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Intervista al curatore del sito www.ortodossiatorino.net

realizzata il 21 dicembre 2013 dallo staff del sito www.ortodossia.info

Per molti anni lo staff di Ortodossia.info ha collaborato con il sito http://www.ortodossiatorino.net/ (che in precedenza era http://www.ortodossia.org/sanmassimo) e ricevuto collaborazione dal suo curatore padre Ambrogio (Cassinasco), igumeno e parroco della chiesa di San Massimo Vescovo di cui il sito torinese è espressione. Negli ultimi anni http://www.ortodossiatorino.net/ ha saputo svilupparsi in un modo molto singolare: le sue specificità e la sua impostazione ne fanno uno dei siti più interessanti in materia di ortodossia cristiana nell’attuale panorama del web italiano.

Abbiamo dunque pensato di condividere con padre Ambrogio alcuni aspetti della sua esperienza di redazione online e di chiedergli una testimonianza attraverso la seguente intervista che vi proponiamo.

Buona lettura

Lo Staff di Ortodossia.info

Carissimo p. Ambrogio, ti ringraziamo per averci permesso di condividere la tua esperienza redazionale sul web attraverso questa intervista. Iniziamo dal principio: com’è nato il sito della parrocchia ortodossa di san Massimo di Torino?

Igumeno Ambrogio: Nella comunità ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino abbiamo avuto contatti con l’Ortodossia in internet per tutta la seconda metà degli anni ’90, quando si diffondevano nel mondo i primi siti, le mailing list di discussione e altre forme simili di presenza in rete. Perciò, quando la comunità ha trovato una sede stabile ed è stata elevata a parrocchia, (nel 2001) è stato   naturale prepararci ad avere un sito nostro. La prima versione è stata varata nel 2002 grazie all’aiuto di Paolo Perletti (oggi prete nell’Esarcato russo di Costantinopoli), a cui dobbiamo molto. Abbiamo avuto la possibilità di pubblicare in rete molto materiale che avevamo preparato negli anni precedenti: traduzioni di testi ormai diffusi, e anche alcuni scritti da noi personalmente compilati.

Come si è sviluppato il sito nella sua forma odierna?

Quando nel 2004 Paolo Perletti ha lasciato la nostra parrocchia, il sito ha avuto una nuova forma grazie a padre Teofilo (Barbieri) della nostra chiesa madre di Milano, che nell’ultimo decennio ha aiutato le parrocchie italiane del Patriarcato di Mosca a sviluppare diversi siti. Gli siamo grati per la nuova veste grafica (ancor oggi usiamo diversi elementi grafici da lui ideati), e per un’evoluzione del sito in una forma più ordinata e più facilmente gestibile. Dalla piattaforma ortodossia.org, che ha servito diverse parrocchie in Italia, padre Teofilo ci ha aiutati a transitare sul domain ortodossiatorino.net, che ancora oggi usiamo.

In base alle indicazioni sui siti date dal vescovo Nestor alla riunione del clero del gennaio 2012 a Milano, abbiamo sviluppato un modello di sito più interattivo e su base trilingue (italiana, russa e romena), così come sarà il nostro sito diocesano, che dovrebbe apparire a breve.

Il grande vantaggio del sito nella forma attuale è la facilità di caricare materiale. Sarebbe stato un peccato non approfittarne, perciò… ne abbiamo approfittato.

Chi lavora oggi al sito, e quanto tempo ci vuole per aggiornarlo?

Per ora la stesura del materiale è ancora in gran parte un mio lavoro individuale, anche se diverse persone (un po’ troppe per ringraziarle qui tutte per nome) collaborano a segnalarmi materiali, a farmi avere testi o traduzioni, e assistono in vari modi.

Il lavoro sul sito ha comportato un vero e proprio impegno lavorativo, specie da quando, nel novembre 2012, abbiamo deciso di presentare aggiornamenti su base quotidiana. La maggior parte del carico di lavoro pesa ovviamente sulle traduzioni (se un testo è presentato per esteso sul sito, e non con una semplice segnalazione, è quasi sempre frutto di una traduzione fatta apposta per l’occasione), ma anche il monitoraggio della rete e la ricerca del materiale prendono tempo ed energia… ormai, il minimo di tempo richiesto per mantenere il sito a un livello decente è di 5 ore al giorno (più spesso, alla notte!)

Non ti sembra un sito sbilanciato dal punto di vista dei contenuti? Per una parrocchia ortodossa, presentare una sezione di documenti dedicata alla geopolitica e nessuna dedicata ai Padri della Chiesa non è esagerato?

Beh, c’è una sezione dedicata ai santi, nella quale i Padri della Chiesa non dovrebbero sentirsi a disagio… ma capisco l’obiezione, che ha il suo fondamento. Come tutte le iniziative che poggiano sulle spalle di una persona sola, bisogna valutare i punti di forza e di debolezza di quella persona. Per non fare che un esempio, io non ho alcuna particolare competenza, né teorica né applicata, in campo musicale (come, purtroppo, fin troppi italiani), e anche se l’Ortodossia ha da offrire un patrimonio straordinario di musica sacra, temo che questo non potrà passare attraverso il sottoscritto: sarebbe un contributo da incompetente. Anche gli scritti dei Padri sono ampiamente disponibili in rete, con seri commenti, e se mi tuffassi in questo campo il mio contributo sarebbe di poca utilità, soprattutto a fronte di una richiesta di spiegazioni su elementi più basilari della vita e pratica del cristianesimo ortodosso. Anche nel presentare notizie e novità, cerco per quanto possibile di focalizzarmi su eventi che – per quanto importanti – ricevono scarsa eco sui media italiani.

Quali sono dunque, a tuo parere, i vantaggi e gli svantaggi del sito, così come si presenta oggi?

Il voler guardare al di là dei propri confini (parrocchiali, giurisdizionali, nazionali, culturali…) è al tempo stesso una benedizione e una maledizione. Spero che si noti che – a differenza di siti che sono mere vetrine delle istituzioni che rappresentano – sul nostro sito appaiono molti contributi di diverse posizioni all’interno dell’Ortodossia. Questo significa che, anche se non abbiamo un “ordine del giorno” nella presentazione di molto materiale, ogni cosa può essere interpretata in modo equivoco, come se la linea del sito si identificasse con la propaganda di una particolare posizione.

La linea del sito sembra comunque piuttosto “russofila”: non è così?

Paradossalmente, io stesso non mi sono mai sentito particolarmente russofilo, neppure quando (in un millennio lontano, lontano…) ho chiesto di entrare nella Chiesa ortodossa, molto deliberatamente, proprio nel Patriarcato di Mosca. Se dalle posizioni da me espresse (o, per dirla più correttamente, da me citate) può trasparire un certo allineamento al “centro” dell’Ortodossia russa, non è altro che il riflesso di un cristiano felice di servire la Chiesa laddove è stato messo a servirla, e pago di quello che ha.

Quali sono le fonti del sito?

La maggior parte dei materiali sul sito è tradotta o adattata da fonti in altre lingue, la maggior parte in inglese o in romeno (le due lingue che conosco con maggior competenza), più raramente in russo e in francese, e con estrema rarità in altre lingue, come greco, serbo e ucraino. Laddove ci sono materiali tradotti, ci sono i rimandi alla fonte originale (nel caso del russo e del romeno, dato che il nostro sito è idealmente trilingue, cerco di riportare il materiale originale per esteso), quasi sempre nel sottotitolo o intestazione, talvolta al fondo del documento. Si possono spesso vedere citati i portali Pravoslavie.ru e Pravmir, grandi fonti di informazione bilingue russo-inglese; apprezzo molto il blog Mystagogy di John Sanidopoulos, che mette a disposizione del pubblico anglofono una mole impressionante di materiale dal punto di vista dell’Ortodossia greca, e per la parte di lingua romena, trovo molto illuminanti i commenti liturgici dello ieromonaco Petru (Pruteanu) sul blog Teologie.net. La parte iconografica ha buoni supplementi da due blog, Orthodox Arts Journal e A Reader’s Guide to Orthodox Icons. Ci sono anche fonti multilingui di grande interesse, quale il sito del monastero serbo di Lepavina. Per quanto riguarda l’Ortodossia occidentale, ritengo ancora insuperato, sia per mole di materiale che per chiarezza di visione, il contributo di padre Andrew Phillips sul sito Orthodox England, che sfacciatamente considero il modello del nostro sito. So che le posizioni di padre Andrew non sono simpatiche a molti (mi chiedo, peraltro, quanti avrebbero considerato “simpatici” Giovanni il Battista o Paolo di Tarso…), ma in questo caso, “a ciascun uomo il suo maestro”.

Curiosamente, mi rifaccio di meno a fonti in italiano, limitandomi a fare alcune segnalazioni. Questo è motivato principalmente dal rispetto del lavoro dei siti e dei blog ortodossi italiani: c’è un campo così grande di lavoro per far conoscere l’Ortodossia, che non vedo molte ragioni di passare abitualmente su sentieri già aperti da altri, con sforzo e – devo dire – con molta competenza.

Sul sito è tutto tradotto e/o derivato da altre fonti, oppure ci sono elementi originali?

Le traduzioni e gli adattamenti assorbono gran parte del tempo disponibile, per cui è davvero difficile trovare l’energia sufficiente per un lavoro di ricerca originale. Quando posso presentare qualcosa di personale, preferisco focalizzarmi su un numero limitato di argomenti discussi o controversi, e cercare di fare un’indagine in materia, seguita da alcune valutazioni conclusive. Credo che i lettori del sito potranno riconoscere questo stile “investigativo” in un certo numero di testi: per esempio, l’analisi della figura di Pietro l’Aleuta, il dibattito sulla Sindone di Torino, la discussione sulle fotografie del “miracolo battesimale” nel New Mexico.

Che attitudine ha il sito nei confronti degli ortodossi non canonici?

Vigile, e segnata da molta cautela. Abbiamo accolto con favore la pubblicazione del  libro Gli ortodossi non canonici  nel 2011, e ci siamo permessi di fare alcune osservazioni sulla fenomenologia scismatica, sia in generale sia a livello più circostanziato. Sarebbe utile offrire un servizio di monitoraggio di tutte queste metastasi che infestano il corpo mistico di Cristo, più o meno come fa il sito russo Anti-Raskol: si tratta però di una vera e propria fatica d’Ercole, aggravata dal fatto che gli ortodossi non canonici si nutrono di ogni forma di pubblicità – incluse quelle critiche – e non è sempre cosa saggia nutrire un tumore.

Che cosa introdurresti dunque sul sito, avendone tempo, mezzi e collaboratori?

Qualcosa di catechetico orientato ai bambini… c’è ancora troppo poco per loro, sia in internet in generale, sia come introduzione alla Chiesa ortodossa in particolare. Non mi dispiacerebbe un’area dedicata alle traduzioni in italiano dei testi delle officiature ortodosse, un campo che finora è rimasto troppo individualista. Servirebbe uno spazio comune sul quale diversi traduttori possono postare saggi delle loro traduzioni e confrontare le loro scelte redazionali: giova ricordare che questo era precisamente lo scopo originale per cui si è sviluppata internet, una rete mondiale che permetteva ai ricercatori di far circolare facilmente i risultati dei loro studi.

Vorresti aprire un forum dedicato all’Ortodossia?

Nemmeno per sogno! Ho esperienza di spazi di discussione sull’Ortodossia sin dal 1996, e per quanto vi abbia visto una certa diffusione di scritti, tra cui alcuni indubbiamente utili, gli ambienti di forum sono troppo dispersivi. Gestirli richiede una quantità di energia e di attenzione semplicemente assente in chiunque non abbia una disponibilità a tempo pieno. Finché non saremo pensionati – o monaci reclusi – queste attività sono delle insensate perdite di tempo.

Cosa vorresti suggerire a chi si mette oggi al lavoro su un sito che parla dell’Ortodossia in Italia?

1) Avere molto tempo, pazienza e perseveranza. I frutti di un buon lavoro si vedono dopo molti anni, anche in un campo in rapido sviluppo e cambiamento come la rete.

2) Tenere costantemente a mente il proprio pubblico (anche se solo potenziale): stiamo comunicando a loro, non a noi stessi.

3) L’Ortodossia è un campo sconfinato (non solo per quanto riguarda la sua fenomenologia esterna, ma anche nell’approfondimento dei suoi temi). È importante, pertanto, avere un criterio per la catalogazione dei materiali caricati online, perché ben presto la quantità di materiale presentato sarà tale da stordire i lettori.

4) Per quanto possibile, cercare di avere legami gli uni con gli altri: ricordiamoci che, anche se da angolazioni diverse, lavoriamo tutti allo stesso fine. Se si sviluppano buone relazioni tra i responsabili dei diversi siti, si potranno evitare duplicazioni superflue di lavori già fatti (non è necessario re-inventare tutti la ruota!) e delegare a ciascuno le aree tematiche in cui ciascuno è più competente.


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