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  Credo in Dio ma non vado in chiesa

dell’archimandrita Pavlos Papadopoulos

dal blog Mystagogy, 18 luglio 2013

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"Credo in Dio ma non vado in chiesa". Spesso sentiamo questa frase da parte di conoscenti, amici e parenti, così la nostra discussione si concentrerà un po' più sulle questioni spirituali.

L'argomento fondamentale delle persone che dicono di credere in Dio ma non vanno in chiesa per partecipare ai misteri della nostra Chiesa ortodossa, è che sono infastiditi da certe cose, come la sontuosità delle chiese, sacerdoti e cantori fastidiosi, il linguaggio antico (che non capiscono), i microfoni, le luci, il banco delle candele (dove si danno soldi per una candela), il tempo in cui si celebra la Divina Liturgia, ecc.

Le scuse sono sicuramente molte quando qualcuno NON VUOLE vivere secondo ciò che dice la Chiesa. Purtroppo queste persone si considerano al di fuori della Chiesa, dal momento che non accettano le componenti fondamentali della vita in Cristo, ovvero la partecipazione di un cristiano ai misteri della Chiesa. Queste persone non sono cristiani, almeno non cristiani ortodossi, perché mentre (presumibilmente) credono, non seguono alcuna parola di Cristo.

La questione, naturalmente, è che la maggior parte dei cristiani battezzati non sanno chi è Cristo o che cos'è la Chiesa, e ciò che Cristo e la Chiesa offrono alla gente. Così non vanno in chiesa, perché essenzialmente non sanno che cosa stanno perdendo, e non sanno che cosa la vita sacramentale può offrire.

La Chiesa, con tutti i suoi misteri, ci trasforma, ci santifica e ci mette in comunione con Dio. La nostra partecipazione ai misteri della Chiesa è la chiave di questa nostra risurrezione personale.

La Chiesa non esiste solo per svolgere il ruolo di medicina e quindi esaurire tutte le sue capacità, come alcuni erroneamente la trattano. La Chiesa esiste per condurre le persone, i fedeli, all'amore, alla luce e alla vita in Cristo attraverso i misteri.

Dire che si crede in Dio è facile, ma credere in Dio in maniera ortodossa e di fare opere corrispondenti è difficile, tuttavia non impossibile.

Se una persona vuole davvero conoscere Cristo, può farlo attraverso la vita sacramentale offerta dalla Chiesa. Se si vuole ingannare se stessi si può pretendere di ottenerlo da soli. Comunque, io non conosco nessuno che sia stato santificato fuori della Chiesa. (La cosa pazzesca è che alcune persone considerano gente come gli anziani Paissio e Porfirio come santi, ma non accettano la loro vita. Che stortura mentale!)

Tutto ciò accade per un solo motivo: l'egoismo. Quando ciascuno crede di essere il migliore interprete delle Scritture, e crede che i Padri teofori della Chiesa siano sotto del suo livello, e crede di essere più intelligente, più degno e più santo dei vecchi "religiosi", come li chiama, e quando crede di non aver bisogno di pentirsi di alcuno dei suoi peccati (!), e che potrebbe salvarsi da solo (qualunque cosa ciò significhi per lui), allora il testo delle Scritture probabilmente non è un problema, anzi è da molto tempo che è caduto nell'abisso di egoismo e illusione.

L'ostacolo più grande che impedisce all'uomo contemporaneo di raggiungere la comunione con Dio è proprio questo: cercare di conoscerlo nel modo sbagliato, con i mezzi sbagliati, fuori della Chiesa. Si respinge il mistero dell'amore e si rimane volontariamente radicati in una fede sterile, che in uno scenario migliore dei casi significa semplicemente "riconoscere l'esistenza di Dio" senza fidarsi e arrendersi alla Divina Provvidenza.

Fonte: axortagos.gr

Tradotto da John Sanidopoulos

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