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  Intervista allo ieromonaco Petru (Pruteanu): "Gesù ci ha detto come digiunare: con gioia e senza orgoglio"

di Eugenia Pogor

adevarul.ro/moldova

28 novembre 2013

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I cristiani ortodossi di vecchio calendario entrano oggi nel digiuno della Natività del Signore, un periodo che durerà 40 giorni, fino al 6 gennaio. Sul significato di questo periodo della vita di un credente e su come è giusto digiunare ci parla lo ieromonaco Petru (Pruteanu), dottore in teologia ortodossa e sacerdote missionario in Portogallo.

"Adevărul": Padre, ci spieghi perché è importante mantenere il digiuno e come dovrebbe rispettarlo in modo corretto un buon cristiano.

Ieromonaco Petru (Pruteanu): Digiunare significa riposizionare gli accenti e stabilire un nuovo ordine di priorità nella nostra vita, almeno per brevi periodi di tempo. L'uomo moderno ha una tendenza permantente a preoccuparsi del corpo e a dimenticarsi dell'anima, e il digiuno significa la riduzione delle preoccupazioni per il corpo e una più intensa preoccupazione per l'anima. Alcuni percepiscono il digiuno solo come un regime alimentare più speciale, altri lo considerano una sorta di dieta. La Bibbia e la Chiesa non approvano questo approccio. Il regime alimentare è molto importante e comprende benefici medici e curativi, ma non è un fine in sé. Il digiuno significa astenersi non solo dal cibo, ma anche dalle cattive azioni, dal parlare eccessivo, da ogni tipo di distrazione e piacere, dando più importanza alla preghiera, alla lettura della Bibbia, alla carità e ad altre buone azioni. Senza queste cose, il digiuno è privato di valore e di efficienza.

Che cosa dice la Scrittura a proposito del digiuno? È obbligatorio?

L'idea del digiuno si ritrova spesso nella Scrittura. Anche i primi esseri umani hanno ricevuto nel paradiso un comandamento di digiuno, e sua la violazione ha avuto conseguenze particolarmente gravi per tutta l'umanità. Nell'Antico Testamento, vediamo digiunare Mosè, Elia, Davide e altri profeti, mentre nel Nuovo Testamento Gesù Cristo stesso ci dà l' esempio del digiuno, che i suoi discepoli seguirono. Nel sesto capitolo del Vangelo di Matteo, Gesù ci dice come digiunare: con gioia e senza orgoglio. Nessuno tra quelli che digiunano ha diritto a condannare coloro che non digiunano, soprattutto perché non conosciamo le cause esatte della mancanza di digiuno del nostro fratello. Ma allo stesso tempo, è particolarmente importante che, oltre agli digiuni volontari e personali che ciascuno può fare nella sua vita (con la benedizione del suo confessore), tutti coloro che sono membri della Chiesa di Cristo (dal battesimo) cerchino di superare le difficoltà e di essere uniti in questo lavoro spirituale comune, e di seguire, in particolare, i digiuni stabiliti dalla Chiesa: la Grande Quaresima, i digiuni della Natività, della Dormizione e dei santi Apostoli oltre ai mercoledì e ai venerdì di tutto l'anno.

In che cosa si distingue dagli altri il digiuno della Natività?

Il digiuno della Natività o "del Natale" si tiene per 40 giorni prima della grande festa della Natività del Signore. Ci ricorda il digiuno dei profeti e dei giusti dell'Antico Testamento, che aspettavano la venuta del Messia, ma prepara anche noi a una più intensa esperienza spirituale di questo evento. Tenendo conto della stagione fredda e del fatto che siamo in attesa di un momento gioioso, il Tipico della Chiesa ha ordinato che questo digiuno sia meno severo, soprattutto per le persone che vivono nel mondo (nei monasteri, tuttavia, è più rigoroso). Non sono proibiti i cibi con olio, tranne il mercoledì e il venerdì (se lo si desidera), e si mangia pesce in tutti i sabati e le domeniche, e nei giorni festivi (come l'Ingresso della Madre di Dio nel tempio, e le feste di sant'Andrea, san Nicola, san Spiridione, ecc.) Quindi è un digiuno più leggero in termini di cibo, ma serve al suo scopo se è completato da un lavoro spirituale adeguato.

Cosa vorrebbe dire a chi teme di ammalarsi a causa di un regime alimentare restrittivo?

Dico loro di non avere paura e di cercare di digiunare. Non dobbiamo temere le prime vertigini che vengono all'inizio del digiuno, perché sono una tentazione del maligno che ha paura del digiuno, ma anche una mancanza di assuefazione dell'organismo. Allo stesso tempo, dobbiamo avere un approccio equilibrato al digiuno alimentare. I bambini, le donne incinte e che allattano, le persone affette da determinate malattie o che lavorano in situazioni particolarmente difficili possono essere esentate parzialmente o totalmente dal digiuno, cercando di astenersi almeno dal mangiare carne. Ma sarebbe bene decidere insieme con il sacerdote, non in base alla loro comprensione. Tenimao a mente che Dio e la Chiesa non vogliono uccidere il corpo umano, ma le sue passioni! Se, per esempio, siamo bramosi di carne e cerchiamo durante il digiuno di sostituirla con salsicce di soia, non abbiamo superato la passione, ma siamo solo divenuti ipocriti. Sei malato e non puoi digiunare secondo tutte le regole? Rinuncia magari a quello che ti piace di più!

Come mangiare in caso di ospitalità, feste di compleanno o eventi sociali per non essere derisi dai non credenti?

In primo luogo, durante il digiuno si dovrebbero evitare i banchetti. La società occidentale ha fatto ammalare anche i moldavi del virus delle feste di compleanno e dei banchetti, per qualsiasi motivo o senza alcun motivo, mentre un cristiano che al battesimo "ha rinunciato a Satana e si è unito a Cristo" dovrebbe essere più attento a ciò che sta accadendo nella sua vita e a come comportarsi in ogni situazione. Se io faccio un determinato digiuno e vado a farmi ospitare da qualcuno che non sa e magari non dovrebbe nemmeno sapere del mio digiuno, allora mangio tutto quello che mi viene messo davanti. Ma se colui che mi ha invitato è un cristiano ortodosso e sa che è un periodo di digiuno, ma lo viola consapevolmente, allora non devo farmi partecipe della sua violazione, e devo o astenermi o non accettare tali inviti. E se ci prendono in giro, dovremmo esserne felici. Vuol dire che siamo sulla strada giusta, perché Cristo ci ha promesso che saremo derisi e disprezzati per il suo nome. Il problema è che la maggior parte dei nostri ortodossi si preoccupa di più di quel che dirà la gente rispetto a quel che dice Dio...

Cosa fare se il nostro partner non mostra comprensione dell'astinenza nel periodo di digiuno? I rapporti sessuali durante questo periodo sono un peccato maggiore rispetto, per esempio, a mangiare cibo non di digiuno o a insultare qualcuno?

In primo luogo, dobbiamo essere chiari con i termini. Il concetto di "partner" non è cristiano e spesso non significa necessariamente un coniuge legittimo, ma piuttosto un amante. Quindi, qualsiasi relazione al di fuori del matrimonio è proibita da Dio, sia che abbia luogo in un periodo di digiuno, sia al di fuori, e due che vivono in questo stato non possono comunicarsi. Ma quando si tratta di rapporti tra i coniugi, dobbiamo procedere con molta saggezza, perché il digiuno coniugale che deve accompagnare quello alimentare è speciale, in quanto coinvolge due persone, e non una sola. San Paolo dice che il digiuno matrimoniale deve essere tenuto "con una buona comprensione di entrambi" e "per un tempo determinato", e se uno dei coniugi non è d'accordo, l'altro deve essere umile e colmare questa lacuna con altre forme di digiuno. L'ideale sarebbe, comunque, che entrambi i coniugi cerchino di digiunare anche sotto questo punto di vista, e se inciampano, non significa che si tratti di un peccato, ma piuttosto una debolezza su cui devono ancora lavorare spiritualmente...

Molti cristiani da noi sono abituati a digiunare una settimana prima della comunione. Quanto è corretta questa pratica e quanto spesso dobbiamo comunicarci in un periodo di digiuno?

In generale, la comunione non è legata ai periodi di digiuno. Un buon cristiano dovrebbe comunicarsi ogni settimana o almeno una volta al mese. E per comunicarsi al di fuori dei quattro periodi di digiuno è sufficiente digiunare il mercoledì e il venerdì, che sono comunque giorni di digiuno. La raccomandazione della Chiesa a comunicarsi in ogni periodo di digiuno è in realtà un minimo, che a torto è stato visto come una regola. E se qualcuno ancora non lo ha capito o non si sente pronto a comunicarsi fuori dai periodi di digiuno, almeno durante questi periodi dovrebbe farlo più spesso: in ogni domenica, oppure all'inizio, a metà e alla fine. Purtroppo, non ogni parrocchia e ogni prete offrono l'insegnamento e il tempo necessario per preparare le persone a ricevere il corpo e il sangue del Signore. Ma viviamo in tempi in cui dobbiamo lottare e cercare quella chiesa e quel prete a cui possiamo correttamente confessarci e che ci possa consigliare in una vita in cui Cristo è presente in ogni momento, non uno che appare e scompare tre o quattro volte all'anno. Così come noi non mangiamo quattro volte l'anno, allo stesso modo non è sufficiente comunicarsi solo quattro volte all'anno. Così il digiuno dovrebbe essere tenuto integralmente e la comunione dovrebbe essere fatto quanto più frequentemente, sia durante i periodi di digiuno, sia al di fuori di essi. Auguro a tutti voi un digiuno benedetto con molti frutti spirituali!

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