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  Messaggio pasquale del metropolita Antonij
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Messaggio pasquale dell'esarca patriarcale dell'Europa occidentale, il metropolita Antonij di Korsun e dell'Europa occidentale

Beneamati nel Signore confratelli arcipastori, venerabili padri, monaci e monache amati da Dio, cari fratelli e sorelle!

In questa luminosa notte di Pasqua, mi rivolgo a tutti voi per dire le parole di un saluto eternamente vivente, proveniente dalle profondità dei secoli: Cristo è risorto! – e con tutto il cuore mi congratulo con voi in occasione della festa della Pasqua del Signore!

Dopo aver attraversato il periodo salvifico della Grande Quaresima, ancora una volta ci è stato consentito di assistere al più grande miracolo avvenuto a causa dell'indescrivibile amore di Dio per il mondo da lui creato e per l'uomo – il miracolo della risurrezione del nostro Signore Gesù Cristo dai morti.

In questi giorni condividiamo l'uno con l'altro il gioioso annuncio della risurrezione del Salvatore e sentiamo parole di risposta che testimoniano la nostra comune irremovibile fede nel trionfo della vita eterna che brilla dal sepolcro vivifico.

Ricordiamo oggi che uno dei primi annunci che "Cristo è risorto!" nella storia della Chiesa del Nuovo Testamento lo fecero i santi apostoli, rivolgendosi al loro fratello – l'apostolo Tommaso. Udendo dai discepoli la testimonianza della recente apparizione del Salvatore risorto, egli non credette allora a queste parole. Non credette perché la notizia della risurrezione di Cristo non aveva cambiato nulla nella vita degli apostoli – pur avendo visto in prima persona il loro Maestro, essi, temendo quelli che lo avevano perseguitato, avevano continuato a rimanere in una stanza vicina, presi dalla paura e dall'orrore. Ma se Cristo è risorto dai morti – chi dovremmo temere ora? Per cosa soffrire? Perché deprimersi? La confessione della fede in Cristo risorto diventa convincente solo quando è supportata dall'esperienza spirituale personale, che non può che determinare parole e azioni, pensieri e sentimenti.

Voglio augurare a tutti noi, cari vladyki, padri, fratelli e sorelle, che l'annuncio di Pasqua "Cristo è risorto!" crei sempre in voi il riflesso più forte e vivido della vita, dandovi fede e speranza, rendendovi possibile essere partecipi dell'amore divino che ha vinto il male.

Non posso che dire che tutti oggi celebriamo la Pasqua del Signore in circostanze tristi. La prosecuzione dell'epidemia di coronavirus ha privato la maggior parte di noi della possibilità di visitare la chiesa nei giorni più santi e toccanti per ogni credente ortodosso, incluso il giorno della santa Resurrezione.

Rimanendo nelle nostre abitazioni, compiendo il podvig di accostarci a Dio in preghiera, rafforziamo le nostre intense petizioni a Cristo, il conquistatore della morte, affinché il pericolo receda, affinché i malati guariscano e gli afflitti siano confortati. Crediamo che il Signore ascolterà le preghiere della sua Chiesa e ci permetterà di riunirci di nuovo sotto le volte delle chiese a noi care, insieme, come prima, a offrirgli il sacrificio incruento, e anche a incontrarci con amici e parenti, con tutti quelli da cui siamo oggi separati.

Voglio rivolgere parole speciali per il clero dell'Esarcato dell'Europa occidentale – per arcipastori e pastori, che, nonostante le tribolazioni e le prove, mettendo a volte a rischio la vita e la salute, non cessano di compiere i servizi divini, sostengono quanto più possibile il gregge e sopportano numerose difficoltà. Un profondo inchino a voi per la vostra lealtà alla vocazione sacerdotale e per l'esempio che coraggiosamente mostrate nel vostro servizio a Dio e alla Chiesa in questi giorni difficili.

Sto rivolgendo queste righe a voi, miei cari, da Mosca, da dove, a causa delle circostanze, non sono più in grado di rientrare entro i limiti dell'Esarcato patriarcale dell'Europa occidentale. Condivido appieno i dolori del tempo presente, svolgendo i servizi divini in solitudine dietro le porte chiuse di una chiesa vuota, ma con tutto il mio cuore e la mia anima rimango con voi, in attesa del nostro incontro imminente. Offro le mie preghiere per voi e reciprocamente chiedo le vostre preghiere. Il Salvatore risorto dai morti può mantenerci tutti in buona salute. E possa quella luminosa gioia pasquale che, nonostante tutto, viviamo in questi giorni, illuminare sempre i nostri cuori.

CRISTO È RISORTO! VERAMENTE CRISTO È RISORTO!

Invoco su di voi la benedizione del Signore.

+ ANTONIJ,

Metropolita di Korsun e dell'Europa occidentale,

Esarca patriarcale dell'Europa occidentale

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