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  Gli scismatici non hanno preti che possano servire nelle chiese prese con la forza
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Uno degli aspetti più tragicomici della nuova struttura scismatica ucraina è il fatto che sta implodendo per mancanza di clero. I luoghi di culto appena rubati alla Chiesa ortodossa ucraina restano privi di preti, nonostante i “vescovi” scismatici come il “metropolita” Danilo (Koval’chuk, nella foto) della Bucovina stiano offrendo “ordinazioni facili” a uomini non preparati, come possiamo leggere in un resoconto dedicato a questo fenomeno. Le “ordinazioni facili” possono avvenire per diverse ragioni, non tutte negative: per esempio, quando la vita ecclesiale di una regione rinasce dopo una persecuzione, la forte richiesta di celebrazioni può indurre i vescovi a essere di manica più larga nelle ordinazioni, soprattutto quando non sono ancora stati ristabiliti i programmi di istruzione del clero. Di fatto, molti preti del Patriarcato di Mosca negli ultimi decenni sono stati ordinati piuttosto velocemente per necessità pastorali urgenti (tra l’altro, sarebbe anche interessante scavare nel passato di certi portavoce degli scismi ucraini e vedere quanti di loro sono stati “miracolati” dalla generosità di quella stessa Chiesa sulla quale ora sputano...) Il più grande rischio che si corre con queste politiche di ordinazioni facili è quello di ammettere a gradi clericali persone francamente indegne o incapaci del compito che vogliono intraprendere. Nel presente caso ucraino, questi nuovi “preti”, oltre a una preparazione raffazzonata, avranno anche la non invidiabile posizione sociale di ricettatori di beni rubati, che non farà altro che allargare ancor di più l’abisso tra la Chiesa e gli scismatici.

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