Rubrica

 

Informazioni sulla chiesa in altre lingue

Mirrors.php?cat_id=27&id=205  Mirrors.php?cat_id=27&id=602  Mirrors.php?cat_id=27&id=646  Mirrors.php?cat_id=27&id=4898  Mirrors.php?cat_id=27&id=2779 
Mirrors.php?cat_id=27&id=204  Mirrors.php?cat_id=27&id=206  Mirrors.php?cat_id=27&id=207  Mirrors.php?cat_id=27&id=208  Mirrors.php?cat_id=27&id=3944 
Mirrors.php?cat_id=27&id=647         
 

Calendario ortodosso

   

Scuola domenicale della parrocchia

   

Ricerca

 

In evidenza

11/11/2018  Cronologia della crisi ucraina (aggiornamento: 2 febbraio 2019)  
30/01/2016  I vescovi ortodossi con giurisdizione sull'Italia (aggiornamento: 4 gennaio 2019)  
02/07/2015  Come imparare a distinguere le icone eterodosse  
19/04/2015  Viaggio tra le iconostasi ortodosse in Italia  
17/03/2013  UNA GUIDA ALL'USO DEL SITO (aggiornamento: 19 luglio 2014)  
21/02/2013  Funerali e commemorazioni dei defunti  
10/11/2012  I padrini di battesimo e il loro ruolo nella vita del figlioccio  
31/08/2012  I nostri iconografi: Iurie Braşoveanu  
31/08/2012  I nostri iconografi: Ovidiu Boc  
07/06/2012  I nomi di battesimo nella Chiesa ortodossa  
01/06/2012  Indicazioni per una Veglia di Tutta la Notte  
31/05/2012  La Veglia di Tutta la Notte  
28/05/2012  La preparazione al Matrimonio nella Chiesa ortodossa  
08/05/2012  La Divina Liturgia con note di servizio  
29/04/2012  La preparazione al Battesimo nella Chiesa ortodossa  
11/04/2012  CHIESE ORTODOSSE E ORIENTALI A TORINO  
 



Facebook
Inizio  >  Documenti  >  Sezione 3
  Che cosa NON bisogna dire in confessione

Dal blog Orthodoxologie

versione francese di Claude Lopez-Ginisty, da: Joseph Letendre, Preparing for Confession, Light and Life Publishing Company, 1987

Clicca per SCARICARE il documento come PDF file  
Condividi:

CHE COSA NON BISOGNA DIRE IN CONFESSIONE

Ora, devo ammettere che non vi posso dire che cosa dovreste dire in confessione. Preparatevi, e quello che avete da dire vi sarà chiaro. Tuttavia, posso dirvi quello che non dovreste dire se volete fare una buona confessione.

1) Non ho peccati

Per un prete è molto frustrante sentire queste parole. Come potrà assolvere in nome di Cristo, il peccato di colui che non ne ha? Come farà a dare a quella persona il Corpo e il Sangue di Cristo "per la remissione dei peccati"? Ma questo è ancora più grave di quello che sembra; nel Nuovo Testamento, è scritto: "Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi... Se diciamo che non abbiamo peccato, facciamo [di Dio] un ​​bugiardo e la sua parola non è in noi." (I Giovanni 1:8,10)

Se questo è tutto ciò che riusciamo dire in confessione, devono essere poste delle domande più difficili. A che punto prendiamo sul serio la chiamata di Cristo alla conversione? A che punto prendiamo sul serio il sacramento della confessione? A che punto ci prepariamo seriamente? Sarebbe preferibile dire al nostro sacerdote: "Io non so quali sono i miei peccati. Padre, mi può aiutare?"

2) Sono un peccatore

Non voglio affatto dire che non si deve dire una cosa come questa, ma non dobbiamo fermarci qui. La confessione non deve diventare una formalità rituale che facciamo per adempiere a un obbligo religioso. Essa deve essere reale e personale. Quando ci avviciniamo alla confessione, dovremmo essere capaci di riecheggiare le parole di Davide: "Il mio sacrificio a Dio è uno spirito spezzato: un cuore affranto e umiliato, tu non lo disprezzerai (Salmo 50).

3) Ho un problema

Troppo spesso, facciamo della confessione una seduta di consultazione in cui parliamo con i nostri sacerdoti dei nostri problemi e speriamo di avere consigli, aiuto e incoraggiamento. Possiamo e dobbiamo discutere i nostri problemi con il nostro sacerdote, ma il posto per farlo è durante un incontro speciale dedicato a questi "problemi". La confessione si occupa dei peccati. C'è del vero nel concetto che la radice di tutti i problemi è il peccato: il nostro e/o quello degli altri. Il nostro stato di peccato è la radice dei nostri problemi. Questo è ciò che dobbiamo far venire a galla durante la nostra preparazione per portarlo alla confessione.

4) Scuse

Scuse come "Certo che bevo, padre, ma se conoscesse mia moglie..." non hanno posto nella confessione. Veniamo alla confessione per essere perdonati, e non per essere scusati. C.S. Lewis spiega la differenza:

"Il perdono dice: "Sì, hai fatto questa cosa, ma io accetto la tua difesa, non te ne farò più una colpa e tutto tra di noi sarà esattamente come prima". La scusa, invece, dice: "Posso vedere che non ti potevi trattenere o che non volevi farlo; non hai niente da biasimare". Se nessuno è da biasimare, allora non c'è nulla da perdonare... Dio conosce tutte le scuse meglio di noi. Se ci sono circostanze attenuanti genuine, non c'è da aver paura che egli le ignorerà. Scuserà tutto ciò che deve essere scusato. Tutto ciò che dobbiamo fare è portargli quella parte imperdonabile: il peccato "(C.S. Lewis, Sul perdono, ne Il peso della gloria).

5) I peccati degli altri

Scuse come: "Mio marito beve troppo", non sono neppure da presentare. Dobbiamo confessare i nostri peccati, non quelli dei nostri vicini, dei nostri amici o dei nostri genitori. Possiamo aver bisogno di confessare la nostra reazione peccaminosa rispetto ai fallimenti del nostro prossimo. Siamo diventati farisaici? Giudici ? Inclini alla vendetta? È solo dopo che ci siamo pentiati di tali peccati che possiamo iniziare a cercare una soluzione cristiana ai problemi che ci hanno causato i peccati dei nostri fratelli. Noi siamo liberi di discuterne con il nostro sacerdote, fuori dalla confessione, in un altro momento.

6) Io cerco di essere buono

I sacerdoti trovano anche queste parole frustranti. questo vale come dire: "Non ho ucciso nessuno" La risposta ovvia per una dichiarazione come questa è: "Riesci a essere buono?" È importante ricordarsi che tutti sono "buoni", perché fatti a immagine e somiglianza di Dio. Ma anche le persone che sono buone, per esempio, fanno, pensano e sentono anche cose peccaminose. Il sacerdote sa anche che se venite alla confessione, è perché cercate di essere buoni. La questione è piuttosto di sapere ciò in cui non riuscite nel tentativo di esserlo.

Finiamo su una nota positiva. C'è una cosa che si può dire, cioè gli stessi peccati confessati l'ultima volta. Non abbiate paura di ripetere confessione dopo confessione. E non diventate cinici, solo perché ti sembra sempre di avere gli stessi vecchi peccati da confessare! Perché?

Per prima cosa i Padri insegnano che ci sono certi peccati e passioni con la quale dobbiamo combattere la maggior parte della nostra esistenza, se non per tutta la vita. E allora possiamo essere incoraggiati dal fatto che ci assicuriamo almeno essere consapevoli dei nostri difetti. Confessare la prima volta che bramiamo le proprietà del nostro vicino, e la seconda volta che le abbiamo rubate, non indica un progresso spirituale, ma il comportamento opposto potrebbe essere un segno di crescita spirituale.

Condividi:
Inizio  >  Documenti  >  Sezione 3