli acconsenta al loro matrimonio?

Se ci fosse qualche base nella nostra fede per opporsi al matrimonio interrazziale, avremmo canoni e tradizioni che lo proibiscono. Ma come ha osservato MRJ fin dall'inizio del suo saggio, non ci sono canoni o tradizioni del genere. Forse non dovremmo presumere di saperla più lunga della Chiesa su tali questioni.

Nel servizio nuziale ortodosso, in due occasioni, si invocato l'esempio del matrimonio del patriarca Giuseppe con Asenet l'egiziana. Per esempio:

"... Benedicili, o Signore nostro Dio, come hai benedetto Giuseppe e Asenet..."

Ovviamente, dal momento che questo è menzionato in ogni matrimonio, e preghiamo che ogni matrimonio sia benedetto come questo, ciò dovrebbe essere considerato normativo. E non solo Dio ha benedetto questo matrimonio: ne sono nate due tribù, e una di esse (Efraim) fu la più grande di tutte le tribù d'Israele.

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