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  Due testi sulla pratica del battesimo

Dal portale Pravmir

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“Ma voi battezzate i bambini?”

del sacerdote Aidan Wilcoxson

Pravmir16 febbraio 2013

Come prete ortodosso qui nel Texas centrale, mi fanno questa domanda in maniera abbastanza regolare. Molte congregazioni in quest'area battezzano solo adulti o bambini abbastanza grandi per capire ciò che accade nella cerimonia, così è naturale che la gente sia curiosa quando scopre che noi battezziamo i bambini solo poche settimane dopo la nascita.

E quando dico battezzato, voglio dire che il bambino è immerso in acqua per tre volte nel nome del Padre, del Figlio e del santo Spirito. Quindi non stiamo parlando solo di aspersione o di infusione qui: parliamo della buona immersione nell'acqua in vecchio stile.

Ma ciò che molta gente vuole sapere è come si può fare questo a un bambino quando non c'è alcun modo in cui il bambino sia abbastanza grande per capire cosa sta succedendo.

Cominciamo con la Bibbia. Nei Santi Vangeli, Gesù Cristo istruisce i suoi apostoli a non ostacolare i bambini che desiderano venire a lui (si veda, per esempio, Marco 10,13-16). Negli Atti degli Apostoli, intere famiglie di persone sono battezzate, e quelle famiglie presumibilmente includevano bambini e neonati (si veda, per esempio, Atti 16,15 e 18,8). Ma questo è tutto ciò che la Bibbia ha da dire per quanto riguarda la questione dei bambini e del battesimo. Così, mentre ci sono passi che sostengono, in maniera generale, il battesimo dei bambini, la linea di fondo biblica è che la Sacra Scrittura non ci comanda di farlo, né ci vieta di farlo.

Tuttavia, la prima prova scritta che abbiamo indica che i cristiani hanno sempre battezzato bambini e neonati. I primi scrittori a parlare del tema sono due uomini di nome Tertulliano e Origene; Tertulliano visse verso la metà del secondo secolo; Origene visse verso la metà del III secolo; entrambi affermano categoricamente che la Chiesa ha, sin dall'inizio, battezzato bambini e neonati. E le prove archeologiche lo sostengono. Per esempio, nel Museo Lateranense a Roma, c'è una lapide tombale che risale circa al 150 d.C.; sulla pietra sono scritte queste parole: "Io, Zosimo, un credente nato da credenti, giaccio qui dopo aver vissuto 2 anni, 1 mese e 25 giorni". L'iscrizione è in greco, e le parole 'credente' e 'credenti' erano utilizzate solo per i cristiani battezzati.

Così, è sempre stata la prassi della Chiesa di battezzare bambini come Zosimo. Ma 1400 anni dopo la dipartita del piccolo Zosimo da questa vita, la gente ha cominciato ad avvicinarsi battesimo in modo diverso. Questo è stato durante la Riforma protestante, e i primi protestanti hanno posto un'enorme enfasi sul pensiero razionale. In altre parole, credevano che, perché una persona fosse battezzata, tale persona doveva capire cosa stava succedendo, e questo significava che la persona che veniva battezzata doveva essere abbastanza adulta per pensare razionalmente.

E, 500 anni dopo, questa è ancora la posizione della maggior parte dei protestanti qui nel Texas centrale. Tuttavia, la Chiesa non è d'accordo con questo modo di pensare. Ecco perché: tutti noi, ortodossi e protestanti, crediamo che il battesimo segna l'inizio di un nuovo modo di vita. Tutti noi insegniamo che coloro che sono battezzati devono crescere in questa nuova vita, e incoraggiamo anche coloro che sono già membri della Chiesa ad aiutare coloro che sono stati battezzati e a farli crescere e a farli divenire responsabili.

Ma non c'è assolutamente niente che può evitare che un bambino o un infante partecipi a quel processo di nascita spirituale e di crescita spirituale. Essi partono semplicemente da un punto di partenza diverso rispetto agli adulti. Così, proprio come qualcuno che è battezzato da adulto continuerà a maturare nella comprensione di ciò che è accaduto loro durante tale funzione, un bambino farà la stessa cosa.

E non è vero che un neonato non ha alcuna consapevolezza di ciò che gli accade quando è battezzato. Ogni bambino sa quando è amato; ogni bambino risponde ad affetto e tenerezza. Un bambino può non essere in grado di articolare nulla di tutto ciò in modo razionale, cosciente, ma questo non significa che il bambino non ha alcuna comprensione delle intimità più importanti della vita. E se tutti i bambini, a un certo livello, comprendono e reagiscono all'amore umano, sicuramente ogni bambino può fare lo stesso con l'amore della Santissima Trinità.

E, di certo, i bambini non ricorderanno la funzione in cui sono stati battezzati. Quando sono più grandi, ne vedranno i video e guarderanno le fotografie; potranno vedere i vestiti speciali che indossavano alla funzione; sentiranno i loro genitori e i loro nonni e i loro padrini parlare dell'evento. Tuttavia, il fatto che il bambino non ha alcuna memoria cosciente del loro battesimo non impedirà al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo di lavorare nella vita di quel bambino come risultato di tale funzione.

Dopo tutto, quanti di noi che si sono sposati ricordano di fatto una gran parte del loro matrimonio? E, del resto, quanti di noi hanno veramente capito cosa è successo in noi stessi come conseguenza di tale funzione? Ma siamo cresciuti in quella nuova vita; siamo maturati; ci sono molte coppie più anziane ed esperte che si sono prese cura di noi e ci hanno resi responsabili. E la nostra ignoranza non ha impedito alla grazia della Santissima Trinità di lavorare nelle nostre vite.

Nella sua prima lettera ai Corinzi, san Paolo chiama i membri di quella congregazione "neonati in Cristo" (3,1). Questa è una metafora, è un'immagine in parole, che in ultima analisi si applica a tutti noi, perché, quando si tratta del nostro rapporto con il Signore e Maestro, anche se ognuno di noi si sforza di diventare sempre più maturo, non c'è un uno solo di noi che sia giunto alla crescita completa. Così, quando noi ortodossi battezziamo i neonati e i bambini, stiamo solo dando loro un impulso d'inizio in un processo di crescita spirituale che dura tutta la vita.

 

I padrini di battesimo nel passato e nel presente

Dell'arciprete Lawrence Farley

Pravmir27 giugno 2014

Quando i bambini sono portati al fonte battesimale, vengono non solo con i genitori e gli amici, ma anche i loro padrini, che nelle chiese della tradizione russa sono tradizionalmente un uomo e una donna. I padrini hanno doveri liturgici da svolgere durante il servizio, come quelli di tenere in braccio il bambino, e di dare le risposte quando il sacerdote chiede al bambino di rinunciare a satana e di unirsi a Cristo. Ma ci sono pure altri doveri, che rimangono dopo che la funzione è finita.

Nella classica "Guida del sacerdote", citata dall'arciprete David Abramtsov, leggiamo quanto segue: "I padrini nel battesimo sono garanti che promettono alla Chiesa che il bambino che sarà battezzato sarà cresciuto nella fede di quella Chiesa; pertanto devono essere membri della Santa Chiesa Cattolica Ortodossa". Padre David scrive, "tra le funzioni dei padrini ci sono quelle di controllare che i loro figliocci ricevano spesso la santa Comunione, che frequentino regolarmente la chiesaa e la scuola domenicale, che imparino le loro preghiere e adempiano a tutte le altre richieste della fede ortodossa". Suona bene. L'unico problema è che, data la nostra moderna famiglia mononucleare, è difficile per chiunque promettere che i loro figliocci potranno adempiere a questi doveri se i genitori non fanno la loro parte. E, promesse avventate a parte, dobbiamo essere chiari: se i genitori non allevano i loro figli nella pietà e fede, facendo in modo che sia comunicata alla loro prole una fede viva, c'è ben poco che un padrino può fare a riguardo. Un padrino può incitare, naturalmente, e incoraggiare, e forse anche implorare. Ma la parte del leone della responsabilità cade sui genitori, e soprattutto sul papà.

La realtà è che i bambini imparano ciò che è importante osservando ciò che fanno i loro genitori. I nonni possono ispirare e influenzare in una certa misura, ma il loro è un ruolo subalterno e di supporto. I genitori potranno modellare (o meno) la pietà dei loro figli, e questo fornirà l'effetto formativo. Nota: i bambini impareranno da ciò che i loro genitori fanno in realtà, e non solo da quello che dicono. I genitori possono dire, "la Chiesa è molto, molto importante", ma se non vanno in chiesa ogni settimana, non ricevono devotamente la santa Comunione, non dicono le loro preghiere private e non pregano all'ora dei pasti, tali esortazioni saranno riconosciute dai bambini come le trappole ipocrite che sono. Cioè, le esortazioni non avranno alcun effetto duraturo. In una casa dove i genitori non esercitano una fede viva, l'effetto delle esortazioni e delle offerte dei padrini sarà decisamente minimo. Zia Sofia e zio Walter possono essere più avvincenti e amorevoli che mai, ma il loro amore non potrà compensare i poveri esempi dei genitori.

Si potrebbe essere tentati di chiedere: in tal caso, che senso ha avere dei padrini? Si potrebbe cominciare una risposta guardando a come funzionava il ruolo dei padrini nella Chiesa primitiva. In quei tempi, tutti i candidati al battesimo avevano padrini, anche gli adulti. La pellegrina nota agli studiosi come "Egeria" ci racconta nelle sue memorie del suo viaggio in Terra Santa come agivano i padrini di battesimo nella Gerusalemme dei suoi tempi. Ecco cosa scrive: "Il secondo giorno di Quaresima, all'inizio delle otto settimane, il trono del vescovo si trova nel bel mezzo della Grande Chiesa, il Martyrium, i presbiteri sono seduti su entrambi i lati di lui, e tutto il resto del clero sta in piedi. Poi, sono portati uno per uno quelli che chiedono il battesimo, gli uomini con i loro padri e le donne con le loro madri. Mentre arrivano a uno a uno, il vescovo pone ai loro vicini domande su di loro: 'Questa persona conduce una vita buona? Rispetta i suoi genitori? È un ubriacone o un millantatore?' Fa domande su tutti i gravi vizi umani. E se le sue indagini gli dimostrano che uno non ha commesso nessuno di questi misfatti, egli stesso segna il suo nome; ma se qualcuno è colpevole gli viene detto di andare via, e il vescovo gli dice che deve modificare la sua vita prima di poter venire al fonte battesimale". Così nella Chiesa primitiva la funzione dei padrini era quella di testimoniare la correttezza del battesimo testimoniando che il candidato catecumeno viveva effettivamente una vita cristiana. (Presumibilmente nei casi dei battesimo dei neonati, la questione era se i genitori del candidato vivevano una vita cristiana.)

Per lo meno quindi, i padrini compiono la funzione di ultime vestigia di testimoni della natura del discepolato cristiano. Il battesimo non è semplicemente un impegno per "farla finita" con un certo genere di cose, come la prima vaccinazione di un bambino. È l'inizio di una vita di impegno per Cristo e per tendere alla santità. La presenza dei padrini rivela che qualcosa è richiesto al candidato dopo che la funzione è finita, e che questo requisito è permanente. Il battesimo così è come l'iscrizione a scuola: il processo di iscrizione è importante, ma è essenzialmente privo di significato se non ne consegue la realtà di andare a scuola, frequentare le lezioni, studiare e sostenere gli esami. L'iscrizione a scuola è una preparazione per il giorno della laurea; il battesimo è una preparazione per  il giorno in cui moriamo ed entriamo nel Regno. Zia Sofia e zio Walter stanno accanto come padrini e mostrano al piccolo candidato quel giorno ultimo e glorioso.

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