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  Prefeste e postfeste

Dal blog Typikon Days

24 gennaio 2014

 
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C'è molto da dire su prefeste e postfeste (così come sulle caratteristiche del commiato/apodosi), troppo da affrontare in un unico post. Farò ora una breve introduzione al concetto, e sono sicuro che il tema verrà ancora alla superficie per tutto l'anno. Quindi, ecco la rapida panoramica, più alcune cose interessanti che voglio condividere con voi circa il modo in cui questo argomento ha a che fare con la Teofania.

Prima di tutto, che cos'è una prefesta/postfesta?

Le dodici grandi feste sono eventi importanti nel corso dell'anno liturgico. A differenza di molte altre feste e giorni santi, che si celebrano solo in un giorno, ognuna di esse ha un periodo di preparazione, in cui le funzioni liturgiche contengono inni per la festa che viene, e alcuni elementi delle funzioni sono diversi rispetto a un " normale" giorno. Generalmente c'è pure un tropario cantato appositamente per la prefesta. Il periodo della festa si estende anche al di là del giorno stesso. La durata classica di una postfesta è di otto giorni, con la commiato che ha luogo l'ottavo giorno. Mentre scrivo questo, mi rendo conto di quante eccezioni ci sono a questa regola, al punto in cui non sono sicura che la maggior parte delle feste in realtà abbiano otto giorni, per varie ragioni (se un'altra festa ha luogo poco dopo, o se si è nel corso di un digiuno, o... beh, diamo un'occhiata a ogni festa così come arriva! Se comincio a parlarne ora, non arriverò mai da nessuna parte).

Così abbiamo stabilito che ogni grande festa ha una prefesta e una postfesta. Per la maggior parte delle feste, la prefesta si celebra il giorno prima della festa. Per entrambe le feste della Natività e della Teofania, è lunga diversi giorni, e si cantano a ogni funzione inni preparatori per la festa. Durante la postfesta, si cantano pure speciali inni della festa. Di solito alcuni di loro sono presi dall'effettiva funzione della festa (il Canone, per esempio, a volte le Stichire dal Signore, a te ho gridato, il Tropario e il Contacio, naturalmente, l'Esapostilario), mentre alcuni di loro sono specifici per il giorno (a volte al Signore, a te ho gridato, quasi sempre gli Apostichi, sia ai Vespri sia al Mattutino) e si trovano nel Mineo, insieme con la funzione al santo del giorno. Di solito in una parrocchia, non si servono questi offici a meno che non cadano di domenica, nel qual caso l'officio incorpora elementi della funzione risurrezionale, e non è proprio la stessa cosa.

Le differenze tra le funzioni regolari nei giorni feriali e in una prefesta/postfesta

Le funzioni regolari nei giorni feriali utilizzano materiale da un libro liturgico, l'Ottoico. Questo libro contiene il testo liturgico degli 8 toni (serie di melodie in cui si cantano gli inni della Chiesa). Si compone di materiali per ogni giorno della settimana, con una sezione separata per ogni tono. Ogni settimana ha un tono (il ciclo inizia dopo la Pasqua e la Settimana Luminosa ogni anno, e si ripete per tutto l'anno).

Molte persone hanno familiarità con il materiale per la domenica che è letto o cantato nel tono della settimana (Tropario, Contacio, Stichire, Canone, ecc). Questi testi sono combinati con quelli del Mineo, che contiene le funzioni dei santi, ed entrambi sono inseriti nelle parti fisse dei vari offici (come i Vespri e Mattutino) presenti nell'Orologio.

Le normali funzioni nei giorni feriali operano su un principio simile (anche se ci sono molte differenze, su questo scriverò un giorno qualcosa). Tuttavia, durante una prefesta o postfesta, l'Ottoico viene utilizzato solo di domenica, quando è combinato gli inni della festa stampati nel Mineo. Negli altri giorni di una prefesta o postfesta, non usiamo l'Ottoico, ma solo i testi pre-festivi o della festa e quelli del santo. Di solito, parte del materiale al Signore, a te ho gridato, tutti i Catismi poetici che seguono i Catismi del Salterio, due dei Canoni (o uno, se ci sono due santi), e tutti gli Apostichi sono presi dall'Ottoico. Ma qui, tutto questo materiale è sostituito con testi della festa presenti nel Mineo. Un paio di differenze specifiche:

- Durante sia le prefeste sia le postfeste, non si tiene la litania per i defunti, di solito servita alla Liturgia nei giorni feriali. Su una nota simile, a una semplice Liturgia feriale, (attendete un post sui diversi gradi degli offici: se un santo ha un più alto "rango" di commemorazione, l'officio non è considerato un officio "semplice"), si canta "Insieme con i santi dona riposo", ovvero il Contacio per i defunti, (dopo il Gloria al Padre, durante il canto dei tropari e contaci prima dell'Apostolo), e non si canta durante una prefesta o postfesta.

- "Più insigne dei cherubini" non si canta al Mattutino, mentre nei giorni feriali normali si canta alla fine del Canone. Durante la postfesta, non si canta neppure "Degno è davvero" alla Liturgia, ma lo si sostituisce con un inno specifico alla Theotokos per la festa (in russo, questo è chiamato Zadostoinik, cioè, un inno al posto di "Degno è davvero"). Questo inno proviene dalla nona Ode del Canone della festa.

L'effetto di queste differenze è quello di rendere i servizi più festivi, in onore della festa che si avvicina o che è in corso. Naturalmente, avere inni più festivi nell'officio consente di ottenere questo risultato, ma anche differenze quali l'omissione di "Più insigne dei cherubini" al Mattutino o di "Insieme ai santi dona riposo" alla Liturgia assomiglia alle rubriche degli offici con più alto rango festivo.

Le postfeste della Natività e della Teofania

Alcune feste, come la Natività e la Teofania, hanno una commemorazione speciale il giorno dopo, chiamata Sobor o Sinassi, che commemora un importante protagonista della festa. Il giorno dopo la Natività è la Sinassi della Madre di Dio (che ha dato i natali a Cristo), e il giorno dopo la Teofania è la Sinassi di san Giovanni Battista (che lo ha battezzato). Queste feste ripetono gran parte degli offici festivi, pur contenendo inni speciali per la persona onorata.

Gli offici di altri santi durante la postfesta sono meno strettamente legati alla festa, anche se vorrei condividere con voi qualcosa sull'officio a San Teodosio il Grande, il fondatore del monachesimo cenobitico, il cui giorno di commemorazione è stato oggi. Si tratta di un officio speciale all'interno della postfesta della Teofania, in quanto è classificato come officio di rango di polieleo. Il santo è vissuto vicino al fiume Giordano, e quindi ha una certa connessione alla festa della Teofania, in cui Cristo fu battezzato nel Giordano. In qualità di fondatore della vita monastica, egli può anche essere paragonato a san Giovanni Battista, la cui vita è spesso considerata come una prefigurazione del monachesimo, in quanto abitante del deserto, che ha vissuto la vita angelica. L'officio di san Teodosio è uno dei miei preferiti. Gli inni a lui dedicati nel Mineo fanno costantemente riferimento al Giordano, e a Cristo battezzato, e mettono in correlazione questi eventi con la vita di san Teodosio. Non credo che questo materiale sia disponibile on-line in inglese (se sapete leggere lo slavonico, lo potete trovare qui). L'officio si trova nel Mineo dell'11 gennaio, se si ha accesso a un Mineo. Forse a un certo punto lo tradurrò, e se ho tempo, cercherò di tradurre alcuni inni dallo slavonico e di pubblicarli, perché questa è davvero una festa meravigliosa e un brillante esempio delle connessioni tra le feste che si trovano spesso nella nostra innografia.

Avrei altre cose da dire, ma credo di aver scritto abbastanza per il momento. Queste cose hanno senso per voi? Trovate confuse le discussioni dei diversi gradi e tipi di offici? Se c'è interesse, spero di scrivere qualcosa sui diversi ranghi degli offici in modo più dettagliato. Molte parrocchie non hanno la possibilità di celebrare spesso queste funzioni, ma avere almeno una conoscenza generale dei concetti coinvolti può arricchire profondamente la nostra comprensione dell'anno liturgico.

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