Rubrica

 

Informații despre parohia în alte limbi

Mirrors.php?cat_id=32&locale=ro&id=205  Mirrors.php?cat_id=32&locale=ro&id=602  Mirrors.php?cat_id=32&locale=ro&id=646  Mirrors.php?cat_id=32&locale=ro&id=4898  Mirrors.php?cat_id=32&locale=ro&id=2779 
Mirrors.php?cat_id=32&locale=ro&id=204  Mirrors.php?cat_id=32&locale=ro&id=206  Mirrors.php?cat_id=32&locale=ro&id=207  Mirrors.php?cat_id=32&locale=ro&id=208  Mirrors.php?cat_id=32&locale=ro&id=3944 
Mirrors.php?cat_id=32&locale=ro&id=7999  Mirrors.php?cat_id=32&locale=ro&id=647  Mirrors.php?cat_id=32&locale=ro&id=8801     
 

Calendar Ortodox

   

Școala duminicală din parohia

   

Căutare

 

In evidenza

14/03/2020  I consigli di un monaco per chi è bloccato in casa  
11/11/2018  Cronologia della crisi ucraina (aggiornamento: 11 ottobre 2019)  
30/01/2016  I vescovi ortodossi con giurisdizione sull'Italia (aggiornamento: 16 ottobre 2020)  
02/07/2015  Come imparare a distinguere le icone eterodosse  
19/04/2015  Viaggio tra le iconostasi ortodosse in Italia  
17/03/2013  UNA GUIDA ALL'USO DEL SITO (aggiornamento: 19 luglio 2014)  
21/02/2013  Funerali e commemorazioni dei defunti  
10/11/2012  Naşii de botez şi rolul lor în viaţa finului  
31/08/2012  I nostri iconografi: Iurie Braşoveanu  
31/08/2012  I nostri iconografi: Ovidiu Boc  
07/06/2012  I nomi di battesimo nella Chiesa ortodossa  
01/06/2012  Indicazioni per una Veglia di Tutta la Notte  
31/05/2012  La Veglia di Tutta la Notte  
28/05/2012  Pregătirea pentru Taina Cununiei în Biserica Ortodoxă  
08/05/2012  La Divina Liturgia con note di servizio  
29/04/2012  Pregătirea pentru Taina Sfîntului Botez în Biserica Ortodoxă
 
11/04/2012  CHIESE ORTODOSSE E ORIENTALI A TORINO  
 



Facebook

Biserica are grija duhovnicească a creştinilor ortodocşi care aparţin la Patriarhia Moscovei din oraşul Torino şi din Piemonte / Valle d'Aosta

Archivio

2021 2020 2019 2018 2017 2016 2015 2014 2013 2012 toți anii

Blogul parohului


 17/01/2021    

La Chiesa romena non ha cambiato posizione sull'Ucraina, afferma il consigliere patriarcale, nonostante l'affermazione di Dumenko

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Per gli scismatici ucraini è facile sfruttare la parcellizzazione delle Chiese ortodosse locali per auto-promuoversi: basta affermare che tutte li sostengono, e l’onere della prova ricade poi su chi deve smontare le loro menzogne. Ma smontare menzogne come queste non è neppure troppo complicato: basta chiedere alle Chiese in questione, come ha fatto Orthochristian.com con il Patriarcato di Romania, e si scopre che la presunta montagna di sostegno ha partorito il proverbiale topolino.

 
 16/01/2021    

Perché non c’è una Bibbia ortodossa in italiano?

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

È apparso su Hristos.it il nostro contributo di riflessione su una questione che ci siamo sentiti riproporre fin troppe volte: la mancanza di una Bibbia ortodossa in lingua italiana, le ragioni della sua assenza, e i passi che dobbiamo ancora fare perché questo proposito si realizzi.

 
 16/01/2021    

Il manifesto di Drabinko: cosa sono realmente la Chiesa ortodossa ucraina e la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina"

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Vi presentiamo in traduzione italiana un’analisi della recente intervista all’ex metropolita Aleksandr (Drabinko), a cui va il merito di saper evidenziare le falsità degli scismatici ucraini da lui sostenuti, meglio di quanto possano farlo i più attenti critici.

 
 15/01/2021    

Eterna memoria: metropolita Filaret (Vakhromeev)

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Il 12 gennaio, all’età di 85 anni, si è addormentato nel Signore il metropolita Filaret, esarca emerito della Bielorussia. Al secolo Kirill Vakhromeev, era nato a Mosca il 21 marzo 1935 in una famiglia di insegnanti di musica di origini nobiliari. Il suo servizio alla Chiesa è troppo lungo per essere elencato qui, ma vale la pena ricordare che tra i suoi innumerevoli compiti si è occupato anche delle parrocchie in Europa occidentale, prima come arcivescovo di Berlino dal 1973, e poi, da poco nominato metropolita di Minsk nel 1978, con la direzione della diocesi di Korsun. Ebbe modo di dimostrare la tempra di un vero servitore di Cristo dopo essere stato letteralmente scacciato in malo modo quando aveva voluto fare una visita privata alla chiesa di Rue Daru a Parigi: ne parlò in seguito con un sorriso come una grande lezione d’umiltà... che il Signore ci conceda altre persone come lui alla guida della sua Chiesa.

Вечная память! Вечная памяць! Eterna memoria!

 
 14/01/2021    

Sulle 5 tesi del patriarca Kirill

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Le interviste televisive sono un gran mezzo per capire le motivazioni umane: molti nemici della verità si rivelano più facilmente intervistandoli, che non cercando di confutare tutte le loro menzogne. Da questo punto di vista, l’intervista del 6 gennaio all’ex metropolita Aleksandr Drabinko sul canale YouTube Drozdov è davvero uno spaccato rivelatore di tutte le contraddizioni degli scismatici ucraini. Drabinko dice che il metropolita Onufrij "manca di una coscienza patriottica perché vede tutto attraverso le Sacre Scritture", rivela i giochi di potere nell'episcopato della sua attuale "Chiesa", e sottolinea come quest'ultima non sia riconosciuta con serietà nemmeno da quelli che l'hanno promossa.

Il patriarca Kirill, invece, non è un nemico della verità. Le sue posizioni nell’intervista di Natale al canale televisivo “Rossija” non sono contraddittorie e sono molto più degne di considerazione, anche se possono essere discutibili. Di fatto le discute, in un saggio che vi presentiamo in traduzione italiana, anche Andrej Vlasov dell’Unione dei giornalisti ortodossi, che non è d’accordo sull’importanza che il patriarca pone nella crisi del Covid, né sul fatto che non collega direttamente questa crisi al problema del controllo globale. Tuttavia, anche se può avere elementi di legittimo dissenso, si vede come un autentico giornalista ortodosso sa apprezzare le parole di un autentico patriarca ortodosso.

 
 13/01/2021    

I canti pasquali di un monaco cieco

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Vi presentiamo il video con il canto del Canone di Pasqua da parte del nostro confratello, il monaco Jeremija di Visoki Dečani. Padre Jeremija è uno dei due monaci non vedenti della fraternità monastica di Dečani, e come potete osservare dal filmato, segue i canti su uno spartito in Braille. Ascoltandolo, abbiamo l’impressione che forse sia il mondo a essere cieco...

 
 12/01/2021    

Bisogna essere con Cristo anche nei giorni di dolore e persecuzione (+VIDEO)

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Vi presentiamo una notizia in traduzione italiana con un video della predicazione di sua Beatitudine il metropolita Onufrij, che ci ricorda come il nostro impegno di cristiani è quello di stare accanto al nostro Signore nei giorni di gioia e di speranza, così come in quelli di dolore e disperazione.

 
 11/01/2021    

Il primate russo è sicuro che il Fanar abbia riconosciuto la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" sotto pressione esterna

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Quand’è che si fa un favore a qualcuno definendolo un criminale, piuttosto che dirgli che si sbaglia? Quando si conoscono bene le circostanze del crimine e le forze che stanno dietro al criminale. La recente affermazione del patriarca Kirill in un’intervista natalizia può sembrare molto sprezzante, ma è di fatto la ricerca di un’attenuante per la colpevolezza delle azioni di un suo confratello patriarca che, senza enormi pressioni, non avrebbe mai agito come lo abbiamo visto fare.

 
 10/01/2021    

Se Bandera è vostro padre, che cos'è la Chiesa per voi?

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Ecco una seria domanda che gli ucraini davvero ortodossi pongono a quelli che pretendono di esserlo: un recente spettacolo dei preti scismatici ucraini (che oggi si ammantano dell’autocefalia farlocca del Fanar, ma sono rimasti gli stessi scismatici di prima) rimette in discussione le loro vere lealtà. Leggiamo in traduzione italiana le obiezioni al canto “Il nostro padre è Bandera, l'Ucraina è la madre”, eseguito da “chierici” di Dumenko a Ivano-Frankovsk, una delle città dell’Ucraina occidentale più funestate dall’uniatismo e dalla pseudo-Ortodossia.

 
 09/01/2021    

Il patriarca Bartolomeo accusa il patriarca Kirill di papismo

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Ormai in piena fase di negazione della realtà, il patriarca Bartolomeo conferma il detto che “la miglior difesa è l’attacco”, e in assenza di argomentazioni concrete, usa la ben nota tattica di gettare fumo negli occhi dei suoi accusatori, rivolgendo loro le stesse accuse. Vi presentiamo in traduzione italiana un breve resoconto di questa vicenda, ricordando che chi ricorre a questa tecnica è generalmente chi non ha più alcuna freccia al suo arco, e ha ormai abdicato anche alla comune decenza di presentare una posizione ragionata.

 
 09/01/2021    

Che cosa accadrà alle Lavre di Kiev e Pochaev se saranno sequestrate dalla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina"?

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Uno degli aspetti più tragici e meschini dello scisma ucraino è la bramosia di luoghi che non solo si vorrebbe sottrarre a chi li usa, ma che si vorrebbe anche assegnare a chi non è in grado di usarli: è il caso delle Lavre delle Grotte di Kiev e di Pochaev. Vediamo nell’analisi di Konstantin Shemljuk come gli scismatici ucraini abusino dei pochi luoghi monastici da loro occupati, e chiediamoci cosa ne sarebbe dei due più significativi centri monastici ortodossi ucraini, se si realizzasse su di loro il piano piratesco del Fanar.

 
 08/01/2021    

Pastorala Preafericitului Mitropolit Onufrie la Naşterea Domnului

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Către arhipăstori, păstori, cinul monahal și toți credincioșii Bisericii Ortodoxe Ucrainene:

Hristos se naște, slăviți-L!

Vă felicit cordial pe toți: arhipăstori și păstori iubitori de Dumnezeu, evlavioși monahi și monahii, dragi frați și surori, cu marea sărbătoare și de lume mântuitoare: Nașterea după trup a Domnului Dumnezeului și Mântuitorului nostru Iisus Hristos.

Astăzi Sfânta Biserică Ortodoxă prin rugăciuni își amintește și preaslăvește taina mare și evlavioasă – a ivirii lui Dumnezeu în trup (1 Tim. 3:16). Taina venirii în lume a lui Hristos Mesia își ia începutul din Rai, de la tragicul eveniment, când strămoșii noștri Adam și Eva, au încălcat porunca iubirii Dumnezeiești. Nedorind să se căiască, Adam și Eva s-au îndepărtat de la Dumnezeu, iar prin ceea că, căutau să se îndreptățească pe sine, au devenit și potrivnici ai lui Dumnezeu. Pentru a nu încălca libertatea strămoșilor și pentru a nu-i forța să trăiască cu Cel împotriva Căruia s-au răzvrătit, Domnul i-a scos din Rai într-o lume tristă și pustie, unde ei și-au dat seama că au rămas cu sufletele lor pustii. Au înțeles, dar era deja prea târziu: înainte de a restaura pustiul lor lăuntric, ei trebuiau să bea paharul durerii până la sfârșit. Și ei și-au băut acest potir cu recunoștință și pocăință. Toată viața Adam își îndrepta ochii spre Rai, plângea și rostea cuvintele: „Raiul meu, Rai, Raiul meu cel mai dulce!” Adam și urmașii săi au plâns, au jelit și au așteptat cu răbdare ziua cea binecuvântată, când, conform cuvântului lui Dumnezeu, Seminția Femeii va zdrobi capul șarpelui (Fac. 3:15), diavolului, când Izbăvitorul va veni pe pământ și va restaura pustiul sufletelor umane. Și a venit acest timp. Fiul lui Dumnezeu a venit în lume.

Sfânta Evanghelie descrie Nașterea lui Hristos în acest fel. În timpul împăratului roman August, care stăpânea la acea vreme și Iudeea, a ieșit poruncă de a face un recensământ în toată lumea (Lc. 2, 1). Maica Domnului, care purta în pântecele său pe Mântuitorul, ce a vrut să ia din firea Ei umană, împreună cu îngerul său păzitor de aici de pe pământ – Iosif Logodnicul – au venit din Nazaret în Betleem, ca aici, în cetatea lui David, să se înscrie ca urmași ai lui David. Întrucât în acest moment pentru recensământul în Betleem au venit toți urmașii lui David, hanurile erau ocupate. Iar Sfintei Fecioare i-a sosit timpul să nască. Atunci ei au ieșit din cetate, într-o peșteră, unde păstorii se ascundeau în timp de vreme rea, și acolo în peștera sărăcăcioasă Maica Domnului a născut pe Mântuitorul lumii, Fiul lui Dumnezeu, Care a vrut să devină Fiul Omului. Preacurata Fecioara Maria a înfășat Dumnezeiescul Prunc și L-a culcat în iesle, la care potrivit profeției lui Isaia, au fost legați un bou și un asin (Is. 1, 3) asinul care a purtat-o pe Preasfânta Fecioară de la Nazaret la Betleem, și boul pe care Logodnicul Iosif l-a luat pentru a-l vinde când vor avea nevoie de bani pentru a supraviețui.

La acea vreme în câmp, pe lângă peștera binecuvântată, păstorii își străjuiau turmele. Îngerul lui Dumnezeu li s-a ivit și slava Domnului a strălucit asupra lor. Păstorii au fost cuprinși de frică, dar Îngerul lui Dumnezeu i-a liniștit și a zis: „Nu vă temeți, căci iată vă binevestesc vouă bucurie mare, care va fi pentru tot poporul, căci vi S-a născut azi… în cetatea lui David Mântuitor, Care este Hristos Domnul, și acesta vă va fi semnul: veți găsi un Prunc înfășat, culcat în iesle” (Lc 2. 9-12). Și deodată s-a văzut, împreună cu Îngerul, mulțime de oaste Cerească, lăudând pe Dumnezeu și cântând o cântare minunată: „Slavă între cei de sus lui Dumnezeu și pe pământ pace, între oameni bunăvoire” (Lc 2, 14). Iar după ce sfinții Îngeri s-au înălțat la Cer, păstorii vorbeau unii către alții: „Să mergem dar până la Betleem, să vedem cuvântul acesta ce s-a făcut și pe care Domnul ni l-a făcut cunoscut” (Luca 2, 15). Păstorii au fost primii locuitori ai pământului care au venit la peștera din Betleem, au aflat acolo Dumnezeiescul Prunc, înfășat și culcat în iesle, și i-au povestit Sfintei Fecioare Maria și lui Iosif Logodnicul despre ceea că, Îngerul i-a înștiințat despre Pruncul Sfânt (Luca 2: 15-17).

După aceea, trei regi de la Răsărit au venit să se închine Dumnezeiescului Prunc Hristos: unul din Persia, unul din Arabia și unul din Etiopia. Ei au văzut o stea minunată pe Cer și au înțeles, că a venit în lume Izbăvitorul, pe Care îl așteptau toate popoarele pământului. Regii-magi au venit să se închine Dumnezeiescului Prunc Hristos chiar în ziua Nașterii. Aceștia au adus cu ei daruri: aur, tămâie și smirnă. Aur ca unui Împărat, tămâie ca unui Arhiereu și smirnă ca simbol al faptului, că Însuși Arhiereul Hristos Se va aduce pe Sine jertfă pentru salvarea omenirii. Oferind darurile și închinându-se Dumnezeiescului Prunc Hristos, magii s-au întors în țara lor, iar Irod vicleanul a început să caute Pruncul Dumnezeiesc ca să-L ucidă. Nefericitul Irod nu știa, că Hristos, Care S-a născut în Betleem, nu S-a născut pentru a fi regele Iudeii. Hristos este Împăratul Cerului și al întregului pământ, și El nu caută stăpânire peste oameni, așa cum tind spre aceasta regii pământului. El vrea să îmbrățișeze toți oamenii și să-i încălzească cu iubirea Sa Dumnezeiască. Hristos Mântuitorul a venit pe pământ nu pentru a ne face robi, ci pentru a ne elibera de robie. Hristos Mântuitorul a luat asupra Sa păcatele noastre, care ne-au înrobit, și le-a zdrobit pe Cruce făcându-ne liberi în sensul deplin și adevărat al cuvântului. Hristos Mântuitorul nu numai că ne-a eliberat de robia păcatului, ci ne-a învățat și cum trebuie să trăim pentru a ne menține libertatea spirituală: ce trebuie să facem și ce nu ar trebui să facem. Toate învățăturile Mântuitorului sunt consemnate în Cartea sfântă, care se numește Evanghelie.

De fiecare dată, când sărbătorim Nașterea Domnului, ne reamintim cu drag de istoria acestui slăvit eveniment. Istoria Nașterii lui Hristos în aparență pare simplă și modestă, iar prin această simplitate și modestie Domnul ne dezvăluie înțelepciunea, măreția și puterea Sa. Dumnezeiescul Prunc Hristos era încă culcat în iesle, iar regii pământului deja se îngrijorau. Regii răsăriteni, mișcați de dragostea după Adevăr, vin cu daruri și se închină Pruncului Dumnezeiesc. Vicleanul rege Irod cuprins de frică, și în loc să vină cu înțelepciune să se închine Dumnezeiescului Prunc, și prin aceasta să se întărească pe sine și împărăția sa, el decade în nechibzuință și caută să-L omoare. Împăratul roman August, în fața căruia se cutremura întreaga lume, a slujit și el tainei Întrupării lui Dumnezeu: a făcut recensământul populației, nebănuind că, scopul principal nu era enumărarea supușilor săi, ci să o aducă pe Maica Domnului la Betleem, ca să se împlinească profeția, ce prevestea că Hristos Mesia se va naște în Betleem. Apariția Îngerilor în noaptea Nașterii Domnului, cuvintele și cântările lor mărturisesc măreția Tainei Nașterii lui Hristos, care a neliniștit nu numai pământul, dar și Cerul.

Arătarea Îngerilor în noaptea de Crăciun, cuvintele și cântările lor mărturisesc măreția Tainei Nașterii Domnului Hristos, care a zguduit nu numai pământul, dar și Cerurile.

În aceste zile sfinte, amintindu-ne în rugăciuni și preaslăvind Taina Nașterii Mântuitorului și Dumnezeului nostru, ne alăturăm solemnității întregii lumi și împreună cu toți creștinii ortodocși ne închinăm Mântuitorului nostru și cu smerenie îi mulțumim pentru dragostea Sa față de noi, oamenii păcătoși. Ne rugăm cu smerenie, ca Fiul lui Dumnezeu, Care „pentru noi oamenii și pentru a noastră mântuire S-a pogorât din Cer, și S-a întrupat de la Duhul Sfânt și din Fecioara Maria” (Simbolul Credinței), S-a pogorât la neputințele noastre, ne-a iertat păcatele noastre, întunecimea noastră, prin care noi astăzi aprobăm și adoptăm legi nefirești, prin care ne distrugem singuri pe noi înșine. Ne rugăm, ca Domnul să ne lumineze orbirea spirituală, ca să vedem și să iubim nu propriul nostru adevăr, ci adevărul lui Dumnezeu, care este perfect, veșnic și singurul de folos pentru noi. Ne rugăm, ca Domnul să ne întărească și să ne dea putere să ducem cu demnitate acele încercări și boli care astăzi zguduie întreaga lume și cauza cărora, sunt cu regret, păcatele noastre omenești.

În această zi luminoasă, când sărbătorim venirea lui Dumnezeu în lume, potrivit Sf. Grigore Teologul, să ne veselim cu cutremur și cu bucurie: cu cutremur – din cauza păcatelor noastre, iar cu bucurie – din cauza nădejdii (Sfântul Grigore Teologul. Vol. 1. Cuvântul 38. Pag. 522, Sankt Petersburg, 1912), nădejdii în mila lui Dumnezeu, puterea și dragostei față de oameni.

Încă o dată, vă felicit cordial pe toți, dragi frați și surori, cu sărbătoarea Nașterii lui Hristos. Vă doresc tuturor sănătate, mântuire și binecuvântare de la Dumnezeu. Fie ca pacea și binecuvântarea lui Dumnezeu, cântate de Îngeri în noaptea Nașterii Domnului, să umple inimile noastre, familiile noastre, statul nostru ucrainean și întreaga lume. Amin.

Crăciun Fericit!

Smeritul

† Onufrie

Mitropolitul Kievului și a toată Ucraina

Naşterea Domnului,

anul 2020/2021,

orașul Kiev

 
 08/01/2021    

La cripta della cattedrale di san Sava a Belgrado

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Eccovi come pensiero di Natale un viaggio in un luogo che molti non hanno ancora visto: la cripta della nuova cattedrale di san Sava a Belgrado, in un video che presenta anche la cupola a mosaico appena terminata e alcune riprese dall'esterno della chiesa.

 
 07/01/2021    

Messaggio di Natale del patriarca Kirill

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Messaggio di Natale

del patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus'

agli arcipastori, pastori, diaconi, monaci

e a tutti i figli fedeli della Chiesa ortodossa russa

2021

Beneamati nel Signore arcipastori,

reverendi presbiteri e diaconi,

monaci e monache amati da Dio,

cari fratelli e sorelle!

Mi congratulo di cuore con tutti voi per la luminosa festa della Natività di Cristo.

Oggi la Chiesa celeste e terrena trionfa, allietandosi per la venuta nel mondo del nostro Signore e Salvatore, e offre lode e ringraziamento a Dio per la Sua misericordia e amore per l'umanità. Ascoltiamo con trepidazione spirituale le parole del canto: "Cristo è nato – glorificatelo! Cristo dal cielo – andategli incontro!" (irmo del canone della Natività di Cristo). Con devozione e speranza, guardiamo la grotta di Betlemme, dove in una misera mangiatoia giace Dio bambino avvolto in fasce.

Veramente in questo giorno si è avverato "il grande mistero della pietà: Dio si è manifestato nella carne, è stato giustificato nello Spirito, si è mostrato agli angeli" (1 Tim 3:16). È impossibile addentrarsi fino alla fine con la mente nel mistero dell'Incarnazione. È impossibile comprendere appieno come colui che è la fonte della vita per tutto ciò che esiste è ora riscaldato dal respiro degli animali! Il Creatore dell'universo si umilia, assumendo la forma della creazione!

Il Figlio di Dio diventa il Figlio dell'uomo!

"Non indagate su come avvenga avverte il santo Giovanni Crisostomo – laddove Dio vuole, è vinto l'ordine della natura. Voleva, poteva, discendere e salvare. Tutto obbedisce a Dio. Colui che è nasce oggi, e Colui che è diventa ciò che non era. Pur essendo Dio diventa uomo senza smettere di essere Dio" (Sermone per la Natività del nostro Salvatore Gesù Cristo).

Celebrando la festa salvifica per il mondo della Natività di Cristo, riflettiamo sul suo duraturo senso spirituale e sul suo significato chiave per tutta l'umanità. E questo è vero. Ma è anche importante rendersi conto della dimensione personale che ha per ciascuno di noi il mistero dell'Incarnazione, perché non è un caso che ci rivolgiamo in preghiera al Signore, chiamandolo nostro Salvatore.

Sappiamo per esperienza che l'uomo non è capace di vincere il male in se stesso, non importa quanto ostinatamente cerchi di farlo. Il peccato che ha colpito profondamente l'anima e danneggiato la natura umana non può essere superato da nessuna pratica spirituale o addestramento psicologico. Solo Dio è in grado di guarire e riportare l'intera persona alla bellezza originale. "Perché il nostro Signore si è rivestito di carne?" – si chiede il venerabile Efrem il Siro, e risponde: "Affinché la carne stessa assapori la gioia della vittoria e si compia e conosca i doni della grazia ... così che le persone, come sulle ali, ascendano a lui e in lui solo trovino la pace" (Esegesi dei quattro Vangeli, cap. 1). L'Incarnazione di Cristo libera dalla schiavitù del peccato e apre la strada verso la salvezza.

"Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre" (Gv 12:46), testimonia il Signore. Come la brillante stella di Betlemme, che ha portato a Gesù Dio bambino i sapienti orientali da paesi lontani, noi cristiani, essendo veri figli e figlie della luce (Gv 12:36), siamo chiamati a illuminare questo mondo con la luce della fede (Mt 5:14), in modo che quelli che ci circondano, vedendo un esempio della nostra fermezza e coraggio, pazienza e nobiltà spirituale, generosità e amore non ipocrita per il prossimo, "diano gloria a Dio nel giorno della sua visita" (1 Pt 2:12).

Oggi, quando i popoli della terra stanno vivendo una difficile prova di una nuova malattia, quando i cuori delle persone sono presi dalla paura e dall'ansia per il futuro, è particolarmente importante per noi rafforzare la preghiera comunitaria e privata, offrire al Signore un'opera speciale di buone azioni. Molti dei nostri fratelli e sorelle sono ora privati ​​dell'opportunità di andare in chiesa a causa di una dannosa epidemia. Offriamo le nostre preghiere per loro al Creatore misericordioso, in modo che rinnovi la loro forza mentale e fisica, garantisca ai malati una pronta guarigione e invii il suo aiuto ai medici e a tutti gli operatori sanitari che combattono disinteressatamente per la loro salute e la loro vita.

Ricordiamoci che nessun problema può spezzare lo spirito di una persona se questa mantiene una fede viva e si affida a Dio in ogni cosa. Pertanto, le prove che ci hanno colpito sono accettabili senza mormorare, perché se speriamo in lui, saremo santificati, poiché Dio è con noi (officio della Grande Compieta), come canta la Chiesa di Cristo in questi giorni sacri del Natale. Preghiamo che la luce incorruttibile della Divinità illumini la misera caverna della nostra vita, così che i nostri cuori contriti e umili, come la mangiatoia di Betlemme, ricevano con riverenza il Salvatore venuto al mondo.

Non è angusto per Dio stare nel cuore di una persona, se questo è pieno d'amore. "L'operatore d'amore sarà convivente degli angeli e regnerà con Cristo", testimonia il venerabile Efrem il Siro (Discorso sulle virtù e sui vizi, 3). Che i giorni santi della festa diventino un momento speciale per noi per fare buone azioni. Usiamo questa benedetta opportunità e glorifichiamo la nascita di Gesù Cristo mostrando misericordia verso i nostri vicini, aiutando chi è nel bisogno, confortando le persone in lutto e, forse, prima di tutto, quelli che soffrono di infezione da coronavirus o per le sue conseguenze.

Possa il Signore illuminare i popoli della terra con la luce della Sua conoscenza, possa benedirli con la pace e possa aiutare tutti noi a realizzare la nostra responsabilità comune per il presente e il futuro del pianeta. Possa il divino bambino nato inviare amore e armonia alle nostre famiglie, possa proteggere i nostri giovani e tutti noi dai peccati e dagli errori pericolosi. Ancora una volta, mi congratulo sinceramente con voi, miei cari, per la festa radiosa della Natività di Cristo e auguro a tutti voi buona salute, gioia infinita e generoso aiuto da parte di Dio – la vera Luce, che illumina ogni uomo che viene al mondo (Gv 1:9). Amen.

Kirill

patriarca di Mosca e di tutta la Rus'

Mosca,

Natività di Cristo

anno 2020/2021

 
 07/01/2021    

Messaggio di Natale del metropolita Antonij

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Messaggio di Natale

dell’esarca patriarcale dell’Europa occidentale,

metropolita Antonij di Korsun e dell’Europa occidentale

 

 

Benemati confratelli nel Signore, arcipastori, presbiteri e diaconi, monaci e monache, cari fratelli e sorelle!

Mi congratulo di cuore con tutti voi per la festa della Natività di Cristo!

Dopo molti giorni di digiuno, siamo stati di nuovo onorati di raggiungere questo santo giorno e di inchinarci con riverenza alla mangiatoia in cui si rivela il Signore, giunto “per noi uomini e per la nostra salvezza”.

Dio si è compiaciuto di bussare alla porta di un mondo che non lo aspettava, che non lo ha accettato, che fin dai primi giorni della vita del divino bambino ha scatenato tutta la sua malizia contro colui che ha portato la salvezza sulla terra nella mitezza e nell’umiltà e ha aperto all’umanità le porte del regno dei cieli. Tuttavia, nonostante tutta la profondità del male umano, è stato sconfitto dall’amore di Dio, e questa grande vittoria è la garanzia di una speranza duratura.

Quest’anno andiamo incontro alla festa della Natività di Cristo in circostanze difficili. La pandemia di infezione da coronavirus ha notevolmente cambiato le nostre vite. Ciò che sembrava così banale e familiare oggi è divenuto improvvisamente inaccessibile. Ciò a cui prima non davamo peso ha rivelato un valore precedentemente nascosto. Forse non abbiamo mai pensato seriamente a quanto significhino per noi la salute, la comunicazione con i familiari e gli amici, la preghiera nella chiesa di Dio, tutte le volte che il cuore ci comanda. Oggi, sopportando molte privazioni e avversità, stiamo imparando a dare un nuovo valore alla nostra vita.

Stando alle soglie del nuovo anno e riassumendo i risultati dell'anno che se ne va, impariamo, sulle orme del retaggio del santo apostolo Paolo, a ringraziare Dio per ogni cosa e a vedere in ogni cosa l'azione della sua ineffabile provvidenza, che ci conduce sulla via del regno dei cieli.

Guardando le prove che hanno colpito l’umanità, noi, da credenti, non ci perdiamo d’animo, e ora, stando davanti al presepe del Natale, guardiamo con speranza al divino bambino che tende verso di noi le sue mani. Crediamo che il Signore che ha infranto le porte dell’inferno e ha vinto la morte con la morte libererà presto il mondo dalla dannosa epidemia, garantirà la guarigione ai malati e consolerà chi si trova nel dolore.

Vi rivolgo, cari vladyki, padri, fratelli e sorelle, le mie più sincere congratulazioni per la Natività di Cristo e per l’anno nuovo che viene. Possa il prossimo anno essere per tutti noi pacifico e benedetto.

+ ANTONIJ,

metropolita di Korsun e dell’Europa occidentale,

esarca patriarcale dell’Europa occidentale

Natività di Cristo, 2020/2021

 
  1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21> di 282  index.php?cat_id=32&id=6786&locale=ro&blogsPage=2 index.php?cat_id=32&id=6786&locale=ro&blogsPage=282