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  La musica, l'arte e il teatro

negli insegnamenti degli anziani di Optina

di Olga Rozhneva, pravoslavie.ru, 30 agosto 2013

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Gli anziani di Optina hanno espresso la propria opinione sui laici che visitano il teatro, la passione per la lettura dei romanzi, l'euforia per le tele dei pittori, il desiderio di ascoltare musica per ore o addirittura costantemente.

Evitare danni all'anima

Il riposo è necessario, ma i passatempi, secondo i consigli dell'anziano Barsanufio, dovrebbero essere scelti con molta attenzione in modo da non danneggiare l'anima. L'anziano ha citato un esempio di relax senza peccato dei santi:

"Un giorno, il santo apostolo Giovanni il Teologo era seduto sulla veranda della sua casa con un uccellino tra le mani. Un passante rimase sorpreso e disse:

"'Che cosa stai facendo? Hai preso un uccellino e lo stai coccolando?'

"L'apostolo rispose: 'Tu sei un cacciatore, probabilmente hai un arco e frecce. Se tiri troppo l'arco, che cosa ne sarà di questo?'

"'Si spezzerà', fu la risposta.

"'Così è anche per noi: una persona non può praticare solo le cose spirituali. Non resisterà, si spezzerà", spiegò l'apostolo Giovanni il Teologo.

"Tutto deve essere fatto con discernimento, altrimenti sarà zelo senza conoscenza".

Non dimenticare il mondo celeste

L'anziano Barsanufio ha spiegato che non è un peccato godere della bellezza della natura, questa consolazione innocente è stata data all'uomo dal Signore stesso, ma "il mondo attuale ha solo una vaga somiglianza con il mondo che esisteva prima della caduta, "e noi non dobbiamo dimenticare il mondo celeste, dov'è la "suprema beatitudine":

"È vero, ci sono gioie terrene che elevano l'anima. Non c'è peccato, per esempio, nell'apprezzare la bellezza di questo mondo. Sulla terra ci sono luoghi di straordinaria bellezza... anche il nostro paesaggio nordico è affascinante. Turgenev lo ha vividamente e brillantemente descritto nelle sue opere. Egli, tra l'altro, è stato a Optina e ha ammirato la bellezza del nostro monastero. Ma il mondo attuale ha solo una vaga somiglianza con il mondo che esisteva prima della caduta. C'è un mondo celeste, la cui bellezza non siamo in grado di capire, e solo i santi lo percepisce e ne godono. Quel mondo è rimasto illeso, ma il mondo terreno è cambiato radicalmente dopo la caduta.

E' come se qualcuno scomponesse la migliore composizione musicale, per esempio di Beethoven, nelle singole note; l'esperienza completa non riuscirebbe poi ad avere luogo. Oppure, se un dipinto, per esempio di Raffaello, fosse strappato a brandelli e ne studiassimo i singoli pezzi . Che cosa vedremmo? Un dito qui, su un altro brandello un pezzo di abbigliamento, ecc, ma l'effetto maestoso che Raffaello ha impartito all'opera, naturalmente non lo potremmo percepire. Rompete un oggetto magnifico in pezzi e non ne otterrete una bella impressione. È lo stesso con il mondo presente."

Dopo il divertimento mondano - la noia , dopo la sazietà - la pesantezza

Sant'Anatolio (Zertsalov) metteva in guardia dagli eccessi di piaceri mondani, in una lettera ad una figlia spirituale. Musica e teatro, danze e balli intrattengono, e a causa dei divertimenti, la gente dimentica la vita spirituale, che non è altro che la salvezza dell'anima:

"Sei sempre a ballare. Io... volevo farti notare la favola di Krylov, 'La libellula e la formica'. E' appropriata a te. Lei (la libellula ) amava Maslenitsa (1) e non le importava del digiuno - solo delle danze. Dico questo non per rimproverarti, ma perché tu conosca il reale stato delle cose e secondo l'opportunità, tu sappia come non perdere la testa, cioè, che ti ricordi che dopo i momenti dolci viene lo snervamento, dopo il divertimento mondano la noia, dopo la sazietà la pesantezza e anche la malattia: tutti seguono come l'ombra il corpo. Anche se un dente è forte, in quelli che mangiano troppi dolci si indebolisce e si sgretola come sabbia.

"E Krylov, uno scrittore laico, ha detto che la sua 'libellula' non è solo per te e per me, ma per il mondo intero, cioè, chi passa tutta l'estate a ballare starà male in inverno. Colui che nel fiore della sua età non vuole darsi da fare, non ha nulla da aspettarsi, quando la sua forza è esaurita ed è afflitto da acciacchi e malattie " .

San Barsanufio ricordava anche questo :

"Gli intrattenimenti secolari sconvolgono completamente una persona, non le danno il tempo di pensare a qualsiasi cosa spirituale, e dopo aver superato un momento come questo, l'anima è lasciata nella vacuità. Vengono in mente tutte le conversazioni inutili, le maniere sfrenate, l'infatuazione delle donne per gli uomini e degli uomini per le donne. Tale vuoto rimane non solo a causa dei piaceri peccaminosi, ma anche a causa di quelli che non sono così peccaminosi. Che cosa succede se, in mezzo a questi intrattenimenti, uno fosse convocato presso il Signore stesso? La parola del Signore dice: "Nello stato in cui ti trovo, in quello io ti giudicherò". Pertanto, una tale anima non può andare della dimora della luce, ma nel buio eterno del mondo sotterraneo. E' spaventoso pensarci! In effetti, è per tutta l'eternità!"

Dal punto di vista dell'utilità per l'anima

Gli anziani di Optina non respingevano l'arte ma la esaminavano dal punto di vista dell'utilità per l'anima umana , dal punto di vista della salvezza. Gli anziani criticavano solo le opere d'arte che infiammano le passioni umane, e legano il cuore alle cose create terrene, piuttosto che sollevarlo verso le altezze, a quelle spirituali. San Barsanufio apprezzava il tipo di arte che porta l'anima lontana dalle inezie quotidiane e la dirige verso Dio:

"La poesia e l'arte strappano l'anima lontano dalle inezie quotidiane e danno a una persona un piacere estetico. Nel XVIII secolo, con l'espansione di una tendenza materialista, è emerso un punto di vista che i poeti e gli artisti sono persone inutili, che li limitano a stare seduti e a non fare nulla .

"Victor Hugo ha detto in loro difesa, 'Guardare il cielo è già un risultato'.

"La musica seria, come quella di Mozart, Beethoven e altri, riesce a raffinare l'anima. Spesso sotto la sua influenza si vuole piangere e pregare".

San Barsanufio diceva che per capire la musica seria è necessario avere gusto artistico, e ricordava il seguente evento:

"In una ricca famiglia c'era una festa. Durante la festa una giovane donna di talento eseguì una delle migliori opere di Mozart incredibilmente bene. Tutti erano felici, ma vicino alla porta c'era un lacchè, che, dopo aver servito le sigarette e, in generale, dopo aver finito di servire gli ospiti, si limitò a sbadigliare: 'Ma perché la gente di classe ascolta musica come noiosa? Ora, se avessero suonato la balalajka...'

"Era corretto nel suo giudizio, perché la musica seria era incomprensibile per lui. Per comprendere un'opera d'arte terrena è necessario avere gusto artistico".

L'anziano Barsanufio ricordava alla gente che nelle opere d'arte, la nostra anima cerca "espressioni; entro forme d'arte belle, il bel mondo invisibile, versi cui l'anima è attratta dall'influenza dello spirito". L'anziano affermava che negli artisti c'è sempre una "scintilla di misticismo religioso", e durante tutta la sua vita amò solo le persone e le conversazioni che risvegliavano i più alti ideali di aspirazione:

"Nelle anime degli artisti c'è sempre una vena di ascetismo, e maggiore è l'artista, più luminosa arde in lui la fiamma del misticismo religioso . "

"Per tutta la mia vita, ho osservato in me stesso che mi sono sempre piaciute solo quelle persone e conversazioni che suscitavano nel mio cuore i più alti ideali di aspirazione, che avevano come fondamento la fede nell'immortalità dell'anima umana, la fede nella verità, nella bontà e nella bellezza. Al contrario mi sono sempre state antipatiche le persone i cui pensieri e conversazioni ruotavano solo intorno a un ordine di vita: quello temporale ed esterno. Questa aspirazione verso il supremo, l' ideale, era espressa nella mia anima da un'inclinazione a tutto ciò che è misterioso e mistico nella vita. "

L'anziano paragonava alcuni artisti a coloro che vengono in chiesa, ma si fermano sulla porta, non entrando dentro. Lamentava coloro che hanno avuto così tanto, le cui anime divampava per la più piccola scintilla , ma "non alimentavano quella scintilla", non faticavano nel compimento dei comandamenti:

"La stragrande maggioranza dei nostri migliori artisti e scrittori può essere paragonata a gente che viene in chiesa dopo che il servizio è già iniziato e la chiesa è piena di gente. Queste persone stanno all'ingresso; sì, entrare è difficile, ma non provano nemmeno a farlo. Una piccola parte del servizio divino raggiunge le loro orecchie : l'inno dei Cherubini, "Te lodiamo", "Kyrie, eleison" . Stanno così per un po', poi un po' di più, e poi se ne vanno, e di fatto non sono stati in chiesa... Le loro anime, come la dinamite, divampano per la più piccola scintilla, ma, purtroppo, non coltivano la fiamma, e questa si spegne".

Tutto dovrebbe essere fatto come se se si fosse davanti allo sguardo di Dio

San Nettario ammoniva le persone creative:

"E' ammissibile impegnarsi nell'arte, come in qualsiasi altra occupazione, come tagliare il legname o pascolare le mucche, ma tutto dovrebbe essere fatto come se si fosse davanti allo sguardo di Dio. Vi è un'arte elevata e vi è un'arte modesta. L'arte modesta avviene in questo modo: ci sono suoni e luce. L'artista è una persona che è in grado di percepire questi colori e sfumature appena percettibili e i suoni non udibili. Egli traduce le sue impressioni sulla tela o sulla carta. Si producono quadri, fogli di musica o di poesia. Qui i suoni e la luce sono, per così dire, uccisi. Della luce rimane il colore. Un libro, uno spartito o un dipinto sono in un certo modo le tombe di luce e suono.

"Poi arriva un lettore o uno spettatore, e se è in grado di vedere, di leggere creativamente, allora ha luogo una risurrezione del significato. Allora il cerchio dell'arte è completato. Davanti all'anima dello spettatore e lettore brilla la luce; il suono diventa udibile. Pertanto, un artista o poeta non ha nulla in particolare di cui essere orgoglioso. Fa solo una parte del lavoro. Invano egli immagina di essere il creatore delle sue opere; c'è una Creatore; le persone si limitano a uccidere le parole e le immagini del Creatore, che poi vengono fatte rivivere per la potenza dello Spirito, ricevuto da lui .

Ma c'è anche l'arte più alta : la parola vivificante (per esempio, i Salmi di Davide). Il percorso di quest'arte passa attraverso la lotta personale dell'artista - è un cammino di sacrificio , e solo uno tra tanti raggiunge l'obiettivo ... "

Santi padri, anziani di Optina, intercedete presso Dio per noi, peccatori!

Nota

(1) La settimana prima della Grande Quaresima, nota anche come Settimana dei Latticini. In Occidente, è spesso conosciuta come Carnevale.

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