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  A cosa pensiamo prima della confessione?

Arciprete Rodion Putjatin

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Siamo nella prima settimana del digiuno del Natale, in cui i cristiani cominciano a esplorare la propria coscienza e prepararsi per la confessione. Forse qualcuno si vergogna di confessare i suoi peccati al proprio confessore, forse qualcuno è riluttante ad essere conosciuto dal proprio padre spirituale così come è in realtà. L'arciprete russo Rodion Putjatin consiglia loro di pensare a come si sentiranno quando i loro peccati saranno rivelati di fronte a milioni di uomini e di angeli.

l'arciprete Rodion Putjatin (1807-1869)

Fratelli, quando vi mettete in mente di fare la confessione al vostro padre spirituale, abbiate una ferma disponibilità a dirgli tutto quello sapete di cattivo su di voi, hai la volontà di confessare con sincerità senza scuse e giustificazioni. Voi desiderate che il confessore, in nome di Dio, vi perdoni i peccati, ma come ve li perdonerà se voi non glie li rivelate completamente? Volete curarvi dalla malattia del peccato, ma come vi guarirà il medico spirituale, se non gli direte chiaramente e apertamente di che malattia soffrite?

Avete un po’ di vergogna a svelare tutte le vostre cose al confessore? Vergognatevi di peccare, ma non avete bisogno di vergognarvi di riconoscere il peccato.

Questa cosa ti è difficile? Non c’è niente da fare. Il peccato è perdonato, solo quando il peccatore sa, sente il peso della sua coscienza. Quanto più opprimente e piena di vergogna la confessione, tanto più ti sarà facile dopo. Meglio preoccuparti per un’ora, piuttosto che preoccuparti per tutta la vita, o anche per l’eternità. Il peccato è come un serpente che non cessa di sibilare e ferirti, fino a quando non lo butti fuori dalla tua anima, vale a dire fino a quando non lo confessi. Quando ero in silenzio, – canta il re Davide – le mie ossa sono invecchiate tra le mie grida... Ma ho rivelato a te il mio peccato e non ti ho nascosto la mia colpa, ho detto, "Confesserò al Signore la mia trasgressione"; e tu hai perdonato l'iniquità del mio peccato. (Ps 31, 3-5).

Temi che il confessore cambi la buona opinione che ha di te, che non pensare male di te, quando confesserai e riconoscerai tutte le tue debolezze e passioni? Non aver paura, non succederà più. Anche il confessore è un essere umano e forse non è meno peccatore di te; sa per esperienza ciò che le persone sono in grado di fare. Quanto più rivelerai i peccati, tanto più con  zelo pregherà per te; quanto più onesto sarai a confessare le tue debolezze, tanto migliore sarà la sua opinione di te per l'onestà e la vigilanza della tua coscienza.

Ma se, per esempio, nasconderai il tuo peccato al padre spirituale, sarai in grado di nasconderlo a Dio? Dio conosce tutti i tuoi peccati da molto tempo, conosce intenzioni peccaminose più nascoste. E poi? Di fronte al confessore puoi pentirti, puoi apparire pulito e giusto, ma davanti a Dio sari considerato infame, sarai incolpato, sarai condannato e respinto da Dio e dai suoi angeli, perché ti sei vergognato di un singolo uomo – il tuo confessore. Sì, uno che nasconde i suoi peccati alla confessione pecca in modo grave. Mente al suo confessore. E mentire di fronte a un uomo comune è un peccato, ma sta mentendo a Dio, e mentire a Dio è una follia; così facendo come copre i propri peccati con un nuovo peccato.

Perché non dici tutto al padre spirituale? Per orgoglio. Nient’altro che l'orgoglio ti impedisce di riconoscere che sei carico di peccati, pesanti, infami, vili. Non vuoi dirli, sei in imbarazzo ad ammettere tutti i tuoi peccati davanti al confessore? Ma come ti sentirai quando i tuoi peccati saranno scoperti, saranno dichiarati al tremendo giudizio di fronte a milioni di uomini e di angeli? ...ecco che allora davvero avrai vergogna, tanta vergogna da chiedere alle montagne e alle colline di nasconderti dai peccati non confessati.

Perciò, fratelli, confessatevi con tutta sincerità, mettete allo scoperto tutto quanto di male conoscete su di voi, mostratevi come siete in realtà, non scusatevi con nessuno e non giustificatevi mai. Amen.

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