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  La mente ortodossa

di padre John Whiteford

Da un discorso tenuto a un congresso missionario ortodosso nel 1995

orthodox.net

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I. Introduzione

Immaginate per un momento che cosa sarebbe questo congresso e come staremmo parlando se si trattasse di un congresso missionario evangelico piuttosto che uno ortodosso. A parte l'ovvia differenza di aspetto – meno barbe, più persone in giacca e cravatta... forse avremmo avuto un gruppo rock che ci suonava gli ultimi successi tra i brani di culto – ma oltre a questo, i temi che stiamo discutendo sarebbero quasi completamente diversi.

Non ci staremmo concentrando sulla formazione spirituale, e probabilmente non tanto sul culto – certamente non sul culto cristiano storico. È improbabile che il digiuno o la disciplina spirituale sarebbero scelti come argomenti – più probabilmente staremmo a parlare di quello che dobbiamo fare per accomodare le nostre chiese e il culto alla società, in modo da renderli più attraenti e vendibili. Se vi sembra che io sia ingiusto, allora probabilmente non avete letto molto in termini di materiale protestante sulla crescita delle chiese.

Supponiamo ora che un evangelico abbandoni uno dei suoi congressi e arrivi qui da noi. Oltre a non avere familiarità con le differenze esteriori, una tale persona non capirebbe bene la maggior parte di quello che si dice qui. Non sarebbe per ostinazione da parte sua: sarebbe perché, in un certo senso, noi non parliamo la stessa lingua. Tutti i suoi schemi di riferimento sono estranei alla visione del mondo ortodosso. Certamente ci sono molti punti di contatto tra protestantesimo e Ortodossia – usiamo molti degli stessi termini, entrambi usiamo le Scritture, parliamo di Gesù Cristo e della Trinità – ma questi punti di contatto, in qualche modo, rendono più difficile a un protestante comprendere e accettare l'Ortodossia e, forse in misura ancora maggiore, sono un enorme ostacolo nel percorso verso lo sviluppo di una mente veramente ortodossa.

Quando ero al liceo, ero un appassionato di arti marziali. Lo stile che ho studiato era una forma di Kung Fu cinese. Ora, nella mia scuola di arti marziali abbiamo avuto un numero di convertiti dal Tae Kwon Do, che avevano visto la luce e cercato rifugio nell'antica tradizione del Kung Fu. La cosa interessante, però, era che un pagano di arti marziali poteva entrare dalla strada e fare un percorso più facile per imparare a fare correttamente le forme e posizioni.

Il problema era che molte delle posizioni e delle forme, così come dei pugni e dei calci erano molto simili – ma abbastanza diversi da rendere molto difficile imparare a fare le stesse cose nel modo del Kung Fu. Ma quando arrivava il momento di mettere in pratica queste tecniche – quando lottavamo – questo problema diventava ancor più evidente. Con il tempo, molti di questi convertiti imparavano a fare correttamente le posizioni e le forme (anche se a volte si poteva ancora vedere l'influenza del Tae Kwon Do), ma quando lottavano – molti di loro lottavano come se non avessero mai studiato il Kung Fu.

L'istruttore fermava spesso l'azione, e diceva a queste persone, "Guardate, il Tae Kwon Do va bene, se volete imparare il Tae Kwon Do, ma voi siete qui per imparare il Kung Fu – se volete imparare il Kung Fu, dovete mettere da parte quello che sapete del Tae Kwon Do e utilizzare le tecniche che avete imparato qui".

La ragione per cui queste persone, mentre lottavano, ritornavano di nuovo al Tae Kwon Do è semplice – quando stai lottando, devi pensare e agire in fretta, e il Tae Kwon Do veniva loro come una cosa naturale – ma di fatto impediva loro di arrivare al punto in cui il Kung Fu sarebbe diventato naturale, e così fino a quando potevano arrivare al punto in cui avrebbero messo da parte le loro tecniche di Tae Kwon Do – potevano fare ben pochi progressi nel Kung Fu.

Allo stesso modo, nella Chiesa ortodossa oggi di ci sono molti convertiti dal protestantesimo. Hanno visto nell'Ortodossia quello che hanno trovato carente nella loro precedente esperienza protestante, ma molto spesso parlano e agiscono in modi ancora molto protestanti.

Questo significa che un convertito dal protestantesimo non può mai davvero diventare autenticamente ortodosso? Io spero certamente che non sia così. Ciò che vuol dire, però, è che abbiamo una strada più difficile davanti a noi, rispetto a un convertito dal paganesimo.

Gli ex protestanti hanno il vantaggio di avere più familiarità con le Scritture, e di conoscere molto della terminologia ortodossa, ma spesso non si muovono oltre la loro comprensione protestante di queste cose verso una ortodossa, oppure ritornano alla loro comprensione precedente, in situazioni di urgenza.

Il convertito dal paganesimo non crede di aver già capito qualcosa che non ha ancora capito – e quindi è più facile da istruire.

Ciò che i convertiti devono capire è che devono diventare cinture bianche nella Chiesa ortodossa – indipendentemente dal fatto che fossero stati o no cinture nere di quinto grado nel protestantesimo.

La gente spesso chiede come sia possibile che i missionari russi in Alaska siano stati in grado di evangelizzare gli indiani locali molto velocemente e di convertire intere tribù, eppure qui nell'America protestante, i convertiti sono divenuti numerosi solo negli ultimi decenni, e persino ora per la maggior parte arrivano solo dopo una seria e lunga lotta.

La ragione è molto semplice. Quando gli aleutini ascoltavano il Vangelo ortodosso dai missionari russi, non pensavano erroneamente di sapere già di che cosa questi missionari stavano parlando, e così hanno compreso rettamente la prima volta, e quindi non hanno mai dovuto lottare contro errate interpretazioni eterodosse della Fede. I protestanti, d'altra parte, sono stati in un certo senso inoculati contro la verità, essendo stata iniettata in loro una forma morta della fede cristiana. Essi hanno quindi un'immunità che si supera solo con difficoltà. Un protestante non sarà quasi mai in grado di accettare l'Ortodossia subito dopo la sua prima esposizione ad essa – di solito, solo dopo un lungo e doloroso periodo in cui affronta le questioni che lo separano dall'Ortodossia potrà venire a patti con essa.

Ma questo ci porta solo fino al punto della conversione – il punto in cui un protestante è disposto ad accettare l'Ortodossia come la vera fede. Ciò che deve essere capito, ma che troppo spesso non lo è, è che questo è solo l'inizio. L' intero processo di conversione è un argomento a sé, ma quello che vorrei mettere a fuoco oggi è cosa succede dopo, dopo che si arriva ad accettare l'Ortodossia come la vera fede, si diventa un catecumeno, e ciò che continua anche dopo il battesimo.

Diventare convinto che l'Ortodossia è la vera fede è un cambiamento rivoluzionario in sé e per sé per un protestante – ma diventare ortodosso in mente e spirito è per molti versi ancor più una rivoluzione, e certamente è un processo molto più complesso. Anche quelli che sono cresciuti nella Chiesa devono sviluppare una mente ortodossa – se ne dubitate, vi basta prendere in considerazione per un attimo quelli che hai incontrato che sono stati cresciuti come ortodossi, ma che non hanno una mente ortodossa. Molte persone che sono state ortodosse tutta la loro vita hanno più una mente protestante di quanto non ne abbiano una ortodossa – e alcuni hanno più una mente pagana di ogni altra cosa. Così nessuno nella Chiesa è esente da questa lotta.

Essenzialmente ciò che questa trasformazione richiede è uno spostamento della visione del mondo – e questo è vero anche per i convertiti dal paganesimo – con la differenza che, poiché la visione del mondo ortodosso è così radicalmente distinta da una visione del mondo pagano, risulta chiaro quali modifiche devono essere effettuate e vi è poco spazio per la confusione. Con i protestanti, c'è molto spazio per la confusione – sono in molti modi così vicini, ma come risultato, sono così lontani.

Cosa voglio dire con visione del mondo?

Una visione del mondo è un insieme di paradigmi mentali con cui valutiamo le nostre esperienze.

La nostra visione del mondo determina le nostre aspettative della realtà, e le nostre aspettative in gran parte determinano la nostra percezione della realtà. Se siamo di fronte a qualcosa che non rientra nel nostro paradigma, allora è probabile che saremo ciechi nei confronti di questa cosa, o che cercheremo di adattarla artificialmente alla nostra visione del mondo.

Per esempio, in alcune culture si distingue solo tra due o tre colori, per esempio chiaro e scuro – così per una simile persona, blu e nero non sono altro che buio, e non si riesce a fare una distinzione. O per fare un esempio più vicino a noi: quello che la visione del mondo predominante nelle nostre culture chiamerebbe una persona emotivamente disturbata, altre visioni (come quella della Bibbia) potrebbe chiamarlo indemoniato. Le aspettative di queste visioni del mondo apriranno gli occhi oppure accecheranno una persona nei confronti di certe possibilità.

Un animista potrebbe essere accecato rispetto al ruolo che i germi svolgono in una malattia, o a ciò che una ferita alla testa o un danno cerebrale potrebbero svolgere in una malattia mentale – un animista vedrebbe tutto in termini di forze spirituali.

Un empirista moderno, d'altra parte, sarebbe completamente cieco alla possibilità stessa che forze spirituali possano anche solo avere un ruolo in cose come le infermità o le malattie mentali.

La nostra visione del mondo è il modo in cui pensiamo. È il modo in cui guardiamo le cose, elaboriamo le informazioni, sono i paradigmi che ordinano le cose. Soprattutto per i convertiti, ma per chiunque vive in una cultura protestante come questa, dobbiamo capire chiaramente ciò è che la visione protestante del mondo e come si differenzia dalla visione ortodossa del mondo.

II. L'ethos protestante

Ora qualcuno potrebbe contestare la necessità di studiare il modo di pensare protestante – forse potrebbe essere d'accordo di farlo con lo scopo di ottenere convertiti, ma perché quelli che sono già ortodossi dovrebbero disturbarsi a impararlo? Il motivo è semplice: viviamo in una società che è completamente protestante. Inoltre, l'ethos protestante si trova anche tra molti che sono stati ortodossi per tutta la loro vita.

C'è un proverbio cinese che dice: "Conosci il nemico e conosci te stesso, e in mille battaglie non vedrai la sconfitta" [Queste parole sono state scritte più di 2.000 anni fa dal grande stratega militare cinese Sun Zi nel suo libro che è di solito chiamato L'arte della guerra].

Il primo dovere di ogni cristiano ortodosso è quello di "conoscere se stesso", in altre parole, di conoscere la fede ortodossa, così come di essere a conoscenza dei nostri punti di forza e di debolezza e camminare così con umiltà – che non è una falsa umiltà, ma in realtà è una valutazione molto realistica di noi stessi a confronto con gli esempi dei santi e alla luce degli standard di santità e giustizia di Dio.

Oltre a conoscere noi stessi, dobbiamo conoscere il nemico – le Scritture ci insegnano in molti punti che dobbiamo essere vigili e pienamente consapevoli degli stratagemmi satanici.

Per avere una comprensione del sulla visione del mondo protestante / secolare prevalente, vorrei concentrarmi su quattro principali caratteristiche che la identificano e la distinguono da uno schema di riferimenti ortodosso.

A. Umanesimo / individualismo / secolarismo

La prima caratteristica della visione del mondo protestante è che è umanistica.

Ora, questa dichiarazione sarà come uno shock per i protestanti conservatori, e non c'è dubbio che vi controbatteranno in modo acceso – ma l'affermazione è una verità storica, così come un fatto osservabile. Il protestantesimo è nato ed è diventato l'espressione religiosa dell'umanesimo del Rinascimento e, come ha fatto notare Frank Schaeffer, è stato il motore della secolarizzazione della cultura occidentale. L'umanesimo è caratterizzato dalla sua idealizzazione dell'autonomia individuale e dalla promulgazione della secolarizzazione. L'autorità della Chiesa è stata respinta a favore del giudizio soggettivo del singolo. L'idea di una nazione cristiana è stata sostituita dal concetto di separazione tra Chiesa e Stato – e per coloro che sostengono che questo è stato uno sviluppo successivo, se è vero che Lutero e Calvino non hanno ritenuta necessaria la separazione di Stato e Chiesa (perché erano al potere) i primi anabattisti si sono battuti per questo fin dall'inizio.

Ciò che è sorprendente è come i protestanti conservatori hanno visto l'umanesimo e la secolarizzazione come un invasore straniero completamente in contrasto con la loro fede – quando in realtà si tratta del frutto del loro grembo intellettuale.

Per esempio, a ogni Natale occidentale, è possibile ascoltare i protestanti lamentarsi ad alta voce del fatto che Cristo è stato scacciato fuori dal Natale e sostituito con Babbo Natale – ma questo da dove viene? Sono stati i Puritani inglesi che si opponevano all'idea di un calendario religioso, e che si opponevano al Natale e a tutte le altre feste come cose "pagane" e così hanno cercato di sostituire quelle feste con osservanze secolari. Sono questi puritani che hanno inventato Nonno Gelo, e hanno sostituito l'idea di andare in chiesa a Natale per celebrare la nascita di Cristo con divertimenti in famiglia, giochi, regali e cibo che caratterizzano la comune osservanza protestante del Natale. Così, nel loro tentativo di sbarazzarsi del "pagano" calendario cristiano delle feste, sono di fatto i protestanti che hanno sviluppato il calendario secolare veramente pagano che la nostra cultura ha imparato a conoscere e amare.

La tendenza protestante verso l'individualismo si vede anche in modo manifesto nel movimento carismatico e in altri ambienti pietisti sotto forma di un aumento di emotività. Nel protestantesimo delle denominazioni contemporanee, i servizi di culto non sono tanto un servizio a Dio, ma un servizio che soddisfa le esigenze della gente. La gente cerca la chiesa che serva meglio loro stessi, piuttosto che una Chiesa in cui si può meglio servire Dio. Se date un'occhiata alle moderne "mega-chiese" protestanti troverete piste da bowling, piscine, corsi di Karate, gruppi per singoli che aiutano a trovare l'anima gemella, gruppi giovanili che faranno divertire i vostri bambini – che cosa potrebbe avere di più da offrire l'industria della pubblicità?

L'attenzione per l'intrattenimento può essere vista nel modo in cui è costruita la maggior parte delle moderne chiese evangeliche – disposte come sale teatrali. Si può fare una scelta tra chiese che offrono un culto country western, pop, rock and roll, o classico, se lo si preferisce. È facile come la scelta di sintonizzarsi su una stazione radio. Quanto è lontano questo dalla visione biblica del culto in termini di sacrificio e di servizio al Signore. Non troverete nessuno dei Salmi che racconta come lo scrittore è stato intrattenuto nel tempio, o come sono state soddisfatte le sue esigenze.

Non c'è bisogno di leggere con attenzione nella Bibbia per vedere quanto i concetti di laicità, umanesimo e individualismo sono stranieri per le menti degli scrittori biblici.

Non c'era separazione tra Chiesa e Stato nell'Antico Testamento. In realtà i re di Israele e di Giuda erano giudicati per la loro difesa della fede contro i pagani e le espressioni religiose eretiche. Più volte leggiamo nelle Scritture, "il re tal dei tali fece ciò che era giusto agli occhi del Signore, fece demolire i santuari sui luoghi alti che il Signore aveva proibito...", eccetera.

La visione del mondo della Bibbia non è centrata sull'uomo, ma è chiaramente teocentrica. L'individualismo sarebbe stato un concetto completamente estraneo – un fatto che anche gli studiosi biblici protestanti non esitano ad ammettere. In realtà essi sottolineano che gli israeliti avevano un concetto di personalità corporativa. Certo, credevano nella responsabilità individuale, ma è chiaro che gli Israeliti si consideravano come parti del loro nucleo familiare, del clan, della tribù, e della loro nazione – e riconoscevano che Dio trattava con loro non solo come individui ma come gruppi.

B. Modernismo

La seconda caratteristica principale del protestantesimo è il modernismo.

Fin dall'inizio il protestantesimo è stato segnato da un totale disprezzo per il cristianesimo antico e la tradizione. Si deve ammettere che il protestantesimo non era senza giustificazioni nel protestare contro le forme di tradizione che affrontava – perché lungi dall'essere fedele al cristianesimo antico, il papismo era in sé un'innovazione. Ma piuttosto che il ritorno al cristianesimo autentico dell'Ortodossia, il protestantesimo ha cercato di porre rimedio alla situazione tornando apparentemente all'antica purezza delle Scritture, ma in realtà semplicemente sostituendo l'arbitrarietà di un unico papa con un papismo democratico, in cui ogni individuo è il papa infallibile di se stesso, ricevendo rivelazione diretta dallo Spirito Santo.

I protestanti affermavano di avere la Scrittura come unica autorità, e respingevano le interpretazioni dei Padri ogni volta che queste contraddicevano le Scritture – ma in realtà stavano veramente ponendo le loro interpretazioni delle Scritture al di sopra di quelle dei Padri, e in sostanza dicevano che quando i Padri contraddicono le loro interpretazioni individuali – le loro interpretazioni devono essere considerate più autorevoli.

Nella sua lotta contro il romanesimo, il protestantesimo ha cercato di screditare tutta l'antica sapienza della Chiesa. Il periodo precedente è stato definito spregiativamente come "secoli bui". "Nuovo" è diventato sinonimo di "buono", "più nuovo" di migliore e "nuovo e migliorato", come ancora meglio. Il termine "cambiamento" è usato quasi come un amuleto magico, che giustifica qualunque cosa ad esso associata. L'antica visione cristiana era che la novità e l'innovazione sono prove assolute di errore, ma nel protestantesimo questa visione è stata rovesciata al punto che l'innovazione è per loro la prova della verità. Mentre i protestanti attaccavano (spesso con motivazioni) la tradizione romana per le sue aggiunte post-apostoliche – sviluppavano nuove tradizioni a un tasso che avrebbe fatto girare la testa di ogni papista.

In fondo, il modernismo non è realmente in guerra con il passato tanto quanto è in guerra con Dio.

Il modernismo è semplicemente la leva con cui gli umanisti e laici hanno cercato di spodestare Dio dal suo trono e porre l'uomo al suo posto.

L' umanesimo secolare che i protestanti conservatori vedono come il loro nemico mortale è semplicemente una forma più finemente evoluta del protestantesimo. Il protestantesimo pietista del passato ha ormai esaurito la sua utilità per il processo di secolarizzazione, e così è stato scartato dai più avanzati protestanti secolarizzati.

I riformatori hanno respinto la tradizione, e hanno detto di avere solo bisogno della Bibbia e della propria ragione come guida. I protestanti successivi hanno rivolto i loro coltelli sulla Bibbia stessa, erodendola fino ad avere ora solo la propria ragione e il sentimentalismo come loro guida. I più primitivi protestanti religiosi, disprezzati dalla modernità, hanno cercato fino a ora di rimettersi al passo con lo spirito dei tempi, diventando "rilevanti". Per diventare "rilevanti" hanno cercato di accomodare ulteriormente la loro religione ricorrendo alla cultura più superficiale. Oggi, anche tra gli evangelici conservatori, è l'industria della pubblicità che determina il loro culto – non i mandati scritturali. C'è stata una sfilata continua di mode che hanno spazzato questo paese mentre i protestanti cercavano di mantenere le cose divertenti e "nuove".

C. Arroganza / superbia / prelest

Strettamente associate sia al'individualismo antropocentrico e al secolarismo, così come al modernismo, arrivano l'arroganza, la superbia, e l'illusione spirituale (o prelest). Questo si vede più chiaramente quando si esamina il mondo accademico biblico protestante.

Quando ero studente alla Southern Nazarene University, preparandomi a diventare un ministro protestante, quando ci è stato insegnato come studiare la Bibbia, ci hanno insegnato a non consultare la santa tradizione o gli scritti dei Padri – nemmeno quei padri che avevano conosciuto gli apostoli personalmente. Ci hanno detto che i Padri della Chiesa erano tutti allegoristi, e che in realtà non avevano idea di ciò che la Bibbia stava davvero dicendo.

In realtà, mi era chiaro che nemmeno gli apostoli seguivano principi protestanti di esegesi nell'interpretazione dell’Antico Testamento – e in effetti i miei professori liberali non esitavano a sottolineare punti in cui gli apostoli avevano male interpretato l'Antico testamento. Quando ho chiesto a uno dei miei professori se pensava di aver capito la Bibbia meglio degli apostoli – ha risposto senza esitazione: "Sì!"

Gli studiosi protestanti più conservatori potrebbero spiegare questa discrepanza tra esegesi apostolica ed esegesi protestante dicendo che gli apostoli furono ispirati a trovare nell'Antico Testamento un significato spirituale che andava oltre il suo significato reale per gli scrittori dell'Antico Testamento – ma che noi non dobbiamo interpretare in quel modo l'Antico Testamento perché non siamo così ispirati.

La conclusione, comunque, è che l'esegesi protestante è chiaramente NON biblica, e coloro che la sostengono devono riconoscere, come aveva fatto il mio onesto professore, che pensano effettivamente di conoscere la Bibbia meglio di quelli che l'hanno scritta.

Gli studiosi protestanti più liberali, come Rudolph Bultmann, hanno affermato di sapere di più su chi era Gesù di quanto sapesse Gesù stesso. Essi affermano di essere in grado di distinguere ciò che Gesù ha veramente detto, da quello che non ha detto. In sostanza, 2.000 anni dopo il fatto – essi sostengono che solo ora la Bibbia è stata davvero capita. La Chiesa primitiva, i Padri dei Concili ecumenici, ecc ecc, tutti sono stati ingannati e delusi – ci sono voluti questi brillanti studiosi biblici moderni per smascherare la verità.

D. riduzionismo / empirismo

La quarta e ultima caratteristica del protestantesimo che voglio sottolineare è il suo riduzionismo, e i suoi presupposti razionalisti ed empiristi.

Il protestantesimo è riduzionista in vari modi. Ha sempre cercato di tornare alla Chiesa "primitiva" del Nuovo Testamento, scartando qualsiasi aspetto della fede che non può essere dimostrato in vigore nel Nuovo Testamento. I protestanti usano l'Antico Testamento troncato, canonico per gli ebrei – in realtà se Lutero avesse potuto fare a modo suo, avrebbe troncato il Nuovo Testamento scartando particolare la lettera di Giacomo, insieme ad alcuni altri libri che non gli piacevano.

I protestanti hanno inoltre cercato di definire la fede cristiana in termini di "elementi essenziali" – ossia qual è il minimo che si deve credere e fare per essere un cristiano.

In sostanza, i protestanti sono sempre stati segnati dal razionalismo, e i razionalisti occidentali hanno sempre cercato di ridurre la realtà fino a ciò che potrebbe servire come base più solida su cui costruire una struttura razionalista.

Per esempio Cartesio, utilizzando il dubbio metodologico, scoprì che poteva dubitare di tutto l'universo, tranne della propria esistenza – così la famosa frase: penso, dunque sono. Su questa base sicura – la sua esistenza – ha poi proceduto a costruire il suo sistema filosofico.

I riformatori si accontentarono in un primo momento di vedere la Bibbia come base irriducibile per costruirvi sopra il loro razionalismo, ma i protestanti successivi, come fece Cartesio, utilizzarono il dubbio metodologico e il criterio del sospetto, cominciando a esaminare la Bibbia per vedere quello che in essa poteva essere noto con certezza. Alla fine, usando i loro strumenti critici, il loro fondamento della Sola Scriptura sfuggì loro di mano come una manciata di polvere. Tolta dal suo contesto all'interno della santa Tradizione, la Bibbia era un castello costruito sul nulla – non ci volle molto per farlo crollare.

I modernisti, nella loro arroganza, hanno presunto di analizzare criticamente i presupposti di tutti gli scrittori e filosofi precedenti – ma non sono riusciti a valutare criticamente i loro stessi presupposti.

Quando facevo i miei studi per il ministero pastorale, mi è stato dato l'incarico di scrivere sul rapporto tra l'empirismo e gli studi biblici – un tema che si è rivelato uno degli studi più ricchi di rivelazioni che io abbia mai condotto. La prima scoperta sorprendente che ho fatto era che non c'era quasi nulla di scritto sull'argomento. Mi è diventato molto chiaro che il pensiero empirista e positivista era un presupposto di base negli studi biblici protestanti, ma non ho trovato nulla che esaminava direttamente il rapporto tra i due. Un'altra scoperta, che è stata come uno shock per me a quel tempo, era che l'estremo razionalismo e modernismo che io personalmente avevo rifiutato quando l'avevo incontrato nel campo degli studi biblici, in realtà era molto affine alle ipotesi umanistiche che erano sempre state presenti nel protestantesimo. Quello di cui mi sono reso conto era che i liberali erano semplicemente protestanti più coerenti di me che come conservatore cercavo di attaccarmi ad alcune verità assolute.

L'empirismo si basa sul presupposto che il fondamento ultimo della conoscenza è l'esperienza, o la percezione sensoriale. L'empirismo, come il termine viene più comunemente usato, non fa riferimento ad una filosofia specifica, ma piuttosto alle ipotesi più fondamentali della visione del mondo occidentale moderno. L'empirismo cerca di conoscere ciò che può essere conosciuto con "certezza" e può essere "verificato" "scientificamente".

Il più grande presupposto della visione empirista del mondo è che possa esserci un metodo scientifico che opera senza ipotesi. Questo suona ridicolo, ma ricordate che una visione del mondo è un insieme di ipotesi di cui di solito siamo inconsapevoli. Un'ulteriore estensione del presupposto che tutta la conoscenza deriva dall'esperienza è che la realtà è determinata da ciò che possiamo osservare con i nostri sensi e possiamo testare empiricamente. Il risultato di questa credenza [!] è che si deve negare la possibilità che si possa sapere qualcosa di trascendente o soprannaturale – così la realtà del trascendente e del soprannaturale viene negata. Gli empiristi non producono prove che dimostrino la falsità della realtà trascendente, o dei miracoli, ma piuttosto i loro presupposti, fin dall'inizio, negano la possibilità di tali cose.

La maggior parte dei protestanti conservatori potrebbe obiettare che non pensano affatto in questo modo. Essi credono nella Bibbia, e credono nei miracoli della Bibbia. Naturalmente, se sei un cristiano, allora non potresti mai accettare tutte le conclusioni dell'empirismo, ma la maggior parte dei cristiani occidentali hanno adottato molti dei suoi presupposti – a vari livelli. Ad esempio, un cristiano non potrebbe avere una visione del mondo che nega il trascendente, ma molti sostengono un dualismo radicale, in cui il trascendente e il regno empirico sono radicalmente separati, raramente entrano in contatto, e quando lo fanno, ciò avviene solo su scala molto limitata.

Un empirista puro vede solo il livello empirico come conoscibile o reale.

Un cristiano non può negare il livello trascendente, perché per essere un cristiano deve credere in Dio, ma un cristiano che opera con le ipotesi empiriche è accecato al livello medio. È principalmente sul livello del soprannaturale che il trascendente e l'empirico entrano in contatto, ma un empirista cristiano non può accettare il trascendente che viene a rovinare il regno empirico, e così vede Dio come qualcuno che ha poco a che fare con la vita di tutti i giorni nel mondo reale. Questa visione del mondo è in gran parte responsabile per la compartimentazione della religione nella vita di tanti cristiani occidentali.

Un animista, d'altra parte, è culturalmente cieco alla realtà empirica.

Se qualcuno è malato, allora è uno spirito maligno all'opera. Tutto è collegato al soprannaturale. Per lo stesso motivo, un empirista cristiano assegna immediatamente la malattia a cause naturali, e così è cieco a eventuali fattori soprannaturali all'opera. Una visione ortodossa del mondo, invece, prende entrambi i fattori in considerazione – non ogni malattia è correlata a spiriti, ma non ogni malattia è causata da soli fattori naturali.

Nonostante i problemi evidenti dell'uso dei presupposti empirici nel campo presumibilmente teologico degli studi biblici, i protestanti hanno abbracciato le metodologie fondate sul pensiero empirista senza esaminarne l'incoerenza, perché erano in cerca di una boccata d'aria di oggettività scientifica in quello che sarebbe altrimenti uno sforzo soggettivo e individualista – che chiaramente non aveva alcuna pretesa di coerenza.

Il grande errore in questo approccio cosiddetto "scientifico" alle Scritture sta nell'applicazione fallace dei presupposti empirici allo studio della storia, delle Scritture e della teologia. I metodi empirici funzionano ragionevolmente bene quando sono applicati correttamente alle scienze naturali, ma quando sono applicati laddove non possono operare, come nella storia (che non può essere ripetuta o soggetta ad esperimenti) non possono produrre risultati coerenti né accurati.

Gli scienziati devono ancora inventare un telescopio capace di scrutare nel mondo spirituale, e tuttavia molti studiosi protestanti affermano che, alla luce della scienza l'idea dell'esistenza di demoni o del diavolo è stata smentita – dove si trova lo studio scientifico che ha provato questo? Se diavolo comparisse davanti a un empirista con il forcone in mano e vestito di biancheria intima rossa fiammeggiante, la sua comparsa sarebbe razionalizzata ordinatamente in qualche modo, per adattarsi facilmente alla visione del mondo dell'empirista; infatti, anche se gli empiristi sono orgogliosi della loro apertura alla verità, sono accecati dai loro presupposti a tal punto da non poter vedere nulla che non si adatta la loro versione della realtà.

Se i metodi dell'empirismo fossero applicati in modo coerente, questo screditerebbe ogni conoscenza (compreso l'empirismo stesso), ma all'empirismo è permesso di essere incoerente da parte di coloro che lo sostengono perché "la sua spietata mutilazione dell'esperienza umana gli conferisce una reputazione di rigore scientifico tanto elevata, che il suo prestigio fa trascurare la difettosità dei suoi stessi fondamenti". [Rev. Robert T. Osborn, "La fede come conoscenza personale", Scottish Journal of Theology 28 (febbraio 1975): 101-126]

I protestanti conservatori, per fortuna, sono stati molto meno coerenti nel loro approccio razionalista, e quindi hanno conservato un rispetto per le Scritture e una fede nella loro ispirazione – nondimeno il loro approccio (anche tra i fondamentalisti più ostinati) è ancora essenzialmente radicato nello stesso spirito del razionalismo dei liberali.

Un primo esempio di questo si può trovare tra i fondamentalisti dispensazionali, che sostengono una teoria complessa che presuppone che nelle varie fasi della storia Dio ha trattato con l'uomo in base a diverse "dispensazioni", come la "dispensazione adamitica", la "dispensazione noachita", la "dispensazione mosaica", la "dispensazione davidica", e così via. Fino a questo punto, si può vedere che c'è un grado di verità in questa teoria, ma al di là di queste dispensazioni dell'Antico Testamento essi insegnano che attualmente siamo sotto una dispensazione diversa da quella sotto cui erano i cristiani del primo secolo, e così anche se i miracoli continuarono attraverso tutto il periodo del nuovo Testamento, non si verificano più oggi.

Ora questo è molto interessante, perché (in aggiunta a mancare di ogni fondamento scritturale) tale teoria consente ai fondamentalisti di affermare i miracoli della Bibbia, mentre allo stesso tempo permette loro di essere empiristi nella loro vita di ogni giorno. Così, anche se la discussione di questo approccio può sembrare a prima vista solo di interesse accademico e lontano dalla realtà del protestante medio, in realtà anche un laico protestante medio, piamente conservatori, non è immune da questa sorta di razionalismo.

I collegamenti tra le conclusioni estreme a cui sono giunti i moderni studiosi protestanti liberali, e i protestanti più conservatori o fondamentalisti, non sembrano chiare a molti – meno di tutti ai fondamentalisti conservatori! Anche se questi conservatori si vedono in quasi totale opposizione al liberalismo protestante, nondimeno usano essenzialmente nel loro studio delle Scritture gli stessi metodi dei liberali, e insieme a queste metodologie ci sono i presupposti filosofici sottostanti che i conservatori hanno inconsapevolmente adottato.

Quindi la differenza tra i liberali e i conservatori non è in realtà una differenza di presupposti di base, ma piuttosto una differenza in quanto hanno portato tali presupposti alle loro logiche conclusioni. Come i porci del paese dei Gadareni, si stanno affrettando insieme a capofitto verso il bordo di un precipizio – anche se i liberali possono essere già andati oltre il bordo, i conservatori si stanno dirigendo nella stessa direzione, solo che non sono andati ancora tanto lontano. Le denominazioni protestanti che oggi ordinano omosessuali come ministri erano altrettanto conservatrici cent'anni fa, e le denominazioni più conservatrici di oggi stanno seguendo lo stesso percorso.

Se l'esegesi protestante fosse veramente scientifica, così come pretende, i suoi risultati mostrerebbero coerenza. Se i suoi metodi fossero solo imparziali "tecnologie" (come molti li considerano) allora non importa chi li usa, dovrebbero funzionare allo stesso modo per tutti, ma cosa troviamo quando esaminiamo lo stato attuale degli studi biblici protestanti? Nella valutazione degli "esperti" stessi, lo studio biblico protestante è in crisi. In realtà questa crisi è forse meglio illustrata dall'ammissione di un riconosciuto studioso protestante dell'Antico Testamento, Gerhad Hasel [nella sua indagine sulla storia e lo stato attuale della disciplina della teologia dell'Antico Testamento, Teologia dell'Antico Testamento: Problemi nel dibattito attuale], che nel corso gli anni '70 cinque nuove teologie dell'Antico Testamento sono state prodotte, "ma nessuna di loro concorda per approccio e per metodo con tutte le altre". In effetti è sorprendente, considerando l'auto proclamato elevato standard accademico degli studi biblici protestanti, che si può fare la propria scelta con conclusioni illimitate su quasi ogni questione e trovare per ciascuna un buon supporto accademico. In altre parole, si può giungere a qualsiasi conclusione che fa al proprio caso su una particolare questione, e si può trovare un accademico che la sosterrà. Questo non è certamente scienza nello stesso senso della matematica o della chimica! Quello che stiamo trattando è un campo di apprendimento che si presenta come scienza oggettiva, ma che in realtà è una pseudo-scienza, che nasconde una serie di prospettive filosofiche e teologiche in competizione. Si tratta di pseudo-scienza, perché finché degli scienziati non svilupperanno strumenti in grado di esaminare e comprendere Dio, una teologia o un'interpretazione biblica scientifica e oggettiva impossibile. Questo non vuol dire che non c'è nulla che sia autenticamente scientifica o utile al suo interno, ma certamente, mimetizzati con questi legittimi aspetti dell'apprendimento storico e linguistico, e nascosti dalle macchine del fumo e dagli specchi della pseudo-scienza, scopriamo in realtà, che i metodi protestanti dell'interpretazione biblica sono sia i prodotti sia i servi dei presupposti teologici e filosofici protestanti – e, come tubi, semplicemente riversano tutto ciò che viene pompato in loro.

Con una soggettività che supera quella dei più speculativi psicoanalisti freudiani, gli studiosi protestanti scelgono selettivamente i fatti e le prove che si adattano al loro ordine del giorno e poi procedono (con le loro conclusioni essenzialmente predeterminate dai loro assunti di base) ad applicare i loro metodi sulle sacre Scritture, ritenendosi per tutto il tempo scienziati spassionati. E poiché le università moderne non danno dottorati a coloro che si limitano a trasmettere la verità genuina, questi studiosi cercano di superarsi l'un l'altro inventando nuove teorie strampalate. Questa è l'essenza dell'eresia: novità, opinione personale arrogante e auto-inganno.

Invece di screditare l'antico cristianesimo patristico o la Tradizione, il protestantesimo è diventata la più viva rivendicazione della Tradizione che la Chiesa avrebbe potuto sperare. Il protestantesimo stesso ora si trova completamente screditato. Ventitremila denominazioni dopo la Riforma, i protestanti stanno diventando consapevoli del fallimento spirituale che costituisce il cristianesimo denominazionale. Credo che questo sia uno dei principali motivi per il ritorno dei protestanti nella Chiesa.

III. La mente ortodossa

Arrivare al punto in cui un protestante realizza il fallimento spirituale della visione occidentale del mondo potrebbe portarlo alle porte della Chiesa, ma limitarsi a rifiutare il protestantesimo non è sufficiente. Essere convinto che l'Ortodossia è la vera fede è abbastanza buono per diventare un catecumeno, ma è necessario molto di più. Bisogna entrare nello spirito dell'Ortodossia. Anche quando si raggiunge il punto in cui è pronti a ricevere il santo battesimo, questo processo deve continuare – il battesimo è l'inizio della vostra vita nella Chiesa, è una nascita spirituale, ma solo un bambino nato morto non continuerà la crescita spirituale. Un convertito deve lottare non solo contro i demoni e contro la carne per raggiungere questo obiettivo, ma deve ancora vedersela con i modi di pensare che utilizzava prima della conversione.

Prima di occuparci di come si acquisisce una mente ortodossa, però, permettetemi di descrivere brevemente ciò che è una mente ortodossa, in particolare in quanto distinta dalla mentalità protestante che abbiamo discusso.

A. Corporativa / teocentrica

A differenza dell'umanesimo e dell'individualismo del protestantesimo – l'Ortodossia è teocentrica e corporativa.

Il centro del culto ortodosso non è la personalità del sacerdote, né la soddisfazione delle esigenze degli individui, né le esperienze emotive artificiose – il centro è Dio. A differenza delle chiese protestanti, in cui la chiesa fa fortuna o fallisce in base alla personalità del ministro – non è necessario nemmeno apprezzare il sacerdote personalmente, e si può ancora celebrare in quella parrocchia, perché noi siamo lì per adorare Dio, non per sentire un buon sermone che ci ispira. È sicuramente una buona cosa avere un prete con una buona personalità e che può fare una buona predica – ma questa è la ciliegina sulla torta, non la torta stessa.

La Chiesa non è la somma totale degli individui cristiani, è una comunità. Cristo è venuto per costruire la sua Chiesa, non per fondare una scuola di pensiero, o per salvare le persone lontano da una comunità. Questo non nega la responsabilità individuale - la Chiesa ortodossa crede fermamente che si può andare all'inferno tutto da soli, se si vuole, senza alcun aiuto da parte di chiunque altro - ma se si vuole essere salvati, la Scrittura è chiara... c'è bisogno della Chiesa.

Un cristiano ortodosso è anche ritenuto responsabile da parte della Chiesa. Cristo ha parlato della disciplina della Chiesa, e ha detto che se qualcuno non "ascolta la Chiesa, sia per voi come un pagano e un pubblicano" (Matteo 18:17).

Cristo ha anche dato agli apostoli il potere di perdonare i peccati in Giovanni 20:23 quando disse: a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi a loro, e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi. È incredibile come i protestanti, che dicono di prendere la Bibbia alla lettera, spazzino via questo versetto – e quando sono messi alle strette, negheranno categoricamente il significato letterale del versetto.

Ma lungi dall'essere la cosa orribile che i protestanti pensano, la confessione è biblica, ed è anche un grande dono. Perché dobbiamo umiliarci, otteniamo vittoria sull'orgoglio, e perché siamo ritenuti responsabili ci viene dato un potente strumento per aiutare a progredire nella vita cristiana.

Una delle più grandi critiche di marca protestante alla confessione è che essi sostengono che siamo in grado di tornare a peccare quanto vogliamo, e poi farci perdonare tutto alla confessione – e che, pertanto, la confessione è una licenza di peccare. Ovviamente nessuno che sia mai andato a confessarsi potrebbe pensare una cosa del genere – perché anche se dovremmo essere pieni di vergogna solo per il fatto che Dio sa che abbiamo peccato, di fatto, nella nostra carne siamo più pieni di vergogna quando altri uomini sanno dei nostri peccati. Quando si va alla confessione settimana dopo settimana dallo stesso sacerdote – abbiamo aggiunto al nostro timore di Dio (che è qualcosa che dobbiamo sviluppare) un testimone che ci chiama a questo compito. Quando arriva la tentazione, il fatto che sappiamo che saremo pieni di vergogna a confessare questo peccato la settimana dopo aggiunge ulteriore forza alla nostra resistenza.

B. Antica / immutabile

Piuttosto che il continuo desiderio modernista di essere rilevanti, e la loro valorizzazione dell'innovazione, nella Chiesa ortodossa consideriamo l'innovazione come il segno dell'eresia. San Giuda dice che la Fede è stata trasmessa ai santi una volta per tutte – non possiamo aspettarci alcuna nuova rivelazione fino alla seconda venuta.

Ci viene insegnato che è nostro dovere di vivere e trasmettere la fede ortodossa nella sua purezza – così come l'abbiamo ricevuta senza cambiarla né con aggiunte, né con sottrazioni. Noi ortodossi non abbiamo bisogno di essere rilevanti, nello spirito modernista, perché abbiamo visto che le eresie vanno e vengono. Molto tempo dopo che il modernismo sarà stato completamente screditato e sarà un vago ricordo – l'Ortodossia sarà ancora in piedi. Piuttosto che cercare di attaccare il nostro carro all'ultima moda (per esempio l'ambientalismo) manteniamo con forza le tradizioni che abbiamo ricevuto dagli Apostoli, così come le abbiamo ricevute.

C. Umiltà, pentimento

Poiché l'Ortodossia non è individualistica, piuttosto che usare l'arroganza che accompagna l'individualismo, nell'Ortodossia ci viene insegnato ad ascoltare umilmente gli insegnamenti dei Padri della Chiesa. Ci viene insegnato a non pensare a noi stessi come più santi o più intelligenti dei Padri della Chiesa, che hanno chiaramente dimostrato di aver messo in pratica la Parola, e degli uomini di santità – e così quando leggiamo la Bibbia, la leggiamo in conformità con la testimonianza della Chiesa, piuttosto che nella vanità delle nostre menti individualistiche.

Come ho detto prima, questa non è falsa umiltà, ma è semplicemente una valutazione realistica delle cose. Quando ci sono 23.000 denominazioni che sostengono tutte di credere nella Bibbia, ma che non può essere d'accordo su che cos'è che la Bibbia dice – è l'umiltà che è realistica, ed è l'arroganza che è fantasiosa. Ovviamente non possono avere ragione tutti, e così l'umiltà riguardo alle proprie interpretazioni delle Scritture è l'unico approccio ragionevole alla questione.

Questo non vuol dire che tutti i cristiani ortodossi siano veramente umili, o che tutti i protestanti siano arroganti e manchino di umiltà. Ho conosciuto molti protestanti che sono molto umili, e so che io stesso sono spesso molto orgoglioso. Ma avendo operato in entrambi i modi di pensare, posso dire per esperienza che l'approccio ortodosso alla teologia e spiritualità è il sentiero dell'umiltà e del pentimento.

D. Massimalismo / visione del mondo piena

Piuttosto che il minimalismo del protestantesimo, che fa domande come: "Quali sono gli elementi essenziali? Quali sono i requisiti minimi per essere un cristiano?", gli ortodossi chiedono: "qual è il massimo che posso fare come un cristiano?"

La fede ortodossa è uno stile di vita, piuttosto che un hobby da fine settimana. Affermiamo l'ispirazione della Scrittura tanto fermamente quanto ogni protestante, ma affermiamo anche la Tradizione apostolica che, come ci diceva san Paolo, include sia la Scrittura sia la tradizione orale – che dobbiamo mantenere entrambe salde. Il cristianesimo non si riduce a un libro, noi abbiamo ricevuto il nostro culto, così come la nostra teologia dagli apostoli.

Piuttosto che l'empirismo del razionalismo occidentale, che riduce Cristo e gli apostoli a primitivi pensatori che erano abbastanza stupidi da credere a fenomeni come possessione demoniaca e miracoli, la Chiesa ortodossa afferma Cristo come creatore di tutte le cose visibili e invisibili – sia quelle empiriche sia quelle soprannaturali. Noi preghiamo per la guarigione e chiamiamo i medici – perché Dio non si limita ai mezzi naturali o soprannaturali per raggiungere i suoi scopi. Dio può guarire attraverso la sapienza e l'abilità di un medico, e anche attraverso l'unzione dell'olio dalla tomba di San Giovanni Maksimovich.

Nella Chiesa ortodossa, noi affermiamo che ci sono demoni che influenzano le persone e che le persone sono responsabili delle proprie azioni. La nostra visione del mondo può ammettere che un uomo possa essere guidato folle da demoni, e che un uomo possa essere pazzo a causa di una malattia fisica. Noi vediamo alcuna contraddizione tra l'empirico e il soprannaturale - e quindi non siamo ciechi a una di queste realtà. I miracoli sono in realtà un fatto di vita nella Chiesa tanto accettato, che non andiamo in estasi solo perché avviene un miracolo – perché ci rendiamo conto che non è solo Dio che opera miracoli, ma pure i demoni. La nostra società in generale è stata così chiusa al soprannaturale, che quando ci si trova di fronte a un avvenimento soprannaturale innegabile – si presume automaticamente che sia divino, e così molti sono caduti in un inganno demoniaco nei nostri tempi.

IV. Il viaggio

A. Le insidie

Posso descrivere brevemente una visione ortodossa del mondo in pochi minuti, ma non posso offrire soluzioni facili quando si tratta di acquisirne di fatto una. Lo sviluppo di una mente ortodossa è un lavoro duro, e richiede tempo. Ma prima di entrare nel merito dei mezzi che Dio ha previsto per questo lavoro, vorrei brevemente menzionare alcune delle trappole che ostacolano il nostro cammino. Si può sempre essere certi che i demoni si oppongono a qualsiasi sforzo spirituale – in realtà se non siete in lotta con i demoni, allora molto probabilmente non state facendo alcun progresso spirituale.

Una delle più grandi insidie ​​che Satana ci tende ai nostri tempi è l'Ortodossia modernista. Questo è un problema soprattutto per i convertiti dal protestantesimo, perché la mentalità modernista ortodossa è di origine protestante, e quindi il convertito rischia di essere attratti in un primo momento verso alcuni suoi aspetti, perché lì si troverà a casa – sentirà una nota di familiarità. Sorprendentemente, l'origine dell'Ortodossia modernista non si trova in primo luogo tra convertiti che hanno portato tale pensiero nella Chiesa, ma piuttosto tra persone di famiglia ortodossa che sono state sedotte dalle false promesse della modernità e hanno cercato di rendere anche l'Ortodossia rilevante.

Come i protestanti che nella loro arroganza si sono ritenuti più informati degli stessi apostoli, ci sono ortodossi modernisti che si credono più patristici dei Padri, e che pensano di essere più fedeli alla liturgia della Chiesa rispetto al Tipico stesso – e che solo ora, con il loro arrivo, il significato reale delle funzioni è stato portato alla luce. In maniera tipicamente protestante, pensano di essere in grado di ricostruire le funzioni in modo da migliorarle.

Pensano di essere in grado di discernere da soli a quali tradizioni della Chiesa e a quali canoni vale la pena di aderire e quali possono essere scartati. In realtà, troverete moderni "studiosi ortodossi della Bibbia" che hanno inghiottito all'ingrosso tutte le ipotesi delle metodologie esegetiche protestanti e che hanno scritto commentari e introduzioni alle Scritture – opere completamente protestanti, solo non buone come avrebbe scritto la maggior parte degli studiosi protestanti.

I modernisti hanno adottato alcune delle peggiori delle teorie liberali circa l'origine della Bibbia, come per esempio la teoria JEDP [una teoria della paternità del Pentateuco, che sostiene che quattro fonti distinte possono essere identificate come base del testo. Questa teoria è stata messa in seria discussione da altri studiosi protestanti come Ivan Egnell], e quindi procedere a interpretare il Pentateuco in termini di singole fonti isolate e in spregio dell'effettiva forma canonica del testo. Anche il buon mondo accademico protestante ha respinto la teoria [anche tra gli studiosi protestanti che accettano alcune delle idee di una forma di teoria JEDP, quelli migliori, come Brevard Childs, riconoscono che non è la teologia della fonte "J" o della fonte " D", ma la teologia di J, E, D e P che dobbiamo affrontare - nella forma che abbiamo ricevuto come canone].

Questi studiosi ignorano anche del tutto quello che i Padri della Chiesa hanno detto circa le Scritture – che cosa ci potrebbe essere di più protestante, o di più antitetico all'Ortodossia. I modernisti, ostentando questa tradizione, o quel canone, protestano dicendo che nessuno di questi è l'essenza della fede ma è vero che è scritto di loro: "Chi disprezza le piccole cose cadrà a poco a poco. "

Un altro trabocchetto correlato e a cui i convertiti devono stare attenti, è l'Ortodossia del convertismo.

Con questo intendo quell'Ortodossia che di solito si troverà in tutte o quasi tutte le parrocchie di convertiti. Questo tipo di Ortodossia non è consapevolmente modernista – in realtà la maggior parte delle persone in queste parrocchie desidera sinceramente un'Ortodossia autentica, ma perché sono in giurisdizioni infettate di modernismo, spesso vengono date loro pietre al posto del pane. Qui non voglio generalizzare – non tutte le parrocchie di convertiti agiscono in questo modo, e infatti nelle giurisdizioni infettate di modernismo, sono stati per lo più i convertiti che hanno cominciato a resistere a queste tendenze.

La causa del convertismo è una negligenza del soggetto in questione – è il risultato di un'incapacità di riconoscere la necessità di sviluppare una mente ortodossa, e di cercare consapevolmente di liberarsi dei modi di pensiero protestanti. Ai convertiti che sono caduti in questa trappola si può generalmente insegnare, anche se non a tutti, e quando vedono l'autentica Ortodossia ne sono attratti.

La terza e ultima insidia principale per i convertiti è l'Ortodossia estremista o settaria.

Le eresie hanno la tendenza a venire a coppie, per esempio nestoriani e monofisiti. Modernismo ed ecumenismo sono gli errori principali con cui la Chiesa sta lottando, ma il suo estremo opposto si trova tra i gruppi ortodossi estremisti o settari, che sono di solito incentrati intorno a un culto della personalità, e spesso sostengono di essere gli unici ortodossi. Alcune forme di questo estremismo sono molto facilmente identificabili perché si trovano in gruppi scismatici – altre forme di estremismo si trovano anche tra di noi. Questa è un'Ortodossia farisaica, che in reazione al disprezzo dei modernisti per la tradizione, è diventata così fissata su certi elementi esterni da trascurare le cose più importanti della legge – come l'amore e la misericordia.

Cristo ha detto ai farisei che arano sicuri di contare i loro semi per garantire di pagare la decima, ma che trascuravano la misericordia, l'amore, la fede; imponevano pesanti fardelli sugli altri, ma non muovevano un dito per sollevare loro stessi. Questo non significa che l'adesione agli aspetti esteriori della Tradizione non sia importante: Cristo ha detto che non si dovrebbero trascurare né le questioni interne né quelle esterne della legge.

Alcuni convertiti venuti nella Chiesa in una giurisdizione in cui il modernismo era prevalente, sono ad alto rischio di andare all'estremo opposto e finiscono nell'errore opposto. Ciò che deve essere chiaro è che l'Ortodossia è la strada stretta – non possiamo deviare né a destra, né a sinistra – dobbiamo andare diritto, lungo il sentiero ben tracciato della santa Tradizione.

B. Le armi della nostra guerra

Dio ci ha fornito i mezzi di trasformazione e il rinnovamento della mente. Nella Chiesa e nella santa Tradizione ci sono stati dati numerosi mezzi di grazia – canali che Dio ha fornito, e se ci avvaliamo di loro ci verrà data grazia in abbondanza.

1. I Misteri

Il primo fra questi mezzi di grazia sono i Misteri.

Ci è stato dato il santo Battesimo per unirci a Cristo e al suo Corpo. Ci è stata data la Crismazione, per mezzo del quale siamo ricolmati dello Spirito Santo. La santa Eucaristia – l'antidoto di immortalità – attraverso cui partecipiamo di Cristo stesso e attraverso il quale diventiamo il suo corpo. La Penitenza – attraverso la quale ci è concessa la remissione dei peccati, e ci è data la grazia di superare quei peccati. Il santo Matrimonio – che crea il fondamento della Chiesa locale – la famiglia. La santa Unzione – per la guarigione dell'anima e del corpo. E il sacerdozio - attraverso il quale il ministero apostolico è conservato e tutti gli altri misteri sono resi disponibili.

Se trascuriamo i Sacramenti o li prendiamo alla leggera, allora non dovremmo meravigliarci di essere carnali e lontani dallo Spirito Santo.

2. I servizi divini e il servizio a Dio

Dio ci ha anche fornito i servizi divini – che elevano la nostra mente a Dio, e attraverso i quali lo Spirito Santo ci istruisce. Le funzioni della Chiesa sono il campo di allenamento dei martiri, sia coloro che hanno versato il loro sangue e quelli che danno testimonianza offrendo la loro vita a Dio. I servizi divini ci autorizzano al servizio a Dio – i due non possono essere separati. Non possiamo fare il male e venire ad adorare Dio – trascurarne uno significa fare dell'altro un atto di ipocrisia.

3. Preghiera e digiuno

Probabilmente due degli strumenti più trascurati per lo sviluppo di una mente ortodossa sono la preghiera e il digiuno.

Neppure questi possono essere separati l'uno dall'altro. Dio non ha bisogno delle nostre preghiere, né ha bisogno del nostro digiuno – siamo noi che abbiamo bisogno di pregare, non per cambiare Dio, ma per cambiare noi stessi. Siamo noi che abbiamo bisogno di digiunare – non per impressionare Dio, ma per imparare a superare i desideri della carne nel digiuno. Resistere ai nostri desideri naturali diventa un'abitudine, una capacità. Di fronte a una maggiore tentazione abbiamo imparato a resistere al diavolo. Trascurare il digiuno, vuol dire trascurare la lotta spirituale. Se non digiunate mai, non avrete problemi a combattere i demoni: sarete territorio occupato da loro, ed essi spenderanno le proprie energie su qualcuno che sta in realtà cercando di essere un cristiano.

La dichiarazione più forte sul digiuno che io abbia mai sentito viene da san Serafino di Sarov – che quando una ragazza gli chiese come fare per scegliere un marito, le disse di scegliere un uomo che digiuna, perché "se un uomo non digiuna, non è un cristiano, non importa come possa chiamarsi".

La preghiera e il digiuno sono come l'allenamento fisico per un soldato. Sono esercizi e flessioni spirituali. La stessa parola ascesi significa esercizio, e l'ascesi è l'esercizio spirituale che ci farà spiritualmente forti. Trascurare questo esercizio significa essere poltroni spirituali. Non aspettatevi di arrivare da qualche parte senza preghiera e digiuno.

4. I Padri

Gli scritti dei Padri sono guide sicure per la teologia e per la vita spirituale. Gli scrittori moderni possono essere utili, alcuni più di altri, ma non trascurate gli scritti dei Padri. Non accontentatevi di leggere qualcosa sui Padri – leggete i Padri stessi.

5. Le vite dei santi

I convertiti spesso sprecano la maggior parte del loro tempo a leggere scrittori moderni – spesso scrittori modernisti, e ignorano totalmente le vite dei santi. Nelle vite dei santi ci viene mostrato quello che un cristiano ortodosso dovrebbe essere. Quando leggiamo i loro esempi e come hanno superato processi e torture ci sono dati i modelli da seguire. Durante la persecuzione della Chiesa in Russia, i pii non erano perplessi su come trattare con un governo che dava loro la scelta tra Cristo o la vita – conoscevano bene la risposta di un cristiano, e hanno dato volentieri le loro vite.

6. Gli ortodossi fin dalla culla

Una benedizione che molti convertiti vedono come più un flagello che una benedizione è essere circondati da persone che sono state ortodosse tutte le loro vite. I convertiti sono davvero zelanti, e spesso il loro zelo è spento da coloro che sono cresciuti nella Chiesa, ma che mancano del loro entusiasmo. C'è una grande tentazione di giudicare queste persone, ma quello che un convertito deve imparare a fare è ignorare gli empi, e di imparare dai pii. Idealmente un po' dello zelo del convertito si trasmetterà alla persona che è sempre stata ortodossa, e la saggezza e l'esperienza dell'ortodosso fin dalla culla potrà temperare e dirigere correttamente il convertito.

Conclusione

Come ho detto, è molto più facile descrivere una mente ortodossa, che non acquisirne una. Non vi è alcuna scorciatoia facile. È un lavoro duro. Riconoscere il problema però è un passo importante nella giusta direzione. Renderci conto di ciò che stiamo facendo e fermarci quando cadiamo di nuovo in un modo di pensiero protestante è una mossa importante verso il superamento di queste trappole e per proseguire oltre.

Spero che abbiate trovato qualcosa di utile in questa discussione, e che vorremo sforzarci di "Non conformarci a questo mondo, ma trasformarci mediante il rinnovamento delle nostre menti..." (Romani 12:2).

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