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 20/02/2019    

Il Santo Sinodo di Cipro si pronuncia sulla questione ucraina

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Il Santo Sinodo della Chiesa autocefala di Cipro (nella foto) ha prodotto il 18 febbraio un documento sulla crisi ecclesiale in Ucraina, di cui vi presentiamo un riassunto commentato in italiano. Accanto a un chiaro messaggio di non riconoscimento degli scismatici ucraini, il documento del Sinodo cipriota sembra voler dare un colpo al cerchio e uno alla botte accusando la Chiesa russa per l’interruzione della comunione, nonché per la mancata presenza al concilio di Creta (cosa piuttosto illogica, perché il tema dell’autocefalia, tanto centrale nella crisi ucraina, non era neppure in discussione a Creta). Può darsi che le affermazioni vengano dal desiderio della Chiesa di Cipro di offrirsi come mediatrice della crisi, un ruolo che per ora non sembra particolarmente convincente.

 
 20/02/2019    

Testimoniare Cristo in un paese "progressista"

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Vi presentiamo la traduzione italiana dell’intervista al metropolita Tikhon (Mollard, al centro nella foto) di tutta l'America e del Canada, primate della OCA, rilasciata durante le conversazioni con i monaci del monastero Sretenskij di Mosca.

 
 19/02/2019    

La Serbia segreta

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Vi presentiamo in russo e in italiano un racconto di viaggio di Vasilij Fadeev, un autore russo di libri sui Padri del deserto. La destinazione è la Serbia più nascosta, quella che ha visto formare il carattere di un popolo estremamente resistente e leale, e intimamente vicino a quello russo.

 
 18/02/2019    

Chiesa greco-cattolica ucraina: La posizione del Fanar dà il via libera a servire a un singolo altare

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Il responsabile per l’ecumenismo della Chiesa greco-cattolica ucraina, padre Igor’ Shaban (nella foto), fa alcune affermazioni sul ruolo di Protos del patriarca ecumenico, che servirebbe a confermare il ruolo primaziale del vescovo di Roma e aprirebbe la strada alla tanto sperata unità dei cristiani (naturalmente, previa accettazione della posizione romana). Queste parole hanno a nostro parere un grande valore per determinare se VOI che le leggete siete ortodossi (o per lo meno, se lo è la vostra ecclesiologia). Leggete con attenzione le affermazioni di padre Igor’, che vi presentiamo in russo e in italiano: se siete deboli di stomaco, o se avete appena mangiato, tenete accanto a voi un sacchetto di carta... in caso di effetti spiacevoli, almeno non potrete dire che non vi abbiamo preavvisati. A seconda delle vostre reazioni, avrete una prova efficace del vostro grado di ortodossia:

- Se vi sentite di condividere appieno le idee di padre Igor’, allora non siete ortodossi, anche se magari occupate un seggio nel Santo Sinodo di Costantinopoli.

- Se all’idea di condividere le idee di padre Igor’, rispondete “nemmeno morti!”, allora complimenti, avete passato la prova e siete ortodossi (o per lo meno, lo è la vostra ecclesiologia).

 
 18/02/2019    

Intervista di Tudor Petcu a Rico Vitz sulla Romania

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Il nostro amico Tudor Petcu ci ha inviato il testo di un’ulteriore conversazione con il dottor Rico Vitz (nella foto), il filosofo ortodosso americano di cui vi abbiamo già presentato un’intervista due anni fa. Il nuovo colloquio ha avuto origine dalla recente visita del dott. Vitz in Romania per un congresso teologico, e offre alcuni spunti utili sull’interazione di un convertito occidentale con un paese di tradizione ortodossa.

 
 17/02/2019    

Cosa c'è dietro alla deportazione del vescovo Gedeon

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Vi abbiamo dato l’altro ieri la notizia della deportazione dall’Ucraina di uno dei vescovi della Chiesa ortodossa ucraina, vladyka Gedeon (Kharon, nella foto) di Makarov, di ritorno dagli USA, dove aveva testimoniato al Congresso delle persecuzioni in atto nel suo paese. Oggi vi presentiamo in russo e in italiano un articolo di spiegazioni delle ragioni di questa apparentemente insolita espulsione.

 
 16/02/2019    

L’Igumeno Luka di Jordanville consacrato vescovo

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L’archimandrita Luka (al secolo Mark Murianka, nella foto) è stato per molti anni l’igumeno del monastero della Santissima Trinità a Jordanville, nello stato di New York: il principale monastero della ROCOR  nel mondo. Padre Mark, come il suo predecessore, il metropolita Lavr (Shkurla), viene da una famiglia carpato-russa, e come Vladyka Lavr è stato eletto alla carica di vescovo di Syracuse (la città nello stato di New York esonima della nostra Siracusa in Sicilia). La sua consacrazione ha avuto luogo a Jordanville martedì 12 febbraio, nell’occasione della festa dei Tre Santi Ierarchi. Tra i vescovi consacratori, assieme al metropolita Hilarion della ROCOR, notiamo con piacere la presenza del nostro amico il metropolita Luka di Zaporozh’e, che condivide con il nuovo vescovo il nome monastico. Vi presentiamo la versione italiana dell’articolo, con ben tre video del processo di nomina e di elezione del vescovo Luka.

Многая лета! Unto many years! Per molti anni!

 
 16/02/2019    

Il nuovo sito multilingue del monastero di Visoki Dečani

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Non mancate di mettere tra i vostri preferiti il nuovo sito multilingue del monastero di Visoki Dečani, tesoro di fede e vita monastica del Kosovo e Metohija, e centro di luce spirituale per innumerevoli comunità ortodosse nel mondo (inclusa la nostra parrocchia).

Il sito è accessibile in serbo (in caratteri cirillici e latini), inglese, russo, italiano e greco. Passate la voce e visitatelo spesso: buona navigazione sul nuovo sito!

 
 15/02/2019    

Епископа УПЦ Гедеона (Харона) депортируют из Украины

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Ольга Цвилий, Союз православных журналистов, 13 февраля 2019 г.

Викарий Киевской Митрополии епископ Макаровский Гедеон (Харон)

Настоятеля Десятинного монастыря, который сообщил Конгрессу США о гонениях на каноническую Церковь и притеснениях верующих в Украине, СБУ задержала в киевском аэропорту.

Наместника Десятинного монастыря УПЦ, епископа Макаровского Гедеона (Харона) задержали в аэропорту «Борисполь» и собираются депортировать, сообщил в Facebook секретарь владыки Гедеона протодиакон Антоний.

«Куда депортируют неизвестно, т.к. он является гражданином Украины. Родился он в Украине. И на данный момент он лишен гражданства, и куда депортировать – непонятно», – поделился протодиакон Антоний.

Он попросил у верующих УПЦ молитв о епископе Гедеоне.

протодиакон Антоний

Секретарь иерарха канонической Церкви сообщил СПЖ, что у сотрудников Государственной пограничной службы Украины вопросов к наместнику Десятинного монастыря не возникло.

Задержание иерарха УПЦ произвела СБУ, которая изъяла у него загранпаспорт и объявила его «утерянным», рассказал протодиакон Антоний. Тот факт, что по якобы «утерянному» документу владыка Гедеон вылетел из Украины, и по нему же прошел пограничный контроль в США, у сотрудников правоохранительных органов не вызвал ни тени мущения. Представители Службы безопасности также заявили, что епископ Гедеон лишился гражданства Украины и решается вопрос о его депортации.

«Нахожусь в аэропорту "Борисполь", где меня не пустили, мотивируя тем, что "гражданство скасовано, недействительно". Хотя 15 дней тому назад я вылетал, никаких проблем не было. Никаких решений судов не было, ни решений Президента не было. Просто мотивируя тем, что паспорт якобы был мой потерян. Но заявлений я не давал. Ничего, – прокомментировал позднее в Facebooke случившееся с ним сам викарий Киевской митрополии. – Просто такое религиозное и политическое давление и беспредел, который сегодня происходит в Украине».

5 февраля 2019 года викарий Киевской Митрополии, наместник Десятинного монастыря Рождества Пресвятой Богородицы епископ Макаровский Гедеон (Харон) ознакомил Конгресс США с фактами дискриминации канонической Церкви властями Украины. Владыка Гедеон также передал Госсекретарю США Майклу Помпео и американским конгрессменам официальное воззвание УПЦ, в котором Церковь просит рассмотреть случаи нарушения прав и свобод верующих.

Тогда на вопрос журналистов о том, не усилят ли власти Украины давление на Церковь и на самого епископа после его выступления в Конгрессе США, владыка ответил, что может быть всякое. Но добавил, что надеется – с помощью Правительства Америки ситуация стабилизируется.

 
 14/02/2019    

Metropolita Ilarion di Volokolamsk: L'Athos di fronte a una scelta

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Vi presentiamo il testo russo e italiano dei commenti del metropolita Ilarion (Alfeev) sulla situazione del Monte Athos a seguito del “pellegrinaggio” degli scismatici ucraini, con note sul valore dell’Athos come salvaguardia di verità e canonicità.

 
 14/02/2019    

I media: il patriarca Bartolomeo sta per riorganizzare tre arcidiocesi

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Eccovi il testo russo e italiano della notizia che il patriarca Bartolomeo sta per riorganizzare le diocesi d’America, Gran Bretagna e Australia (che radunano la parte più ampia – e più ricca – della diaspora greca sotto Costantinopoli). Al di là della sostituzione dei loro arcivescovi ormai anziani, il tempismo e l’estensione di queste riorganizzazioni fanno pensare molto facilmente a un desiderio di aumento del controllo patriarcale diretto sulla diaspora.

 
 13/02/2019    

La Sacra Comunità del Monte Athos discute degli scismatici ucraini, non prende decisioni

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Mentre il “bollettino di guerra” dei danni causati dagli scismatici ucraini continua con i monasteri di Dochiariu e Zografu che chiudono le porte davanti alla delegazione scismatica, la questione ha dovuto essere discussa anche al massimo livello gestionale della Montagna Santa. La Sacra Comunità athonita si è riunita lunedì 11 febbraio per discutere su come gestire le visite di tali rappresentanti, ma non ha preso alcuna decisione concreta, segno di una mancanza di consenso. Vi presentiamo la traduzione italiana di uno dei resoconti più recenti, con nuovi sviluppi che si profilano nei prossimi giorni a causa della visita annunciata per la festa dell’Incontro del Signore (2/25 febbraio) del “metropolita” Epifanij, alla sempre più disperata ricerca di sostegno internazionale per la sua pseudo-chiesa.

 
 12/02/2019    

Il patriarca Bartolomeo è una minaccia per l’Oriente ortodosso!

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Vi presentiamo la versione russa e italiana dell’articolo di denuncia di Dimitrios Anagnostou, apparso sul blog Aktines (una voce greca severamente critica del Fanar) e sul giornale Orthodoxos Typos. È importante vedere come anche tra i teologi laici della Chiesa greca non manchino voci che sanno intravedere il rischio di eresia di un papismo orientale, e non si fanno problemi a denunciare tale rischio.

 
 12/02/2019    

Conversazioni con persone nuove alla Chiesa

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Padre Andrew Phillips ci offre una serie di domande e risposte utili ai nuovi arrivati per orientarsi in una chiesa e per lasciarsi dietro diverse illusioni e pregiudizi.

 
 11/02/2019    

La visita di una delegazione di ucraini scismatici crea torbidi al Monte Athos

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In questi giorni, una delegazione della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", guidata dal "vescovo" Pavlo (Juristij) di Odessa e Balta, sta girando il Monte Athos con una benedizione (di fatto, un ordine) di visitare tutti i monasteri athoniti da parte del patriarca Bartolomeo.

Poiché il patriarca non è uno stupido, e sa bene che alcuni monasteri hanno già dichiarato che chiuderanno le porte di fronte alla nuova struttura scismatica, la "benedizione" a questa visita suona come un vero e proprio ultimatum del Fanar a tutti quelli che al Monte Athos si oppongono all'ingerenza costantinopolitana in Ucraina.

Finora, il risultato della visita "fraterna" sembra più un bollettino di guerra che un racconto di un pellegrinaggio. Contiamo le vittime:

- Alla sera di giovedì 7 febbraio e al mattino di venerdì 8 febbraio, il monastero Pantokratoros accetta di concelebrare le funzioni serali e la Liturgia con il "vescovo" Pavlo. Si tratta della prima volta in cui a un membro della gerarchia del "patriarcato di Kiev" è permesso compiere un simile atto sul Monte Athos.

- Venerdì 8 febbraio, la confraternita di Nuova Esfigmenu (ritenuta dalla Sacra Comunità athonita la legittima autorità sul monastero di Esfigmenu, occupato da scismatici vecchio-calendaristi), accoglie il "vescovo" Pavlo per la venerazione delle reliquie nella propria cappella. Anche se non c'è stata una concelebrazione, l'esposizione delle reliquie per venerazione è un gesto che di norma non si fa nelle visite di eterodossi e scismatici, e ci si sarebbe aspettati almeno dai monaci di Nuova Esfigmenu una certa sensibilità di fronte a casi di scismatici occupanti di chiese...

- A questo punto, sono pubblicate le rimostranze dell'arcivescovo Amvrosij (Ermakov) di Verej, rettore dell'Accademia teologica di Mosca:

"Davanti ai nostri occhi, uno ad uno, i monasteri dell'Athos si uniscono agli scismatici e commettono un incredibile tradimento degli ortodossi in Ucraina che sono perseguitati, ricattati, picchiati, cacciati dalle loro stesse chiese". Vladyka Amvrosij rivela anche che la delegazione scismatica ha ricevuto dal patriarca Bartolomeo l'ordine di visitare tutti i monasteri del Monte Athos.

- Sabato 9 febbraio l'archimandrita Evlogij, igumeno del monastero di san Panteleimon, fa chiudere le porte del monastero e vieta alla delegazione scismatica l'ingresso sul territorio del monastero russo, dove "non riconoscono il loro sacerdozio e non prevedono di farlo in futuro".

- Il portavoce della Chiesa ortodossa ucraina, l'arciprete Nikolaj Danilevich, denuncia la "desacralizzazione dell'Athos" con parole che dovrebbero rimanere per sempre nei nostri cuori:

"Semplici parroci sposati in Ucraina occidentale, con numerosi bambini, non hanno paura di perdere le loro chiese, non hanno paura di essere espulsi dalle loro chiese, sono costretti a servire nelle case, ma rimangono fedeli alla Chiesa, al loro giuramento sacerdotale, mostrano lo stesso podvig dei confessori, non vanno tra gli scismatici, e alcuni monaci dell'Athos che non hanno famiglie, che non rischiano nulla, che potrebbero essere un modello di fedeltà alla Chiesa, hanno paura di testimoniare la verità".

Padre Nikolaj fa anche notare che, negli stessi giorni in cui i rappresentanti degli scismatici sono a Monte Athos, il governatore dell'Athos Kostas Dimtsas è ad Atene a incontrare l'ambasciatore americano (ed ex ingegnere del colpo di stato del Majdan) Geoffrey Pyatt. Padre Nikolaj conclude che in qualche modo non ne è sorpreso. Neppure noi, batjushka...

- Dalle notizie dell’ultima ora provenienti da Interfax e dall’Unione dei giornalisti ortodossi, sette monaci del monastero di Vatopedi, di origine russa, ucraina e moldava, hanno lasciato Vatopedi domenica 10 febbraio in segno di protesta, dopo che la delegazione scismatica è stata accolta a Vatopedi, e sono passati al monastero di san Panteleimon. Dalle fonti giornalistiche, parrebbe che anche tra i monaci greci di Vatopedi ci sia un forte dissenso nei confronti dell’attitudine della leadership del monastero verso gli scismatici.

 
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