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 09/01/2016    

Padre Michael Johnson: osservazioni sul rito occidentale e gli ortodossi

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

Lo scorso 18 dicembre abbiamo presentato un articolo dal blog Western Rite Critic, che analizzava i rischi di uno sdoppiamento rituale all’interno di una singola comunione ecclesiale. Non è stata la prima volta, e non sarà l’ultima, in cui ci occupiamo del fenomeno pur minoritario del rito occidentale all’interno della Chiesa ortodossa; in primo luogo perché ci troviamo in un paese occidentale, e in un paese che ha avuto un ruolo non da poco nel determinare le forme cultuali dell’Occidente cristiano; in secondo luogo, perché siamo chiamati a rendere ragione della speranza che è in noi (1 Pt 3:15), non solo nelle questioni di fede, ma anche in quelle di culto (lex orandi, lex credendi est).

Oggi vogliamo fare un passo indietro nella storia, e riprendere in traduzione italiana le osservazioni di padre Michael Johnson (nella foto), un sacerdote ortodosso dell’area di Seattle, scritte in un bollettino del clero di ben vent’anni fa, nel 1996. Il testo inglese di queste osservazioni è stato finora disponibile sul sito della cattedrale della santa Trinità di San Francisco (che tra i molti testi di argomento liturgico ha anche numerose testimonianze critiche sul rito occidentale). A nostro parere le osservazioni di padre Michael sono ancora tutte valide, e meritano di essere prese in considerazione da tutti gli ortodossi, anche se finora hanno trovato ben poche risposte (e scarso desiderio di aprire un dibattito onesto in materia).

 
 08/01/2016    

Sul calendario giuliano, la tradizione della Chiesa e la difesa della fede

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

Ieri, nello spirito leggero e scherzoso di una festa, abbiamo affrontato la questione dei vantaggi del calendario giuliano in termini umoristici. Tuttavia, c’è molto da dire su questi vantaggi anche su un piano più serio e approfondito. Cerchiamo di capire questo tema con un articolo che ci spiega molto anche dell’attitudine dei russi nei confronti del calendario.

Lo storico Pavel Kuzenkov (nella foto), docente all'Università statale di Mosca e in numerose istituzioni accademiche ortodosse, ha compiuto studi approfonditi e pubblicato libri sulla storia del calendario ecclesiale. Presentiamo nella sezione "Ortoprassi" dei documenti il suo ultimo articolo, pubblicato solo pochi giorni fa dal portale Pravoslavie.ru, nell’originale russo e in traduzione italiana.

 
 07/01/2016    

I 10 principali vantaggi per celebrare il Natale secondo il calendario giuliano

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 
1. Ti vendono le decorazioni al 75% di sconto.
2. Non hai concorrenza per le migliori luci di Natale di tutto l'isolato: vinci tu. Sei l'unico che le ha.
3. Riciclare i regali è molto più facile. Vestiti e oggetti elettronici non sono vecchi di un anno.
4. 75% di sconto su tutto lo shopping di Natale!
5. Non è necessario uccidere un albero, basta chiedere al vicino cattolico di raccogliere il suo albero il 6 gennaio.
6. Al Natale di nuovo calendario puoi prenderti una vacanza senza preoccuparti che ti chiedano di andare in chiesa, se è un giorno feriale.
7. Non ti devi preoccupare di un ciccione vestito di rosso che monopolizza tutta l'attenzione in quel giorno.
8. I tuoi colleghi non hanno alcuna scusa per augurarti "buone vacanze" per non confondersi con le feste di altre religioni.
9. Meno automobilisti ubriachi sulla strada durante il ritorno dalla veglia di Natale.
10. Atei e miscredenti non possono dirti che il 25 dicembre è pagano (dal loro punto di vista è già gennaio).
 
 07/01/2016    

Un augurio speciale...

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

... a tutti i nostri fratelli cristiani in Siria (qui rappresentati in una foto che la dice lunga, con il presidente Assad e sua moglie che hanno passato il Natale del nuovo calendario in una delle chiese ortodosse del paese)

 
 06/01/2016    

Messaggio di Natale di sua Santità il patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus' agli arcipastori, pastori, diaconi, monaci e a tutti i fedeli figli della Chiesa ortodossa russa

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

patriarchia.ru

In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi:

Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo,

perché noi avessimo la vita per lui.

 (1 Gv 4:9)

Sacratissimi arcipastori, reverendi padri, onorati monaci e monache, cari fratelli e sorelle!

Da un cuore pieno di gioia per il Figlio di Dio incarnato, mi rivolgo a tutti voi congratulandomi con voi nell'occasione della luminosa e vivificante festa del Natale del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.

"Gloria negli eccelsi a Dio, e sulla terra pace, e tra gli uomini la benevolenza!" (Lc 2:14). Glorificando di anno in anno l'indicibile accondiscendenza del Salvatore nei nostri confronti,

Noi, come i pastori di Betlemme che hanno udito dall'angelo "una grande gioia, che sarà per tutto il popolo" (Lc 2:10), ci affrettiamo a vedere con gli occhi spirituali il Messia, la cui venuta hanno predetto i gloriosi profeti e che una gran moltitudine di uomini e donne ha atteso.

Ed ecco che l'Atteso da tutti i popoli, secondo le parole del profeta Aggeo (Ag 2:7) ha svuotato se stesso, prendendo forma di servo, facendosi simile agli uomini (Fl 2:7). Il Creatore dell'universo non sceglie per sé un palazzo imperiale, una dimora da sovrano di questo mondo, un castello da ricchi e da famosi. Non cerca neppure un luogo in un albergo. Il Figlio di Dio nasce in una grotta per bestie da soma, e da culla gli serve una mangiatoia per animali.

Che cosa può essere inferiore alla grotta e più umile delle fasce, tra le quali ha rifulso la ricchezza della divinità? Scegliendo per il mistero della nostra salvezza la povertà ultima (come dice l'Ipacoe della festa), Cristo non accetta intenzionalmente quei valori che sono considerati tanto importanti nel nostro mondo: il potere, la ricchezza, la gloria, la provenienza nobile e lo stato sociale. Ci propone un'altra legge di vita, la legge dell'umiltà e dell'amore, che vincono l'orgoglio e la cattiveria. In conformità con questa legge la debolezza umana, unita con la grazia di Dio, diviene quella forza, contro la quale nulla possono il potere e la sovranità di questo mondo. La forza di Dio non si manifesta nella grandezza terrena e nel benessere mondano, ma nella semplicità e nell'umiltà del cuore.

Secondo le parole del venerabile Serafino di Sarov, "il Signore cerca cuori pieni di amore per Dio e per il prossimo – ecco l'altare su cui gli piace stare... Figlio, dammi il tuo cuore, – dice il Signore – e tutto il resto te lo darò in sovrappiù, perché nel cuore dell'uomo può essere contenuto il regno di Dio" (Discorso sullo scopo della vita cristiana). Il Signore non si tiene lontano dai poveri e dai senza tetto, non disprezza quelli che hanno pochi soldi o un lavoro di scarso prestigio, e ancor più, non disprezza chi ha una disabilità fisica o una grave malattia. Tutto ciò in sé non avvicina né allontana l'uomo da Dio, perciò non deve provocarci tristezza o divenire causa di una disperazione mortale. Il Salvatore chiama noi stessi. Figlio mio! Figlia mia! Dammi il tuo cuore – così egli ci chiama (Prov 23:26).

La mirabile festa della Natività del Signore ci ricorda la necessità di seguire senza indugio Cristo, che è venuto perché l'uomo abbia la vita, e l'abbia in abbondanza (Gv 10:10) è che è la singola via retta e verità innegabile e vita vera (Gv 14:6). Che nessuno di noi si spaventi per le difficoltà che incontriamo in modo inevitabile, e che nessuno di noi si disperi per le prove che dobbiamo affrontare, poiché Dio è con noi! Dio è con noi e dalla nostra vita scompare la paura. Dio è con noi e noi otteniamo pace e gioia nell'anima. Dio è con noi e noi compiamo la nostra missione terrena con una forte speranza in lui.

Seguendo Cristo, l'uomo va contro alle forze di questo mondo. Non si sottomette alle tentazioni che incontra, e con determinazione distrugge gli ostacoli del peccato che si trova sul suo cammino. È solo il peccato che ci allontana da Dio e rende la nostra vita davvero amara. È il peccato che, bloccando la luce dell'amore divino, ci getta in numerose disgrazie e abbrutisce i nostri cuori nelle relazioni con le altre persone. Il peccato si vince solo per mezzo della grazia dello Spirito Santo, che ci è donata attraverso la Chiesa. La potenza di Dio accettata da noi, trasforma il nostro mondo interiore e ci aiuta a corrispondere alla volontà del Signore nel trasformare il mondo esteriore. Ecco perché quelli che si sono distaccati in un modo o in un altro dall’unità ecclesiale perdono la capacità di produrre frutti buoni nella verità, come un albero disseccato.

Vorrei rivolgere una parola particolare agli abitanti dell'Ucraina. Il conflitto fratricida che è comparso sulla terra dell'Ucraina non deve dividere i figli della Chiesa, seminando l'odio nei cuori. Un vero cristiano non può odiare né i vicini, né i lontani. "Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni" (Mt 5:43-45). Che queste parole del Salvatore diventino per tutti noi una guida nella vita e che la cattiveria e il disprezzo per gli altri non trovino mai un posto nella nostra anima.

Mi appello a tutti i figli della Chiesa ortodossa multietnica della Rus' perché preghino in modo speciale per la fine quanto più rapida e piena della guerra in Ucraina, per la guarigione delle ferite del corpo e dell'anima provocate dalla guerra tra le persone. Chiediamolo a Dio con sincerità, sia in chiesa sia in casa. Preghiamo allo stesso modo anche per quei cristiani che vivono lontano dal nostro paese e che hanno sofferto in seguito a conflitti armati.

In questa notte di Natale piena di luce e nei giorni santi che verranno lodiamo e glorifichiamo il nostro Salvatore e Signore, che si è compiaciuto di venire nel mondo per il suo grande amore per gli uomini. Come i magi biblici, portiamo a Cristo il bambino divino i nostri doni: al posto dell'oro – il nostro amore sincero, al posto dell'incenso – la calda preghiera, al posto della mirra – la buona e sollecita attitudine verso i vicini e i lontani.

Mi congratulo ancora una volta con voi tutti, cari miei, nell'occasione della luminosa festa del Natale del Signore, così come del nuovo anno che inizia, augurandovi in preghiera la grande misericordia e generosità del signore Gesù, il portatore di molti doni.

+KIRILL, PATRIARCA DI MOSCA E DI TUTTA LA RUS'

Natività del Signore 2015/2016

Mosca

 
 05/01/2016    

L'arcivescovo Luka protesta per la proposta di stravolgere il Natale in Ucraina

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

cenni da un articolo di Pravoslavie.ru (russo e inglese)

L'arcivescovo Luka (Kovalenko, nella foto) di Zaporozh'e e Melitopol, in una conferenza stampa il 2 gennaio, ha espresso preoccupazione per la proposta di spostare la data della festa del Natale dal 7 gennaio al 25 dicembre del calendario civile.

In un paese in cui la stragrande maggioranza dei cristiani (inclusi gli uniati) segue il vecchio calendario, una simile proposta sarebbe insensata, nient'altro che uno dei tentativi di spaccare la società ucraina dietro il pretesto dell'Euro-integrazione.

È interessante che il promotore dell'iniziativa non sia altri che l'ex-presidente del parlamento (e ora segretario del consiglio della difesa) della giunta di Kiev: Aleksandr Turchinov, che in quanto battista fa parte di una delle poche esigue minoranze che in Ucraina celebra il Natale secondo la data gregoriana. Ci si può a buon diritto chiedere quale attinenza abbia la data del Natale con le competenze del segretario per la difesa nazionale, e quanta parte abbia invece l'imposizione della volontà di una minoranza arrogante sulla maggioranza della popolazione. 

 
 05/01/2016    

Che cosa significa quando cantiamo "eterna memoria" alle funzioni di commemorazione funebre?

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

Il canto che chiude le commemorazioni funebri ortodosse, “eterna memoria”, è una delle espressioni più affascinanti del culto ortodosso, ma al tempo stesso lascia anche molto perplessi: si sta forse cercando una sorta di immortalità di compensazione nei discendenti dei defunti? A queste perplessità risponde John Sanidopoulos in un articolo del suo blog Mystagogy, che abbiamo tradotto in italiano nella sezione “Domande e risposte” dei documenti.

 
 04/01/2016    

I vecchi credenti dell'Australia: vita e destino

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

L’articolo di Aleksej Murav'ev sui vecchi credenti russi in Australia è un piccolo gioiello di testimonianze storiche e sociali, utile non solo per la città in Europa occidentale con la maggior concentrazione di vecchi credenti (per chi ancora non lo sapesse, questa città è Torino), ma anche per tutti luoghi in cui un’emigrazione ortodossa si trova prima o poi a fare i conti con la società circostante (integrazione, assorbimento culturale,adattamento linguistico). Per il suo valore di testimonianza e di elemento di comprensione, presentiamo l’articolo nell’originale russo e in traduzione italiana nella sezione “Pastorale” dei documenti.

 
 03/01/2016    

Un messaggio per il nuovo anno: fuggite dagli estremi!

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

Partendo dalla foto dgli anziani Cleopa (Ilie) e Justin (Popovich), Padre Andrew Phillips ci insegna come sia sempre possibile un’armonia tra ortodossi che seguono sostanziali differenze come quelle del calendario. L’armonia è divenuta con il tempo più difficile, a causa delle posizioni estreme che hanno assolutizzato tali differenze, fino al punto di dubitare della fede ortodosssa di chi non la pensa allo stesso modo. Leggiamo la traduzione italiana di un saggio che ci aiuta a capire le motivazioni di questi estremismi, e a tenerci in guardia da loro.

 
 03/01/2016    

Celebrazioni del NATALE ORTODOSSO 2015/2016

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

Icona della Natività del Signore, di Nadia Lavrova

 

Mercoledì 6 Gennaio
 
Vigilia di Natale
 
ore 10  - Divina Liturgia della Vigilia (Vespro + Liturgia di san Basilio il Grande)
 
ore 17 - Veglia del Natale (Grande Compieta + Mattutino)
 
(non celebreremo funzioni durante la notte)
 
Giovedì 7 Gennaio 
 
NATALE DEL SIGNORE
 
ore 10 - Divina Liturgia del Natale
 
 
Buon Natale! Cu Nașterea Domnului! С Рождеством Христовым!
 
 02/01/2016    

Una visione ortodossa della sessualità

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Padre Josiah Trenham (nella foto) parroco della chiesa di sant’Andrea a Riverside in California, è uno degli ortodossi americani più prolifici (e non solo nei termini di una notevole produzione teologica, ma anche come padre di dieci figli). Seguiamolo in una seria panoramica sulla visione ortodossa della sessualità, che presentiamo in traduzione italiana nella sezione “Etica” dei documenti.

 
 01/01/2016    

Il podvig di un pellegrino

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

Iniziamo il nuovo anno con un corposo articolo autobiografico. Il nostro confratello padre John Whiteford, che ci è noto dalle sue numerose risposte a domande sulla fede e la prassi della Chiesa ortodossa, ha raccolto molti episodi del suo cammino di fede in un ampio saggio intitolato “Il podvig di un pellegrino”. Il riferimento letterario del titolo è al celebre romanzo seicentesco di John Bunyan, Il pellegrinaggio del cristiano. Il termine slavo podvig è usato per indicare gli sforzi ascetici con un’enfasi sul coraggio e sull’eroismo. Poiché proprio ieri, nell’articolo sul fondamentalismo islamico, abbiamo letto che uno dei doveri più urgenti è trovare un senso della parola araba jihad che non risenta di elementi militaristi, chissà che non possiamo trovare uno spunto nel podvig dei cristiani ortodossi.

Alcuni degli elementi che leggiamo in questo racconto biografico ci sono già noti dall’intervista di John Anton a padre John Whiteford che abbiamo tradotto oltre due anni fa, ma siamo lieti di presentare in termioni più estesi la vita del nostro amico padre John come un buon esempio di cammino verso l’Ortodossia.

 
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